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Startup

Servono capitali freschi per le imprese innovative

10 Mar 2014

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È l’appello emerso dalla giornata organizzata dai business angel di Iban con lo studio legale Origoni&Partners. Il rischio non si può lasciare solo ai giovani per evitare di affondare tutti nella mediocrità dilagante

Elita Schillaci è Professore ordinario di Imprenditorialità, Nuove Imprese e Business Planning - Università di Catania
“Il nostro Paese sta morendo di mediocrità! Anche le parti migliori, e sono tante, affondano in questa mediocrità dilagante”. Come non essere d’accordo con Stefano Firpo, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico, che venerdì 7 Marzo ha commentato alcune delle novità più salienti sulla normativa a sostegno delle StartUp innovative e degli investitori Business Angels nel corso dell’incontro  “Giornata di Academy” organizzata da Iban (Italian Business Angels Network Association) con lo Studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.

I decreti attuativi relativi alla legge 221 del 18 dic. 2012 – in materia di Start Up Innovative” pare usciranno a giorni (sono alla firma della Corte dei Conti) e si spera produrranno importanti conseguenze pratiche sia per le Start Up già in portafoglio dei Business Angels, sia per i prossimi investimenti. Durante la giornata è stato affrontato anche il tema caldissimo dell’Equity Crowdfunding, commentandone lo stato dell’arte, i primi casi di applicazione pratica e luci e ombre del regolamento Consob.

Sono ancora poche nel nostro Paese le Start up registrate come innovative, ad oggi 1719, e tutte prevalentemente concentrate nel Nord e nel Centro Italia. Tuttavia, precisa Firpo, occorre capire beni i criteri, molti dei quali sono stati rivisti ed allentati e possono essere acquisiti, se le start up sono un po’ “smart”, praticamente da ogni nuova impresa capace di coniugare, ingegno, tecnologia e risorse qualificate, anche nei settori cosiddetti maturi.

Tomaso Marzotto Caotorta, Vice Presidente Iban, che ha moderato la giornata, ha sottolineato l‘importante rivoluzione in atto diretta a favorire gli investitori, tanto persone fisiche, quanto persone giuridiche, che godranno, le prime, di esenzioni fiscali del 19% e le seconde, del 20%. Queste percentuali, poi, nel caso di start up socialmente innovative, tra le quali rientrano anche quelle in campo energetico, vedranno tali percentuali aumentare al 25 ed al 27%. Anche questo un segnale importante da cogliere per un Paese che deve credere nella  crescente forza dell’innovazione sociale e nelle sue potenzialità future.

Tutti si sono ritrovati d’accordo nella necessità di favorire in tutti i modi l’apporto di capitali freschi verso le start up innovative. Dobbiamo condividere i rischi connessi con l’avvio di una nuova impresa; non relegare il rischio solo ai giovani. L’orientamento comune deve essere sempre più quello di una società “Risk Sharing”. Ed un governo che crede in questo motore pulsante e nei giovani deve essere capace di saper incentivare in modo intelligente, allentando la pressione fiscale sulle imprese giovani e comprendendo che, sostenendo una start up, si sostiene la sostenibilità della propria economia e del proprio futuro.

* Elita Schillaci è Professore ordinario di Imprenditorialità, Nuove Imprese e Business Planning – Università di Catania

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  • filos58

    Concordo pienamente con l’ analisi fatta. Il Sud soffre la cultura della imprenditorialità ,in ciò aiutato da una classe politica imbelle.Ci mancano i facilitatori , coloro che hanno una visione strategica della economia , coloro che diano speranza solida ai giovani , che li supportino nella fase di elaborazione progettuale e di accompagnamento sul mercato.Sono positivo sul futuro dei nostri giovani nella misura in cui il facilitatore riesca sempre più a capillarizzarsi nella società siciliana, ad essere capaci di risvegliare la sicilianità , fatta non da gente elemosiniera ma da giovani orgogliosi, tenaci . Buon lavoro

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