Apple a Napoli, io startupper insegnerò agli sviluppatori come si diventa imprenditori | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Innovazione al Sud

Apple a Napoli, io startupper insegnerò agli sviluppatori come si diventa imprenditori

08 Set 2016

Fra i 15 docenti selezionati per la prima iOS Developer Academy d’Europa nata dalla partnership tra il colosso di Cupertino e l’Università Federico II, c’è Pietro Carratù, Ceo di Youbiquo, la startup che vuole sfidare Google con gli smart glass made in Italy. Ecco che cosa ci ha detto sulle lezioni che inizieranno a ottobre

Pietro Carratù, Ceo di Youbiquo e docente al centro Apple di Napoli
“Essere bravi non basta. Per passare dallo status di sviluppatori di app a imprenditori bisogna avere due cose: la capacità di rialzarsi sempre dopo aver ricevuto tante mazzate e il savoir faire”. È questo l’insegnamento che vale più di ogni nozione tecnica secondo Pietro Carratù, uno dei 15 docenti selezionati per il centro Apple di Napoli, la prima iOS Developer Academy d’Europa nata grazie a una partnership tra il colosso di Cupertino e l’Università Federico II. Tra gli altri docenti ci sono quattro donne (Stefania Zinno, Nadia Di Paola, Maria Rita Di Berardini e la brasiliana Luisa Ronchi Carvalho) e poi Antonio Calanducci, Luigi D’Acunto,  Fabio De Paolis, Ignazio Finizio, Giulio Mallardi, Francesco Perchiazzi, Stefano Perna, Costantino Pistagna, Daniele Pizziconi, Francesco Sacerdoti. Poca chiarezza sulle modalità di selezione: secondo quanto riferito dall’Ateneo napoletano, sono state presentate 100 domande ma “i profili professionali dei selezionati non sono ancora disponibili perché la lista definitiva è ancora in fase di definizione. C’è chi vorrebbe fare soltanto un part time e quindi potrebbe essere selezionato un docente in più, chi probabilmente dovrà rinunciare perché non può sospendere la propria attività. Tutto sarà reso noto appena chiariti questi dettagli”.

Apple a Napoli, come funziona il primo centro di sviluppo per app in Europa

Una cosa almeno è chiara: i docenti selezionati non sono tutti insegnanti. Almeno non nel senso accademico del termine. Tra i magnifici 15 c’è lui, Pietro Carratù, che insegnerà Project Management ai 200 ragazzi under 30 che saranno selezionati fra le circa 4mila domande pervenute, non solo da ragazzi italiani ma anche stranieri. In pratica, sarà selezionato uno su 20. I primi 100 inizieranno i corsi a ottobre, gli altri in una fase successiva. “Ci saranno lezioni nel senso classico del termine ma soprattutto molti laboratori, in cui verrà chiesto ai ragazzi di ideare e sviluppare app e progetti imprenditoriali. Il tutto con strumenti didattici innovativi, soprattutto strumenti Apple” racconta Carratù. Le lezioni si terranno in italiano e in inglese.

► Apple a Napoli, tutto quello che c’è da sapere sui corsi (e che non era ancora stato detto)

“Io sono un imprenditore e uno startupper. Evidentemente esperienza maturata e professionalità valgono più dei titoli” puntualizza Carratù. Laureato in Ingegneria Elettronica, Carratù è il ceo di Youbiquo, startup innovativa fondata nel 2013 a Cava de’ Tirreni, nel salernitano, con la quale l’imprenditore vuole sfidare nientemeno che Google. Yobiquo, infatti, è specializzata nel settore del wearable computing e realizza smart glasses a realtà aumentata e software di tipo personal assistant intelligente. Quando Carratù ha deciso di fondare una startup nel Mezzogiorno puntando su un settore così particolare come quello degli smart glasses e sfidando la grande Internet company californiana, aveva spiegato a EconomyUp: “Temere Google? No, puntiamo a mercati diversi rispetto a Big G. Il colosso californiano non farà mai una personalizzazione per 100 pezzi, noi sì. Non darà mai la sua elettronica per fare una scocca diversa da quella che ha previsto, noi sì. La personalizzazione è il nostro elemento determinante. Noi possiamo creare un prodotto come serve al cliente: industriale o design di alta gamma, ma di piccoli volumi”.

Caro Tim Cook, l’impresa italiana si salva da sola se lo vuole

E tutto quello che ha imparato con Youbiquo fa parte di ciò che Carratù vuole trasmettere ai suoi studenti. “Project Managment non è solo teoria: è imparare a ideare un progetto e realizzarlo, non solo tecnicamente. Bisogna sapere come fare, dove e quando cercare soldi e investimenti, come gestire i rapporti con i clienti, come pianificare la crescita. E poi è importante imparare a lavorare in team: non si cresce da soli, capirsi e capire le persone con cui devi lavorare è fondamentale per far crescere un’impresa. Ed è fondamentale riconoscere anche che si può sbagliare: l’importante è imparare dagli errori e ripartire con una nuova strategia”.

Del resto Carratù di strategie se ne intende. Prima di fondare Youbiquo, inizia la sua carriera in un centro di ricerca della Finmeccanica, dove si occupa di studi sulla documentazione strutturata per la manutenzione degli apparati complessi. Poi l’esperienza in una multinazionale americana nel settore dello sviluppo delle applicazioni per telefoni cellulari e per applicazioni bancarie, lavorando con clienti del calibro di Tim e delle principali banche italiane. Dal 2002 al 2006 si occupa della gestione di progetti di e-government per poi lavorare per PMI dedicandosi a progetti di ricerca e innovazione, e al concepimento di varie applicazioni per smartphone, Apple, Android e iPad.

Insomma, di cose da insegnare ne ha. Almeno lui.

Articoli correlati