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Rischi climatici, Italia sottoassicurata: il ruolo della tecnologie e gli obblighi di legge

L’Italia insieme alla Grecia è il Paese con minore protezione dai rischi derivanti da eventi naturali. In caso di alluvioni il 97% dei sinistri è senza copertura. Entro fine anno tutte le aziende dovranno sottoscrivere una polizza. E le tecnologie possono contribuire con prodotti personalizzati e più accessibili

Aggiornato il 17 Mag 2024

eventi climatici estremi

L’Italia è sottoassicurata anche quando si tratta di proteggersi dai rischi degli eventi naturali. Il dato torna prepotentemente in evidenza in questi giorni in cui le condizioni climatiche hanno messo in ginocchio diversi territori, procurando danni ad abitazioni e imprese.

In Veneto hanno ceduto gli argini dei fiumi, con allagamenti e crolli i 77 comuni della Regione: campi e aziende agricole sono stati sommersi dall’acqua, il presidente della Regione ha chiesto lo stato di emergenza. A Milano in un giorno è caduta tanta pioggia come non accadeva da 170 anni ma l’impatto dei temporali è stato importante in tutto il territorio regionale. I rischi climatici, quindi, sono ormai evidenti e frequenti. Eppure…si preferisce ancora piangere i danni e chiedere aiuti pubblici dopo che coprirsi prima: secondo i dati di Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici, meno del 10% delle aziende italiane ha stipulato una polizza per rischi naturali e climatici (dato 2022). E se si guarda alle abitazione la situazione è ancora più desolante: circa il 5%.

Rischi climatici, il bisogno di protezione assicurativa

I numeri parlano chiaro: nel 2023, il mondo ha assistito a 398 eventi catastrofici naturali a livello mondiale, con perdite in Europa che ammontano a 77 miliardi di euro. L’Italia, in particolare, si trova in prima linea: 378 eventi meteorologici estremi nel 2023, il 22% in più rispetto al 2022, con danni da miliardi di euro ai territori e la morte di 31 persone.

“I dati evidenziano un chiaro bisogno di protezione assicurativa, tuttavia in Europa, solo un quarto delle perdite dovute a catastrofi naturali è coperto da assicurazioni”, conferma Sauro Mostarda, CEO di Lokky. “L’EIOPA, l’Autorità europea che vigila su assicurazioni e pensioni, identifica “un significativo divario di protezione”, attribuibile a varie cause, tra cui la percezione di costi molto elevati, le presunte aspettative di intervento statale, la mancanza di chiarezza nei termini assicurativi, le esperienze negative passate e la complessità del processo assicurativo. Tutte motivazioni che portano a sottovalutare l’importanza di una corretta gestione del rischio e la valutazione dei danni potenziali”.

Italia e Grecia i Paesi più sottoassicurati d’Europa

L’Italia, insieme alla Grecia, si trova a fronteggiare il più alto gap di copertura assicurativa e la più alta esposizione ai rischi, rispetto alla scarsa propensione assicurativa. Il Bel Paese è al settimo posto nell’OCSE per i premi del ramo vita, al 4,9% del PIL, ma solo venticinquesimo nel ramo danni con l’1,9% del PIL, contro una media di Francia al 4,6%, Germania al 3,9%, Spagna e UK al 2,9%. Il livello di gap di protezione più alto per specifici rischi si riscontra per i terremoti e le alluvioni (rispettivamente 98% e 97% dei sinistri non assicurati), seguiti da incendi e tempeste.

Assicurazioni contro le catastrofi, gli obblighi di legge per le aziende

L’Europa e il governo italiano stanno spingendo per un cambiamento di questa situazione con diverse soluzioni normative. In particolare con la Legge di bilancio 2024 è stato introdotto l’obbligo per tutte le imprese di assicurarsi entro il 31 dicembre contro i rischi catastrofali: sismi, alluvioni, eruzioni vulcaniche, fenomeni di bradisismo, frane, inondazioni ed esondazioni. Se non lo faranno, oltre alle sanzioni, l’inadempienza sarà valutata in caso di contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche, soprattutto dopo il verificarsi di calamità naturali.

Open banking, come la startup Lokky usa i dati per polizze a misura di PMI

Le tecnologie digitali per polizze personalizzate e più accessibili

“Un aspetto fondamentale da considerare è l’integrazione delle tecnologie digitali nel settore assicurativo”, ricorda Sauro Mostarda, che ha fondato Lokky nel 2019 con Paolo Tanfoglio: il primo broker assicurativo digitale per PMI e professionisti. “L’adozione di strumenti come l’analisi dei big data e l’intelligenza artificiale può migliorare la precisione nella valutazione dei rischi e nella personalizzazione delle polizze, rendendo l’assicurazione più accessibile e mirata. Queste tecnologie possono anche velocizzare i processi di richiesta e liquidazione dei sinistri, migliorando significativamente l’esperienza utente”. E facendo quindi cadere molti pregiudizi sulla difficoltà e i costi delle polizze contro le calamità naturali.

“Serve un approccio olistico per cambiare la cultura assicurativa delle imprese”, conclude Mostrada. “Sono importanti gli incentivi governativi per promuovere l’acquisto di polizze, come ad esempio le detrazioni fiscali per chi sottoscrive contratti contro eventi catastrofici, così come l’impiego di tecnologie avanzate per contrastare la tendenza alla sottoassicurazione”. Con il risultato di far crescere il mercato assicurativo, garantire maggiore protezione alle imprese e ridurre i costi a carico del bilancio dello Stato.

Articolo originariamente pubblicato il 17 Mag 2024

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