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Banche e intelligenza artificiale: Credem si fa il suo chatbot con Google

Finalista ai Digital360 Awards 2019, il progetto prevede un’assistente vocale di nome Emily su Facebook Messenger, sviluppata con la società di consulenza informatica Quix e basato sulla piattaforma cloud di Google. Il primo passo della banca nel percorso di applicazione di nuove tecnologie

Pubblicato il 29 Lug 2019

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Si chiama Emily ed è la nuova assistente virtuale di Credem, attiva dal 15 luglio sul canale Facebook Messenger dell’istituto. Si tratta in particolare di un chatbot, un sistema di intelligenza artificiale che utilizza algoritmi, per fornire risposte alle domande degli utenti. Il progetto è stato selezionato tra i finalisti dei Digital360 Awards 2019. per la categoria tecnologica Smart Working, Gestione documentale e Collaboration.

Emily, il chatbot di Credem con Google

Questo strumento offre ai clienti  un servizio sempre più efficiente e all’avanguardia e migliora l’accessibilità alla banca. Il nuovo sistema, attivo 24 ore al giorno e tutti i giorni dell’anno, fa parte degli  investimenti in innovazione e tecnologia che Credem sta effettuando da anni, anche per soddisfare i crescenti volumi di utenti attivi sui social network. Nel 2018, infatti, le interazioni sulla pagina Facebook dell’istituto sono state quasi 11 mila, in forte aumento rispetto agli anni precedenti.

Nei casi in cui le domande poste ad Emily abbiano un elevato livello di specificità o necessitino di un approfondimento “umano” è sempre possibile richiedere l’intervento di un operatore specializzato. Per realizzare il proprio assistente virtuale Emily, Credem si è avvalsa della soluzione di intelligenza artificiale per la comprensione dei dialoghi offerta da Google e integrata nei sistemi Credem grazie alla partnership con la società informatica Quix.

Perché Credem lancia il chatbot Emily

“L’innovazione e gli investimenti in tecnologia sono da sempre due dei pilastri della nostra strategia di crescita”, spiega Fabio Caliceti, Responsabile Direzione Digital e Organizzazione di Credem. “Tali elementi sono sempre incentrati su l’aumento continuo della soddisfazione dei bisogni degli utenti e nella valorizzazione delle persone, siano esse clienti o colleghi”, ha aggiunto Caliceti. “In questo senso gli investimenti sulle persone possono essere considerati un ulteriore pilastro della strategia del Gruppo”, conclude Caliceti, “che negli ultimi cinque anni ha infatti assunto quasi 1.500 persone con un organico in costante crescita ed ha fortemente investito in formazione”.

“Questo è di certo solo un primo passo del percorso che Credem sta intraprendendo nell’applicazione di nuove tecnologie”, aggiunge Lorenzo Villa, Responsabile Canali Diretti Sistemi Informativi di Credem. “Con questo progetto abbiamo applicato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e il machine learning, attraverso soluzioni cloud, ad un servizio a diretto contatto con la clientela consapevoli dell’importanza che queste tecnologie possano avere sulla qualità ed efficienza dei nostri servizi”, prosegue Villa. “Il progetto di sviluppo in tale ambito prevede a breve l’avvio anche di un’importante sperimentazione innovativa sull’interazione vocale”.

Chatbot, che cosa sono

I chatbot sono bot (abbreviazione di “robot”, in informatica si intende un programma che ha accesso agli stessi sistemi di comunicazione e interazione con le macchine usate dagli esseri umani) che interagiscono con gli utenti tramite una chat, che può essere appunto quella di Messenger o di un altro servizio di instant messaging. Scopri di più in queste guide:

Chatbot: cosa sono e come migliorano il business e la comunicazione in azienda

Chatbot: che cosa sono, come li useranno le aziende e perché distruggeranno le app

Banche e chatbot

Credem non è l’unica banca che sta puntando sui chatbot. Anche sul sito di Santander è disponibile un assistente virtuale che risponde alle domande dei clienti che hanno bisogno di assistenza pre e post vendita. La banca spagnola ha creato il suo chatbot in collaborazione con la startup italiana Indigo AI. Ecco tutti i dettagli:

Banche e intelligenza artificiale, che cosa fa Santander con la startup italiana Indigo AI

Banche e intelligenza artificiale

L’Intelligenza Artificiale (AI) consente alle banche di conoscere e analizzare le intenzioni e le emozioni dei propri clienti, migliorando l’interazione banca-cliente attraverso l’implementazione di interfaccia utente immediate ed efficienti. Attraverso l’applicazione di soluzioni digitali le banche potranno inoltre procedere con una significativa riduzione dei costi operativi verso un modello di banca sempre più sostenibile.

Intelligenza Artificiale, che cos’è e perché trasformerà le aziende

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