Fintech: non bastano più le idee, servono le persone. I nuovi profili professionali | Economyup

COMPETENZE DIGITALI

Fintech: non bastano più le idee, servono le persone. I nuovi profili professionali



Nel fintech, oltre ai prodotti e servizi finanziari innovativi, si stanno definendo nuove figure professionali complesse e in molti casi “ibride”, dall’UX designer all’ethical hacker. La formazione diventa quindi fondamentale. Un percorso online del MIP su finanza e tecnologia digitale

di Laura Grassi, Dana Bonaldi

17 Mar 2021


Photo by Sam Moqadam on Unsplash

Non basta più avere nuove idee, al Fintech servono nuove persone. O meglio, persone “rinnovate”, capaci di sviluppare competenze nuove e sempre più trasversali per adattarsi alle richieste del mercato.

Il 2020 ci ha lasciato un’indicazione inequivocabile: tecnologia e finanza sono ormai due mondi che si intrecciano e si sovrappongono in un legame che tenderà all’indissolubilità. Come emerso dall’analisi dell’Osservatorio Fintech & Insurtech, l’anno scorso si è registrato un significativo incremento nell’utilizzo e nella richiesta di prodotti e servizi digitali da parte dei consumatori, anche per effetto della spinta determinata dalla pandemia e dal distanziamento, che ad esempio ha portato l’adozione di servizi di Robo Advisoring dal 4% al 6% della popolazione (un aumento del 50%).

Non solo è aumentata la richiesta di prodotti e servizi digitali, ma anche di canali tramite i quali essi sono erogati. Il canale digitale ha infatti mostrato un aumento di utenti unici online nel mese di aprile 2020 del 17% in media per le banche italiane, con picchi di +62%, rispetto all’anno precedente. Banche e istituti finanziari si sono dunque ritrovati nella necessità di doversi attrezzare per rispondere prontamente ed efficacemente a questi nuovi bisogni, accelerando il processo di digitalizzazione già in atto, essenziale per soddisfare la crescente necessità di velocità e disponibilità richiesta dal consumatore.

Nuove competenze per il fintech: tre segnali

Adesso è il momento di occuparsi e preoccuparsi delle competenze. In ambito Fintech vanno delineandosi, oltre a prodotti e servizi finanziari innovativi, nuove figure professionali caratterizzate da capacità e conoscenze che non si limitano più al settore finanziario. Sono figure più complesse e in molti casi “ibride”. Stiamo assistendo in questo senso a diversi segnali interessanti.

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Formazione e performance management: la gestione HR nel never normal
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
  1. Le startup fintech che assumono professionisti da incumbent finanziari, da autorità di vigilanza, o con trascorsi in politica e lo fanno in fase di forte crescita, in vista di IPO o nuovi importanti round di finanziamento, o ancora nell’eventualità dell’avvio di indagini.
  2. La rilevanza delle competenze espresse da donne, generalmente meno rappresentate nel sistema tradizionale quantomeno in posizione di vertice.
  3. Le competenze ricercate dalle autorità di regolamentazione stesse. Lampante è l’esempio delle nuove assunzioni da parte della Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito, quattro donne con un importante background all’interno di aziende tech e player finanziari (come eBay, BlackRock e HSBC), che vanno a completare un comitato esecutivo ora composto per più della metà da donne.

“In passato, l’esperienza in contesti strutturati dava subito uno “spin” ai CV”, spiega Davide Coccato, Head of Financial Services di Adecco. “Oggi, invece, sono sempre più apprezzati l’interesse ed il transito in contesti dinamici e innovativi, come quelli delle startup, oltre che il desiderio di operare in ambienti internazionali, che permettano il confronto con colleghi e operatori di settore provenienti da Paesi e culture diverse, in un’ottica di auto sviluppo e formazione continua”.

In quest’ottica e a seguito della Brexit, il Regno Unito, tradizionale culla del Fintech, sta studiando fast track per non perdere il “trono” del tech a livello europeo e continuare ad attrarre talenti e competenze, ad esempio istituendo un visto specifico che permetta a professionisti stranieri di lavorare nelle fintech britanniche.

Fintech, i profili professionali più richiesti

Ma quali sono i nuovi profili professionali che stanno emergendo? Quali sono le competenze che startup ma anche player consolidati dell’industria dei servizi finanziari ricercano e ricercheranno sempre di più?

Secondo quanto riscontrato da Adecco – brand di Adecco Group, società leader a livello globale nello sviluppo e nella valorizzazione del capitale umano –, i nuovi must have sono le competenze tecnologiche, di prodotto/business specialistiche, nonché le competenze di design. Ma mentre queste hard skills possono essere costruite e accresciute con lo studio, acquisiscono un ruolo sempre più centrale soft skills come il pensiero creativo, l’innovazione, la capacità negoziale e di collaborazione. Risultano indispensabili anche ottime abilità nella gestione del tempo, nel people management, nel ragionamento analitico; non ultime la proattività, l’apertura al cambiamento e il positive approach. Il settore è per definizione innovativo, liquido e dinamico: sono tre caratteristiche fondamentali anche per i professionisti che vi lavorano.

In questo nuovo scenario le figure maggiormente richieste risultano essere: UX designer (per la creazione di piattaforme user-friendly e sempre più orientate al mobile); Developer, Front-end Engineer, Data Scientist; Growth Hacker/ Ethical Hacker; Esperti di marketing digitale (Digital and innovation strategy), comunicazione e sales (Digital investment consultant; Fintech and blockchain advisor).

Un programma online del MIP per i Fintech Professional

Come già accade nel business, anche a livello di competenze emerge una nuova generazione di professionisti che sono sempre meno riconducibili a categorie tradizionali, in grado di donare valore aggiunto ed una visione estremamente innovativa del business. È quindi indispensabile che anche le società di ricerca del personale contribuiscano a questo sviluppo, attraverso sistemi di selezione e formazione sempre più digital e trasversali, che rappresentino la completa sinergia tra il know how pluriennale in ambito HR e le nuove frontiere dell’innovazione tecnologica.

Ecco perché il MIP – Politecnico di Milano ha deciso di dare vita all’Online Certification Program for Fintech Professionals, un percorso formativo pensato per fornire una panoramica complessiva delle sfide per il mondo finanziario e delle opportunità che nascono dall’incontro tra finanza e tecnologia digitale e per stimolare proprio la nascita di questi nuovi profili professionali, sempre più richiesti da attori finanziari e non.

Un efficace processo evolutivo deve necessariamente partire dal basso. Sarebbe infatti poco realistico aspettarsi che da un giorno all’altro e in completa autonomia gli operatori finanziari tradizionali si ritrovino ad essere esperti di tecnologie API e Blockchain. Per questo è necessario investire nella formazione, tassello fondamentale del percorso di innovazione degli incumbent e di crescita di nuove imprese, e l’Online Certification Program for Fintech Professionals ne è proprio l’esempio.

 

Laura Grassi

Direttrice dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano dove è titolare del corso in Investment Banking e dove svolge attività di ricerca e formazione su temi Fintech e di…

Dana Bonaldi

International Development presso Osservatori Digital Innovation