Driverless car: come la startup europea Imperium Drive sta innovando la guida da remoto | Economyup

AUTO A GUIDA AUTONOMA

Driverless car: come la startup europea Imperium Drive sta innovando la guida da remoto



Una startup basata a Londra, Imperium Drive, sta sviluppando una delle tecnologie più avanzate di guida remota per veicoli autonomi. Quest’anno è entrata nel gruppo del TechStars Smart Mobility Accelerator di Torino. Ecco quali innovazioni porta nel settore

di Roberto Artigiani

12 Mar 2021


Imperium Drive

Nel mondo della guida autonoma sta emergendo una startup con sede a Londra, Imperium Drive, che sviluppa una delle tecnologie più avanzate di guida remota per veicoli autonomi in grado di portare ulteriore innovazione all’intero settore.

La guida autonoma è la grande scommessa del settore automotive, una sorta di punto di fuga a cui tutta l’industria sembra inevitabilmente tendere. Prima di arrivare ai veicoli che si guidano davvero da soli, saranno però necessari dei passaggi intermedi, in cui il loro operato sia predisposto, supervisionato o per lo meno controllato in remoto da una persona in carne e ossa.

Ci vorrà del tempo infatti prima che le Intelligenze Artificiali siano in grado di poter letteralmente camminare da sole, e anche in quel caso, probabilmente, ci saranno dei sistemi di fallback umano per risolvere eventuali anomalie e imprevisti. Il quadro normativo appare ancora tutto da definire, ma in questa incertezza risulta chiaro che una delle questioni chiave da affrontare riguarderà il grado di autonomia riconosciuto alle IA.

Storia

Nella vasta macro-categoria della smart mobility ci sono già molte realtà che si stanno confrontando con questi temi: in loro aiuto arrivano startup come Imperium Drive. Fondata nel 2019 a Berlino, ma con sedi in diversi Paesi europei, l’azienda offre sistemi di teleoperazione end-to-end per robot-fattorini e veicoli senza pilota.

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La società è nata dall’incontro delle tre personalità di Koosha Kaveh, Navid Nourani Vatani e Sandip Gangakhedkar. I primi due di origini iraniane hanno studiato rispettivamente ingegneria elettrica e management a Cambridge ed elettronica e automazione con un Ph.D in robotica all’università del Queensland, in Australia. Gangakhedkar invece è di origine indiana ed ha una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni alla Télécom ParisTech, un master in Mobile Communications all’Eurecom e corpose esperienze in Huawei, Nokia e Motorola.

Tutti e tre vantano trascorsi come consulenti in grandi realtà come Bell Labs, Volkswagen e Siemens e si sono trovati per caso nella sede berlinese di Entrepreneur First, l’acceleratore per talenti nel settore della tecnologia. Qui hanno dato vita all’esperienza FleetSpark, una piattaforma di coaching per autisti di camion basata sull’applicazione dell’IA per risparmiare tempo e carburante ottimizzando i percorsi stradali. Successivamente, mantenendo il focus sulle soluzioni futuribili per la mobilità, hanno fondato Imperium Drive, specializzandosi in sistemi a supporto della guida autonoma a controllo umano. Recentemente infine, l’azienda è entrata a far parte del ristretto (e prestigioso) gruppo di startup accelerate da TechStars Smart Mobility, con sede a Torino.

Cosa fa Imperium Drive

Imperium Drive è una startup della mobilità con sede a Londra che sviluppa una delle tecnologie di guida remota più avanzate per veicoli autonomi. La tecnologia, denominata anche “teleoperation”, consente a un operatore umano di connettersi e guidare da remoto qualsiasi veicolo autonomo utilizzando  video in diretta su una rete cellulare (4G/5G). La tecnologia di teleoperazione è uno strumento di sicurezza di backup che viene utilizzato solo nel momento in cui l’autonomia di bordo fallisce e un operatore umano deve assumere il controllo da remoto. Una capacità di teleoperation affidabile sarà una componente di sicurezza essenziale per l’impiego commerciale di qualsiasi flotta autonoma nel prossimo futuro.

Il concetto di teleoperazione è assimilabile alla conduzione a distanza e rappresenta il complemento ideale alla guida autonoma. Imperium si occupa di tutti gli aspetti che vanno dal software presente a bordo del mezzo fino ad arrivare all’essere umano a supporto delle operazioni. Uno dei punti di forza dell’offerta è la sua flessibilità e modularità: ogni cliente può infatti scegliere il livello di intervento a distanza che preferisce. Ci si può quindi affidare all’operatore-pilota in remoto solo per monitorare che il veicolo non abbia difficoltà oppure si può richiedere alla persona di tracciare un percorso su una mappa in modo che l’IA debba solo seguirlo oppure ancora il teleoperatore può direttamente guidare la vettura, come in un videogioco.

Tutte le operazioni fanno affidamento alla rete mobile 4G/5G. La connettività di rete rappresenta infatti la chiave di volta delle attività, nel bene e nel male. Finché la connessione è buona non ci sono problemi, ma cosa succede quando la banda scarseggia? A questo punto entra in gioco l’ingrediente segreto di Imperium Drive: l’affidabilità, ossia la sua capacità di adattarsi a condizioni di scarsa connettività per poter portare avanti le operazioni.

In particolare l’azienda ha sviluppato un’IA in grado di prevedere e gestire le variazioni di disponibilità di rete dati e adattarsi di conseguenza. Sembra difficile, ma può forse essere compreso più facilmente facendo un parallelo con quanto succede con Netflix (anche la società di Reed Hastings in effetti fa della capacità di adeguarsi a qualsiasi rete il suo punto di forza tecnico). In parole povere, il sistema è in grado di comprendere l’ampiezza di banda disponibile e tarare i dati utilizzati in modo da garantire la continuità di visione (e di guida, nel caso di Imperium Drive).

La guida autonoma infatti prevede un fitto, corposo e costante scambio di dati tra il mezzo in movimento, l’ambiente circostante e la centrale operativa. In caso di teleoperazione poi, in aggiunta a tutte le informazioni provenienti dai molteplici sensori del veicolo, c’è da considerare anche il feed video. In situazioni estreme gli algoritmi di Imperium sono quindi in grado di ridurre letteralmente all’osso i dettagli fornendo all’operatore il minimo necessario per l’operatività. Si parla di meno di 1 MB di dati sotto forma di wireframe, rappresentazioni stilizzate che mostrano soltanto gli spigoli delle figure.

Stato dei lavori

Dopo aver portato avanti per tutto il 2020 le sperimentazioni nel Regno Unito, Imperium Drive ha trasferito la sede principale dalla Germania a Londra, anche per sfruttare il CAM Testbed UK. Si tratta di una struttura per i test localizzata in diverse aree della regione centrale dell’Inghilterra, una nazione caratterizzata da una regolamentazione stradale e una burocrazia minore. Nell’Unione Europea, in effetti, le startup del settore si devono scontrare con limitazioni normative, ma anche con elevati costi per l’accesso alla possibilità di eseguire test e lunghi tempi per l’ottenimento delle varie autorizzazioni necessarie, soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione su strade pubbliche. Nel corso dello scorso anno Imperium Drive ha quindi condotto diverse prove su piattaforma, arrivando a realizzare un prototipo in scala reale iniziando le sperimentazioni in ambiente controllato con l’obiettivo di arrivare su strada.

Roberto Artigiani

Appassionato di tecnologia in tutte le sue applicazioni, implicazioni e complicazioni, ma quando non scrivo torno analogico: leggo classici, ascolto musica dei tempi andati e guardo cinema d'antan