Challenger bank: 900 milioni alla tedesca N26, ora è tra le prime 20 fintech nel mondo - Economyup

SCALEUP EUROPEE

Challenger bank: 900 milioni alla tedesca N26, ora è tra le prime 20 fintech nel mondo



Con questo nuovo mega-round, il più grande finora per una banca digitale in Europa. la sua valutazione sale oltre i 9 miliardi di dollari. N26 userà i fondi per espandere le attività di mobile banking, assumere nuovo personale e arrivare all’Ipo entro due anni

18 Ott 2021


N26

N26, la challenger bank tedesca che è una delle scaleup europee più promettenti, ha chiuso un round di finanziamento di serie E da oltre 900 milioni di dollari, il più grande fino a oggi per una banca digitale in Europa.

L’operazione è stata effettuata sulla base di una valutazione della società a oltre 9 miliardi di dollari (nel luglio 2019 erano “solo” 3,5 miliardi). La mobile bank di Berlino diventa così la fintech più valutata in Germania e tra le prime venti  al mondo.

Il round è stato guidato da Third Point Ventures Llc e Coatue Management Llc, investitori con sede a New York attivi nel settore delle nuove tecnologie. A loro si sono uniti Dragoneer Investment Group LLC e gli investitori pre-esistenti di N26.

Come è nata e come funziona N26

Costituita nel 2013 con l’obiettivo di “rendere l’esperienza bancaria più semplice e trasparente per milioni di clienti in tutto il mondo”, N26 ha registrato una crescita progressiva e importante.

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Per aprire un conto N26 occorre iscriversi tramite App o attraverso il sito, comprovare la propria identità tramite foto o video di documenti, e scegliere tra le varie tipologie di conto quello più adatto alle proprie esigenze. L’intero processo, del tutto paperless, ha una durata di circa 8 minuti, e permette da subito di cominciare ad usare il nuovo conto (anche prima dell’arrivo della carta associata).

Ad oggi N26 conta 7 milioni di utenti e prevede di chiudere l’anno con transazioni per 90 miliardi di euro in Europa

Come la challenger bank userà i nuovi fondi

La società fintech utilizzerà i fondi per espandere in modo significativo la sua offerta di mobile banking. Per raggiungere questo obiettivo amplierà ulteriormente il suo team globale assumendo 1.000 nuove persone nei prossimi anni in vari Paesi, compresa l’Italia, con un’attenzione particolare alle aree di prodotto, tecnologia e cybersecurity. Inoltre N26 estenderà al 100% dei dipendenti la partecipazione all’azionariato mediante l’Employee Stock Ownership Plan (Esop): una mossa che sembra preannunciare un’Ipo (Initial public offering, la quotazione in Borsa) in programma nell’arco dei prossimi due anni.

“Questo recente round di finanziamento rimarca il fatto che il retail banking come lo conosciamo è cambiato. Con le nostre nuove risorse, siamo in prima posizione per diventare una delle più grandi banche retail in Europa, tutto senza una sola filiale” ha commentato il CEO e co-founder Valentin Stalf.

“L’obiettivo – ha aggiunto il country manager per l’Italia Andrea Isola – è rafforzarsi sui mercati core, Italia, Francia e Spagna oltre alla Germania, focalizzandosi sul consolidamento nel retail banking digitale, concentrandosi sui pagamenti locali e aprendo a nuovi servizi come il risparmio”.

N26, focus sul rischio riciclaggio

Ora che ha ricevuto il mega-finanziamento, la challenger bank tedesca dovrà occuparsi con ulteriore impegno del lato oscuro del suo business, ovvero la possibilità che i suoi servizi vengano utilizzati per il riciclaggio di denaro. Ad agosto 2021, infatti, N26 è tornata nel mirino della BaFin, l’authority tedesca equivalente alla Consob italiana, che ha aperto un’inchiesta per una presunta carenza sui controlli antiriciclaggio. L’organo di vigilanza, a fronte della mancata risposta da parte della mobile bank a diverse sollecitazioni, ha nominato un commissario ad hoc per sorvegliare il suo operato. L’intervento è legato alla preoccupazione che le possibilità offerte dalle tecnologie digitali siano sfruttate dalla criminalità finanziaria e per attività di riciclaggio di denaro sporco. Proprio alla luce dei controlli avviati dalla Bafin e dalle accuse di lacune nel processo di registrazione digitale, N26 ha concordato con il regolatore tedesco di limitare l’acquisizione di nuovi clienti a un massimo di 50-70mila clienti al mese.