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Come la città di Londra ha innovato il sistema di trasporto con le startup

Serve un diverso approccio al procurement, dice Rikesh Shah, Head of Open Innovation di Transport for London. Che spiega come un ente pubblico riesce a lavorare con le startup e le corporate, superando le 5 barriere che bloccano l’innovazione nella PA

Pubblicato il 28 Feb 2023

La metropolitana di Londra

Buying innovative solutions is different than buying a table.
A different procurement approach is needed

Non la ha toccata piano Rikesh Shah, Head of Open Innovation di Transport for London (TfL), l’ente che gestisce tutto il sistema di trasporto per la città di Londra (31 milione di viaggi ogni giorno tra metro e bus, oltre a manutenzione di infrastrutture e strade).

Public procurement, la grande barriera all’innovazione

Tfl è un ente pubblico e, nonostante questo, è stato in grado di innovare in collaborazione startup e aziende private (Smart ticketing, Open data, E-Scooters, il lancio di un Innovation Hub – il primo al mondo nel pubblico- e recentemente la Elizabeth Line, solo per citare alcuni casi). Il che significa che è stato in grado di abbattere la più grande barriera all’innovazione che esiste al mondo: il “public procurement”, ovvero i famigerati “bandi di gara”.

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Perché il pubblico, per tutelare i (sacrosanti) obiettivi della trasparenza e correttezza, di fatto tende a trincerarsi dietro ad una montagna di regole. E, andare oltre le regole, in un contesto dove gli incentivi a fare più del dovuto sono minimi se non nulli, richiede come ci ricorda Christopher Haley, “a significant cultural change towards risk tolerance”.

Mission impossible? No. Rimando alla Mind the Chat per la conversazione completa (qui il link a chi volesse sentirla). Di seguito riassumo i principali spunti che arrivano dall’esperienza di Londra.

Bisogna cambiare i meccanismi di procurement nel pubblico

Public organisations need to throw the Transactional approach out of the window and move to a Collaborative approach”.

Lo stile negoziale-competivo non funziona per progetti innovativi ove bisogna poter sperimentare e dove non si sa esattamente quale soluzione si sta cercando.

Le cinque barriere che bloccano l’innovazione nel comparto pubblico

There are big barriers but it can be done”. Nello specifico:

  1. Non definire bene i problemi da affrontare
  2. La paura di fare errori di forma
  3. Il tentativo di risolvere problemi locali con soluzioni locali (“poor scouting”) per compiacere la propria comunità
  4. L’incapacità di testare le soluzione e le rigidità nell’abbandonarle quando non funzionano
  5. Il Procurement e le procedure di assegnazione

Come il pubblico può collaborare con le startup

Il pubblico può (e deve) avere un ritorno dalla collaborazione con le startup. Di certo non prendendo delle partecipazioni nel capitale (equity), cosa troppo complessa per il pubblico e non raccomandabile alle startup. Meglio royalty su servizi. In questo modo le startup possono creare valore e fatturato insieme al pubblico senza che venga toccato né il loro IP nè l’equity.

Come il pubblico può collaborare con le grandi aziende

We can also work with the private sector.”

TfL collabora con grandi aziende, come Daimler Mercedes, Bosch, e Waze. ”Gli diamo la possibilità di usare Londra come testbed for deploying innovative solutions che potranno essere rivendute in altre città.

E noi possiamo usare i loro sensori e i loro dati per migliorare i nostri servizi. “There are 100+ sensors in a car. We can use those sensors (that are super expensive to buy) to identify and prevent road risks”.

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Alberto Onetti
Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.

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