Sono wearable device tutti i ‘dispositivi che si indossano’. L’esempio tipico, perché in rapida diffusione sono gli smartwatch, ossia piccoli computer che ognuno di noi può indossare al polso. Ma non è questo l’unico caso. A oggi i dispositivi che si possono indossare si distinguono, a grandi linee, in tre grandi gruppi:
– Complex Accessories, cioè quelli che per essere completamente operativi richiedono la connessione a un altro device, come è il caso degli orologi non dotati di sim (che quindi devono usare un altro dispositivo che faccia da ‘ponte’ per la connessione) o i braccialetti che si usano per monitorare l’attività fisica, i cui dati sono leggibili sono dopo averli ‘scaricati’ su un altro hardware.
– Smart Accessories, dispositivi leggermente più autonomi, ossia che si connettono alla rete e che possono svolgere alcune funzioni senza il supporto di altri dispositivi.
– Smart Wearables, dispositivi che funzionano in completa autonomia, riuscendo non solo a connettersi ma anche a svolgere azioni complesse, come la navigazione o il download. L’esempio più noto è quello dei Google Glass.
Wearable device – definizione
Pubblicato il 02 Mag 2021

Argomenti
Canali
INNOVATION LEADER
-

Tre letture consigliate da Piergiorgio Grossi per allenare l’innovazione
16 Giu 2026 -

Il più grande errore del corporate venture capital? Cercare di essere un venture capital
16 Giu 2026 -

Marzio Pividori, CEO AideXa: “Nel credito alle microimprese l’AI fa la differenza”
09 Giu 2026 -

AI per Smart City: l’esempio di Milano e come si può applicare al resto d’Italia
03 Giu 2026 -

Oltre il caso Luce Ferrari, l’equilibrio necessario per fare innovazione comprensibile
28 Mag 2026

















