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Riccardo Schiavotto, da Lanieri alla fintech francese Alma: “Il country manager è come un founder”



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L’ex co-founder della startup Lanieri, poi venduta a Reda, è General Manager per l’Italia della fintech francese Alma, che nel 2026 prevede l’ampliamento del team italiano. Il suo percorso, la sua idea di imprenditorialità, il sogno di “innamorarsi” di nuovo delle startup

Pubblicato il 1 apr 2026

Luciana Maci

Giornalista



Riccardo Schiavotto, General Manager Italia di Alma
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Punti chiave

  • Riccardo Schiavotto, fondatore a 28 anni di Lanieri con Simone Maggi, è oggi General Manager per l’Italia di Alma e considera il ruolo fortemente imprenditoriale.
  • Alma ha raggiunto la profittabilità nel 2025, con +45% in Italia; punta sul BNPL per carrelli premium (>500€) con modello sostenibile senza penali.
  • Mercato italiano molto competitivo: specializzazioni di nicchia, espansione nel retail fisico, attesa maggiore regolamentazione.
Riassunto generato con AI

Riccardo Schiavotto è stato un promettente giovane protagonista del mondo delle startup in Italia: nel 2014, quando aveva 28 anni, ha fondato con il socio Simone Maggi il primo ecommerce italiano di abiti su misura maschili, Lanieri, poi venduto al Gruppo Reda, che aveva contribuito a finanziarlo. Poi, dopo alcune esperienze lavorative, ha scelto di passare dall’altra parte della barricata e da oltre 4 anni è General Manager per l’Italia di Alma, società francese specializzata nei pagamenti rateali (BNPL- Buy Now Pay Later). Ma in realtà, nella sua visione, c’è un filo rosso che collega i due mondi. “Il ruolo di country manager – spiega Schiavotto a EconomyUp – è fortemente imprenditoriale“.

L’occasione per l’intervista arriva da una recente comunicazione: Alma, che si definisce “il Buy Now Pay Later per carrelli elevati”, ha annunciato di aver raggiunto la profittabilità nel 2025 e segnato una crescita del +45% sul mercato italiano. La società fondata nel 2018 a Parigi da Louis Chatriot, Guillaume Desloges e François Thibault ha registrato 2,5 miliardi di euro di volume totale delle transazioni nel 2025, in aumento del +30% e conta 114 milioni di euro di ricavi ricorrenti annuali (ARR +32%). La crescita in Italia è a doppia cifra, con 6300 merchant attivi, saliti anno su anno del 24%. Per l’anno in corso è previsto un ampliamento del team italiano, nuovi prodotti e un’ulteriore crescita del 50%.

Cosa ha portato Schiavotto in Alma

Il merito è senz’altro anche di Schiavotto, che porta con sé un’esperienza internazionale maturata già prima dell’ingresso in Alma. “Dal 2012 al 2013 – rievoca il dirigente – ho lavorato in Rocket Internet, prima nel perimetro europeo e successivamente nel Sud-Est asiatico. Questo mi ha dato modo di sviluppare una forte familiarità con contesti di business diversi“.

In Alma, poi, si è reso conto di una sostanziale affinità tra il mercato italiano e quello francese. “Tra Italia e Francia esiste una forte somiglianza normativa, che deriva anche da radici comuni nei codici napoleonici. Questo rende i due mercati molto simili nelle regole del gioco e, di conseguenza, anche nelle dinamiche di business”.

Dopo l’esperienza imprenditoriale, il passaggio al ruolo di country manager non ha rappresentato una rottura, ma piuttosto una continuità. “Nel confronto tra startup e corporate – dice Schiavotto – le differenze sono meno marcate di quanto si pensi. Anche nelle startup, per esempio, il rapporto con i finanziatori impone metriche, report e accountability simili a quelle di una struttura aziendale. E sia lo startupper sia il General manager devono saper adattare il prodotto alle esigenze dei Paesi nel quale è proposto, devono capire qual è il canale più corretto per crescere in modo in modo efficiente”.
Nel suo caso, poi, oltre al passaggio da imprenditore a dirigente, c’è stato anche un cambio di settore.


Dal B2C al fintech: il cambio di paradigma

La prima parte della sua carriera si è sviluppata nel mondo dell’e-commerce B2C, un ambito che definisce “dinamico ma estremamente impegnativo”. Lanieri aveva portato online ciò che appariva impossibile: gli abiti su misura. Leggenda vuole che l’idea fosse partita da un’esigenza di Simone Maggi: trovandosi all’estero, non riusciva ad acquistare un vestito secondo i canoni dello stile italiano a un prezzo ragionevole. Da quel bisogno non soddisfatto era scaturita l’innovazione nelle modalità d’acquisto del “su misura” italiano: tecnologia e algoritmi sviluppati in house permettevano di personalizzare un capo su misura grazie all’inserimento delle misure anatomiche prese seguendo un semplice videotutorial. Ma Lanieri non si era fermata all’online e aveva sviluppato un progetto di omnicanalità con l’apertura di “punti di incontro” a Milano, Roma, Torino, Bologna, Parigi e Bruxelles, per completare l’esperienza d’acquisto dei clienti. Una traiettoria culminata nell’exit a novembre 2020, dopo 6 anni in cui alla passione si è associato tanto impegno e anche criticità intrinseche al comparto.

