Energia, gli investimenti delle grandi aziende sulle startup

CORPORATE VENTURE CAPITAL

Energia, gli investimenti in startup dei leader del settore: 6 miliardi in due anni



Dal 2018 al 2020 le 33 più grandi aziende del settore energetico nel mondo hanno effettuato 317 investimenti in 258 startup. La pandemia ha segnato una pausa ma la tendenza è in ascesa. I dati nel report Energy Trends di NTT Data

28 Giu 2022


Photo by Zbynek Burival on Unsplash

Energia e startup, come vanno gli investimenti delle grandi aziende?

Nel settore dell’energia c’è stato un cambiamento nell’agenda delle grandi aziende, determinato da vari fattori: dal Green New Deal, la legge europea sul clima che mira a rendere l’Unione Europea leader mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico, ai vincoli del NextGen EU.

L’effetto? Un impegno crescente per il cambiamento del paradigma energetico, dato che il 30% dei fondi totali dell’UE sarà investito in piani energetici e climatici. Cambiamento che è possibile solo investendo sull’innovazione: dal 2018 al 2020 le più grandi aziende del settore hanno investito quasi 6 miliardi sulle startup, a livello globale.

Il report “Energy Trends” di NTT Data fotografa l’attività di corporate venture capital di 33 aziende internazionali dell’energia (selezionate per fatturato) che nell’arco di due anni hanno effettuato 31 investimenti in 258 startup.

Energia, il trend degli investimenti in startup

Gli investimenti del settore energia sulle startup si sono mantenuti su una traiettoria ascendente con una crescita registrata dal 2008 a tassi annui del 17%. Tuttavia, la pandemia che ha colpito nel marzo 2020 ha causato un calo significativo del numero di contratti e investimenti. Queste operazioni, che secondo le stime del settore avrebbero potuto raggiungere i 132 investimenti, sono scese a 46 nel 2020 per un totale di circa 6 miliardi di euro.

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In termini di cifre massime investite nell’arco di tempo analizzato, l’importo medio dei primi cinque nuovi investimenti è stato di 200 milioni di dollari.

Una novità per il settore, che emerge dal report di NTT DATA, è il cambiamento significativo per quanto riguarda la leadership delle aziende elettriche rispetto a quelle petrolifere. Si tratta di una tendenza che si è invertita negli ultimi tre anni, con queste ultime che hanno preso il comando investendo al 20% in più rispetto alle compagnie elettriche.

Gli investimenti per aree geografiche

I principali hub di investimento sono nati intorno agli headquarter delle startup in cui si è investito e si trovano negli Stati Uniti e in Europa, con California e Germania in testa. Gli Stati Uniti rappresentano quasi il 50% di tutti gli investimenti, mentre il vecchio continente quasi il 40%. Tuttavia, questi hub stanno facendo spazio ai mercati emergenti, in particolare al Medio Oriente (8% del totale degli investimenti effettuati).

LATAM, Asia, Medio Oriente e Africa stanno iniziando a far crescere i loro ecosistemi innovativi, grazie all’impulso che le grandi aziende stanno dando alle startup nelle proprie regioni, impegnandosi a valorizzare i talenti. Questo porterà nei prossimi anni alla creazione di grandi hub che incrementeranno la nascita di nuove startup e soluzioni innovative per il settore, creando a loro volta un maggiore interesse da parte degli investitori a stabilire sedi in prossimità di queste regioni.

Gli ambiti di innovazione: Idrogeno, combustibili sintetici e stoccaggio dell’energia 

Il contesto del mercato globale, influenzato dall’attuale situazione sociale, ha portato alla comparsa di diverse alternative ai modelli di generazione di energia più tradizionali come il gas e il petrolio. Queste alternative includono i combustibili sintetici e l’accumulo di energia alimentato dalle rinnovabili e dalla digitalizzazione, oltre che dall’idrogeno.

I carburanti sintetici sono destinati a fare molta strada nei prossimi anni. Gli e-fuels, prodotti utilizzando l’idrogeno generato da energia rinnovabile e incorporando il carbonio per produrre idrocarburi oppure metanolo o azoto per sintetizzare un carburante alternativo come l’ammoniaca, sono ancora relativamente sconosciuti, ma si prevede che giocheranno un ruolo importante nell’integrare la mobilità elettrica e potrebbero diventare l’alternativa principale quando l’elettricità diventerà impraticabile. In Europa e in altre economie avanzate, il trasporto terrestre leggero si sta orientando verso i veicoli elettrici; nel resto delle modalità di trasporto (terrestre pesante, marittimo o aereo) e delle aree geografiche, la decarbonizzazione richiederà invece soluzioni come gli e-fuels.

Questo campo comprende anche la generazione di idrogeno a basse emissioni, una delle tecnologie di cui oggi si parla di più. Si tratta dell’idrogeno verde, prodotto da fonti rinnovabili, e dell’idrogeno blu, prodotto da combustibili fossili con cattura e stoccaggio della CO2.

D’altra parte, l’aumento della produzione di energia rinnovabile e la digitalizzazione del sistema energetico stanno accelerando la diffusione dello stoccaggio, in particolare in paesi come India, Italia, Australia, Stati Uniti, Cile, Germania, Giappone e Regno Unito. Le politiche nazionali di molti di questi paesi si stanno rivolgendo allo stoccaggio per ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia, migliorare la resilienza delle loro reti elettriche e spingere verso gli obiettivi di decarbonizzazione delle proprie economie.

“Il report focalizza la sua attenzione sui nuovi trend che stanno caratterizzando il mondo energy; si sta cercando infatti man mano di abbassare il grado di penetrazione dei vettori energetici convenzionali (quali petrolio, carbone, gas naturale) per lasciare spazio alle nuove realtà più sostenibili: idrogeno, bio-combustibili e stoccaggi”, spiega Riccardo Lorusso, Partner, Head of Energy & Utilities Sector at NTT DATA Italia.”

La trasformazione digitale dell’Energy: lo scenario 2030

Volune di investimento, numero di investimenti, startup e fondi di CVC  continueranno a crescere di anno in anno, grazie alla spinta offerta dagli aiuti governativi e dalle misure varate a favore di questi nuovi modelli. Gli investimenti diretti nelle energie rinnovabili attraverso i fondi Next Generation, o l’impegno di Stati Uniti e Asia verso modelli di produzione, stoccaggio e mobilità più puliti, ci fanno prevedere una crescita esponenziale dell’innovazione nel settore nei prossimi anni, con l’applicazione di modelli disruptive che aumentano il valore del settore energetico e le sue possibili applicazioni.

Questa crescita sarà guidata anche dal consolidamento di nuovi modelli di collaborazione tra aziende e startup, modelli molto attraenti per entrambe le parti, che offrono una riduzione del rischio e una maggiore indipendenza per le startup senza limitarne la crescita o l’agilità.