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Invoice trading, la cessione dei crediti nella gestione del bilancio aziendale



Quanto incide l’invoice trading nella gestione del bilancio aziendale? Quali settori stanno usando di più questo strumento di finanza alternativa? Qual è la relazione fra ESG e cessione dei crediti? Rispondono gli esperti di AM Advisor e CrescItalia

di Redazione EconomyUp

Pubblicato il 09 Gen 2023


Immagine di metamorworks da Shutterstock

Negli ultimi dodici mesi, l’invoice trading ha raggiunto in Italia un valore pari a 688,4 milioni di euro, come indicato dall’ultimo Quaderno di Ricerca pubblicato dal Politecnico di Milano. Non più tardi di 5 anni fa la cifra era molto diversa: 88,5 milioni. Ad aver dato una vigorosa accelerazione a questa modalità di accesso alla liquidità è stata la crescita del mercato fintech, così come la digitalizzazione che la pandemia ha sollecitato in molti settori.

“Quando abbiamo deciso di proporre nel 2018 la cessione di crediti commerciali in via definitiva, quindi in maniera pro soluto, conoscevamo bene i suoi 3 vantaggi: la flessibilità, la velocità e l’assenza di segnalazione in Centrale Rischi”, sottolinea Alessandro Toschi, founder e CEO di AM Advisor, società che gestisce l’invoice trading come strumento di finanza alternativa all’interno della sua offerta di consulenza manageriale e strategica.

Soprattutto alcuni segmenti, come quello della logistica e dei trasporti, hanno manifestato un particolare interesse per questa tipologia di finanziamento, diversa dal factoring tradizionale normato con la legge 52 del 1991.

“Si tratta di ambiti in cui c’è un forte divario tra il pagamento dei fornitori e quello dei clienti, parliamo di quasi 60 o 90 giorni di differenza. Questo comporta logicamente una mancanza di liquidità a cui bisogna sopperire. Da qui il successo dell’invoice trading”, dice ancora Toschi.

Perché logistica e trasporti scelgono l’invoice trading

L’asimmetria nei pagamenti produce un “effetto domino” di cui a soffrire sono tutti gli anelli della catena di fornitura, fino ai dipendenti delle imprese i cui stipendi possono essere a rischio. Passare da due o tre mesi a 48 ore – il tempo medio di una pratica di cessione fattura dopo cui viene accreditato solitamente fino al 90% del suo importo – è un bel salto di qualità.

I lunghi periodi di incasso delle fatture rappresentano un terreno fertile in cui l’invoice trading si colloca in modo naturale, perché consente di assottigliare tempistiche che altrimenti rischierebbero di mettere in grave difficoltà tanti settori, a cominciare dalla logistica e trasporti.

Quest’ultimo, fra l’altro, sta affrontando dei rincari nei costi del carburante mai visti in anni recenti. Motivo per il quale l’invoice trading in questi casi “serve non tanto a ottenere nuove commesse o a effettuare investimenti, quanto a mantenere l’operatività ordinaria”, aggiunge Valentina D’Ambrosio, Inside Sales Inbound e Gestione Partnership di CrescItalia.

Dal 2019, AM Advisor ha scelto l’invoice trading platform di CrescItalia per gestire la cessione dei crediti della sua clientela, potendo contare così su uno strumento fintech che, a differenza dell’anticipo fatture in banca che prevede la valutazione di ogni singola fattura, si concentra sulla stima del debitore. Ne deriva che “se c’è plafond sul debitore, è come se il cedente avesse a disposizione una sorta di fido aperto da gestire”, chiarisce D’Ambrosio.

Invoice trading, governare il bilancio aziendale con una miglior gestione del credito

Mentre gli istituti finanziari valutano il cedente, nell’invoice trading la valutazione è su colui che deve pagare il debito. Il risultato immediato, nella gestione del bilancio aziendale, è l’ottimizzazione del credit management grazie a un abbassamento della quota dei crediti commerciali e a un innalzamento del capitale circolante.

“Il ruolo di una piattaforma come quella di CrescItalia è cruciale, poiché il suo ricorso copre l’intero processo di cessione del credito sia diretto che indiretto, quindi, sia i crediti che l’azienda può vantare verso terzi, sia i debiti nei confronti del proprio parco fornitori. Il che introduce un tema di fiducia nella supply chain che oggi è fondamentale”, continua Alessandro Toschi, allargando l’ambito specifico della cessione del credito a un orizzonte d’azione più ampio.

“La nostra attività di consulenza in materia di invoice trading rientra in una strategia tesa all’innovazione non solo tecnologica, ma anche imprenditoriale dei nostri clienti. Unire fintech, digitale e processi di automazione genera benefici significativi per le organizzazioni. Per questo l’acquisto dei crediti commerciali da parte di un investitore istituzionale non può prescindere dal calarsi nel tessuto economico nazionale che per il 96% è formato da piccole e medie imprese”.

L’importanza dei parametri ESG per l’invoice trading del futuro

Nell’approccio di AM Advisor, l’invoice trading si inserisce all’interno di un insieme di servizi a valore che puntano tutti verso il futuro delle piccole e medie imprese italiane.

Uno di questi, ad esempio, è l’affiancamento nell’applicazione dei parametri ESG (Environmental, Social, Governance), su cui finora sono puntati in prevalenza i riflettori delle aziende di grandi dimensioni. “Anzitutto, va ricordato che non c’è solo il versante ambientale negli ESG, ma anche quello sociale e di corporate governance”, tiene a precisare Toschi, richiamando la reale possibilità che “un investitore in futuro terrà conto dei crediti da acquistare anche alla luce degli indicatori ESG correlati”.

È un altro degli aspetti su cui c’è sintonia tra AM Advisor e CrescItalia che, in seguito all’entrata in vigore nel marzo 2021 del Regolamento UE 2019/2088 sull’informativa di sostenibilità dei servizi finanziari o SDFR (Sustainable Finance Disclosure Regulation), “ha predisposto un modulo, in collaborazione con Cerved, che permette alle piccole e medie imprese non tanto di fare una valutazione, perché questo è un processo lungo con dei costi elevati, quanto di verificare i requisiti previsti dagli articoli 8 e 9 del Regolamento Europeo tramite la compilazione di un questionario già integrato nella nostra piattaforma”, spiega Valentina D’Ambrosio.

A dimostrazione del fatto che finanza tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità ormai contribuiscono a definire le nuove caratteristiche di un’efficienza aziendale che mira a essere olistica.

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Redazione EconomyUp