“Fare marketing nel B2C – dice Schiavotto – è come correre una maratona con continui scatti da 100 metri: creazione di contenuti, social, paid marketing, SEO, promozioni. È un’attività incessante e con costi crescenti“. Un modello che, nel tempo, ha mostrato anche limiti strutturali. “Il direct-to-consumer ha avuto successo, ma non ha mai realmente messo in difficoltà i player tradizionali. I costi di marketing digitale sono diventati comparabili, se non superiori, a quelli di un negozio fisico”.

Il passaggio al fintech, e in particolare a un modello B2B come quello di Alma, rappresenta quindi anche una scelta di rinnovamento professionale: “Per me era un ambito nuovo, con sfide diverse e stimolanti, dopo aver raggiunto gli obiettivi nel precedente percorso imprenditoriale”. (Sotto, il team di Alma)


Il BNPL come leva per merchant e consumatori

La nuova sfida ha un nome preciso: Buy Now Pay Later. Un fenomeno che ormai da qualche anno si affermato nel mondo e anche nel nostro Paese. “Il BNPL – afferma Schiavotto – ha vissuto una crescita inarrestabile negli ultimi 3 anni in Italia, erodendo il mercato tradizionale di credito al consumo. Sta crescendo grazie alla semplicità d’uso e all’assenza di costi per il consumatore finale e perché risponde a una domanda sempre più forte di Gen Z e Millennials, spesso esclusi da servizi di credito tradizionali, in cerca di prodotti e servizi di valore. Il nostro obiettivo ora è accelerare la nostra leadership in Italia, attraverso un’infrastruttura semplice, trasparente ed efficiente al servizio dell’economia reale, guidata da una crescita controllata e da una redditività sostenibile.”


Un mercato competitivo e in evoluzione

L’Italia rappresenta oggi uno dei mercati più competitivi in Europa per il BNPL. “È probabilmente – sostiene Schiavotto – il Paese con il maggior numero di operatori. Per questo stiamo assistendo a una progressiva specializzazione: ogni player cerca di differenziarsi su specifiche nicchie”.

La strategia di Alma è chiara: posizionarsi su segmenti premium e su carrelli di valore più elevato. “Ci concentriamo su importi sopra i 500 euro, dove la rateizzazione ha maggiore senso, soprattutto per beni durevoli o servizi di qualità”.


Crescita e regolazione: verso una nuova maturità

Il trend del BNPL è destinato a crescere ulteriormente, trainato anche dall’espansione nel retail fisico. “L’e-commerce rappresenta circa il 15% del retail totale. L’85% restante è ancora in gran parte da conquistare e sta iniziando ora ad adottare queste soluzioni”. Parallelamente, è attesa una maggiore regolamentazione. È naturale che, con una crescita così rapida, arrivino interventi normativi a livello europeo e nazionale. È un passaggio necessario”.


Il modello Alma: sostenibilità e gestione del rischio

Uno degli elementi distintivi di Alma è l’assenza di penali per ritardato pagamento. “Non applichiamo interessi di mora. Il cliente può anche posticipare una rata direttamente dalla piattaforma, senza costi aggiuntivi”. Una scelta strategica che punta a evitare dinamiche di sovraindebitamento. “Le penali possono generare effetti a catena, aumentando il debito del consumatore. Il nostro obiettivo è offrire uno strumento sostenibile, utile sia per chi vende sia per chi acquista”. Allo stesso tempo, il sistema mantiene meccanismi di controllo rigorosi. Se un cliente è in ritardo con un pagamento, non può accedere a nuovi acquisti. È una forma di tutela sia per noi sia per il consumatore”.


Startup e futuro: una porta ancora aperta

Nonostante il ruolo attuale, Schiavotto non esclude un ritorno all’imprenditoria innovativa. “Non è una possibilità che scarto a priori. Come nella vita, ci si può sempre innamorare di una nuova idea, a qualsiasi età. Ma devono allinearsi i pianeti, cioè devono esserci le condizioni giuste: idea, team e momento”.

Con una consapevolezza in più rispetto al passato: l’esperienza porta a valutare meglio i rischi, ma anche a essere più selettivi nelle opportunità.


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