DocFinance risveglia l’amministrazione in azienda: così si può innovare

L'INTERVISTA

DocFinance risveglia l’amministrazione in azienda: così si può innovare



Una profonda conoscenza dei bisogni delle aziende e la capacità di dire “no” e guidare i propri clienti nella scelta delle tecnologie. C’è questo dietro il successo di DocFinance, la fintech guidata da Mauro Tranquilli che, dopo un 2020 da record, ora mira all’internazionalizzazione

di Marta Abbà

18 Mag 2021


Fa guadagnare tempo e recuperare efficienza, crea automazione nei processi e risveglia le competenze di chi si occupa di amministrazione riportando l’attenzione delle imprese sulla buona gestione di tutte le attività legate alle banche e al controllo della posizione finanziaria “che, quando ho iniziato a lavorare io, era scritta su un foglietto e aggiornata ogni mattina per poi cominciare a fare business”. È così che Mauro Tranquilli racconta il software proposto da DocFinance, impresa fintech di cui è a capo e che lui stesso ha fondato nel 1997 dopo quasi 20 anni di esperienza in cui c’era tanta manualità ma altrettanto desiderio di una tecnologia che lo aiutasse e che ha poi finito per crearsi da solo.

Tra uffici amministrativi e software house, com’è cominciata l’impresa DocFinance

“Dopo 12 anni di esperienza, prima facendo la gavetta e occupandomi di import/export, poi in un’impresa di abbigliamento curando tutti gli aspetti tecnologici e strategici per produzione, vendita e gestione finanziaria, sono saltato dall’altra parte della barricata andando a lavorare per un fornitore di software. Volevo realizzarne uno mio, quello che avrebbe davvero aiutato me e i miei colleghi a svolgere l’attività amministrativa in modo veloce, utile e soprattutto competente” racconta Tranquilli, ricordando come quella esperienza gli confermò già ai tempi la profonda incomprensione tra imprese, banche e software house che “tifano tre squadre diverse, ciascuno guarda solo ai propri bisogni e non si capiscono”.

Eppure, proprio le banche e le software house sono diventate i canali commerciali della sua impresa, DocFinance, che fonderà dopo 5 anni di consulenza per un’azienda di software lecchese, il tempo utile per coltivare una conoscenza profonda delle imprese del suo territorio, Reggio Emilia, che potrà mettere a frutto negli anni successivi.

Per DocFinance il 2020 è stato il miglior anno di sempre

DocFinance nasce nel 1997, sulla scia dello standard CBI (Corporate Banking Interbancario) definito da ABI e grazie ad una banca locale che ci crede, “Poi ne sono arrivate molte e ci hanno accompagnato dai loro clienti, così abbiamo convinto alcune aziende medio grandi a comprare il nostro software e le loro software house ad integrarsi con noi e poi proporci dai loro clienti”, ricorda Tranquilli raccontando la catena di collaborazione commerciale tuttora alla base di un modello di business dimostratosi solido anche durante la pandemia.

Il 2020 è stato infatti per DocFinance l’anno in cui sono state installate più licenze che in tutta la storia dell’azienda. “I primi mesi sono stati difficili, il lockdown ha bloccato tutte le attività di delivery programmate e abbiamo dovuto trovare un modo diverso di erogarle”, ammette Tranquilli. “Una volta rivisto il modo di incontrare le imprese però non ci sono state più difficoltà perché le richieste del nostro software non sono mai mancate, come non ho visto mancare mai negli imprenditori la voglia di fare di più e meglio”.

Il 2021 è iniziato con un +30% di opportunità di business, molta attività a distanza – “che farà spendere meno sia noi sia i nostri clienti” – e un’organizzazione più sistematica per avvicinare le imprese. L’obiettivo non è solo installare software ma risvegliare l’attenzione e la passione per la gestione finanziaria, dimostrando che anche in questo campo si può innovare e che farlo conviene.

“Gli investimenti in formazione per gli uffici amministrativi sono praticamente assenti, non si investe per migliorare le conoscenze e le pratiche operative perché forse non si ritiene che lì ci siano risparmi e know-how – spiega Tranquilli –, invece il vero risparmio da cercare è quello che riguarda il tempo, in verità, e va considerato anche il fatto che le nuove competenze, con le stesse risorse, aggiungono ulteriori funzioni amministrative necessarie, come il controllo di gestione. Gli imprenditori devono mettere via ogni anno un valore per ottenere upgrade funzionali e qualitativi, avere a disposizione le best practice dalle loro attuali organizzazioni”.

Ora la sfida dell’internazionalizzazione

Per rispondere sempre meglio ai bisogni delle aziende, il team di DocFinance sta continuando a lavorare per rendere il suo software “il miglior prodotto nella finanza di impresa”. Oltre a nuove funzionalità e caratteristiche, nella nuova release comparirà anche una piattaforma con i servizi finanziari offerti da diverse fintech, selezionate tra le tante, che i clienti potranno scegliere di attivare nel software di tesoreria.

Questa nuova opportunità è frutto di recenti accordi e conferma per DocFinance il ruolo di hub di tecnologia finanziaria, un hub di flussi finanziari sia informativi che dispositivi, per saldare fatture e ricevere la rendicontazione delle banche ma soprattutto per poter fare pagamenti on line e avere anche a casa propria la visibilità necessaria sui conti anche di aziende con sedi sparse nel mondo”.

La prossima sfida è l’internazionalizzazione, verso l’Europa dell’Est, la Germania, la Spagna, il Regno Unito e gli Stati Uniti dove Tranquilli è alla ricerca di partner che vogliano proporre il suo software alle medie imprese locali che, come in Italia, utilizzano ancora il foglio di calcolo.

I punti di forza di DocFinance: 40 anni di esperienze e saper dire no

Pur considerando come unico suo vero competitor nel mondo il foglio di calcolo, il CEO di DocFinance è cauto nei confronti della tecnologia: “Per le imprese è necessario stare molto attente e non seguire i trend mentre per le fintech è essenziale cogliere i reali bisogni delle aziende e proporre applicazioni funzionali, concretamente utili”

Al di là della fisiologica scrematura che avverrà in un mercato in cui “troppi propongono gli stessi servizi, molte fintech spariscono anche perché progettano servizi a tavolino, senza preoccuparsi di cogliere i veri bisogni, sperando che qualcuno prima o poi li compri”, dice Tranquilli che, grazie alla sua esperienza decennale, è convinto che la tecnologia possa fare molto per gli uffici amministrativi liberandoli dalle tantissime attività che possono essere automatizzate con un software. “Con gli anni abbiamo continuato a imparare moltissimo dai nostri clienti e abbiamo imparato anche a dire anche tanti ‘no’ guidando le aziende e non seguendole senza senso critico”, conclude Tranquilli. “Noi facciamo software pret à porter, lo stile lo inventiamo noi, la metodologia la decidiamo noi e usiamo la tecnologia opportunamente, mai seguendo le mode lanciate da altri”.

Marta Abbà