L’intelligenza artificiale sta entrando con forza anche in uno dei settori più regolati e complessi dell’economia: quello assicurativo. I primi segnali concreti arrivano già dal mercato europeo. In Spagna, ad esempio, si stanno diffondendo applicazioni integrate in strumenti come ChatGPT che consentono agli utenti di ottenere preventivi personalizzati e, a breve, anche di acquistare polizze direttamente in chat. Un passaggio che segna l’inizio di una distribuzione sempre più automatizzata, senza intermediazione umana.
È qui che si apre il vero interrogativo: l’AI finirà per sostituire agenti e broker oppure ne ridefinirà il ruolo? Il dibattito è aperto e divide il settore. Da una parte c’è chi vede nella tecnologia la possibilità di eliminare passaggi intermedi e ridurre i costi; dall’altra, chi sottolinea come la complessità normativa e la dimensione relazionale rendano ancora centrale il contributo umano.
In Italia, dove operano oltre 220.000 intermediari iscritti al RUI e il mercato è tra i più regolati d’Europa, la questione assume un peso ancora maggiore. Ed è proprio in questo contesto che emerge una terza via: non sostituire l’intermediazione, ma potenziarla.
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Cosa vuol fare Navisio AI
A incarnare questo approccio è Navisio AI, realtà nata a Torino all’interno di Nano I-Tech. Alla guida del progetto ci sono Sebastiano Andreis e Simone Alberto, che hanno sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale progettata specificamente per il mercato assicurativo italiano ed europeo.
L’idea alla base è chiara: mentre a livello globale si moltiplicano soluzioni orientate alla disintermediazione, Navisio AI punta a rafforzare il ruolo di agenti e broker, rendendoli più efficienti e competitivi.
Come funziona la piattaforma
Navisio AI è un sistema multi-agentico che si integra nei processi operativi già esistenti, senza stravolgerli. La piattaforma è pensata per supportare il lavoro quotidiano di intermediari, consulenti e reti distributive, offrendo strumenti avanzati di analisi e gestione delle informazioni.
Tra le principali funzionalità:
- analisi e confronto in pochi secondi di documenti assicurativi complessi
- interrogazione di clausole e condizioni contrattuali in linguaggio naturale
- risposte puntuali, verificabili e contestualizzate
- riduzione fino al 90% del tempo dedicato alle attività amministrative
Il risultato è un cambio di paradigma: l’AI non si limita a velocizzare i processi, ma libera tempo e risorse per attività a maggior valore aggiunto, come la consulenza e la relazione con il cliente.
Un’infrastruttura pensata per il mercato europeo
Uno degli elementi distintivi di Navisio AI è la sua natura “verticale”. Non si tratta di un chatbot generalista adattato al mondo assicurativo, ma di un’infrastruttura costruita fin dall’inizio per rispondere alle esigenze specifiche del settore.
La piattaforma si basa su una libreria normativa e di prodotto costantemente aggiornata secondo la legislazione italiana ed europea, e consente di interrogare documenti e condizioni contrattuali in linguaggio naturale. Sul fronte della compliance, il sistema è progettato per rispettare i requisiti di GDPR e AI Act, con un principio chiave: i dati restano di proprietà dell’intermediario.
Un mercato in trasformazione
Navisio AI, si legge in un comunicato, è già operativa con oltre 200 intermediari, che hanno registrato una riduzione significativa dei tempi operativi e un miglioramento nella qualità delle analisi.
A livello globale, nuovi player stanno sperimentando modelli di distribuzione completamente automatizzati. Tuttavia, molte di queste soluzioni non tengono conto delle specificità normative europee, lasciando spazio a piattaforme come Navisio AI, progettate per un contesto più complesso.
Il futuro: agenti AI sempre più autonomi, ma con l’uomo al centro
La roadmap della startup torinese prevede un’evoluzione progressiva verso agenti AI in grado di supportare – e in prospettiva gestire – interi processi operativi, dalla gestione dei sinistri alla lavorazione delle pratiche.
Ma il punto fermo resta uno: il controllo strategico rimane nelle mani dei professionisti.
La sfida, quindi, non è solo tecnologica ma culturale. In un settore storicamente segnato da burocrazia e processi manuali, l’intelligenza artificiale può diventare il fattore abilitante di un nuovo modello, più veloce, più efficiente e più orientato alla consulenza.
E forse è proprio qui la risposta alla domanda iniziale: l’AI non sostituirà gli intermediari assicurativi. Li costringerà, piuttosto, a evolvere. E chi saprà farlo, potrebbe uscirne più centrale di prima.























