Aurora, la scaleup di guida autonoma da 10 miliardi che sfida Waymo | Economyup

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Aurora, la scaleup di guida autonoma da 10 miliardi che sfida Waymo



Fondata nel 2017 da ex dirigenti di Uber, Tesla e Google, Aurora Innovation è una compagnia di tecnologie per la guida autonoma determinata ad essere la prima a commercializzare veicoli totalmente driverless. Ha convinto Amazon e Uber, ed è tra i 4 unicorni automotive più quotati al mondo

16 Apr 2021


Fondata nel 2017 da ex dirigenti di Uber, Tesla e Google, Aurora Innovation è una scaleup di tecnologie per la guida autonoma. A soli quattro anni dalla sua fondazione, ha una valutazione da 10 miliardi di dollari: non solo è un unicorno, ma uno dei meno di 40 “decacorni” al mondo, tra gli unici 4 nel settore automotive, assieme alla cinese Didi Chuxing, Rivian e Grab.

Con Amazon tra gli investitori, l’acquisizione della sussidiaria di Uber le tecnologie driverless, e partnership con grandi nomi del settore automotive come Toyota, Paccar, e recentemente Volvo, Aurora ha molti occhi puntati addosso per il futuro della guida autonoma.

Aurora, la scaleup nata da Google, Tesla e Uber

Aurora nasce nella Silicon Valley, dall’unione di tre veterani del settore: il CEO Chris Urmson, per sette anni leader del team dedicato alla guida autonoma di Alphabet, il progetto che sarebbe poi diventato Waymo; il CTO J. Andrew Bagnell, parte del centro di sviluppo di Uber per la tecnologia driverless; e il CPO Sterling Anderson, che ha guidato il processo di design e development e il lancio di Tesla Model X e il programmaTesla Autopilot.

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Fin da subito punta in alto, con l’ambizione di rivaleggiare Waymo. In parte grazie alla fama dei suoi fondatori, attira velocemente l’attenzione di compagnie di investimento e corporate d’alto profilo, ottenendo investimenti da backers del calibro di Greylock Partners, Sequoia Capital, T. Rowe Price ed Amazon.

Nel 2019, Aurora compra la startup di simulazione 7D Labs, fondata da un ex ingeniere Pixar, ed in seguito Blackmore Sensors & Analytics, startup di LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) un sistema di telerilevamento per determinare la distanza di un ostacolo, da molti esperti del settore considerato il non plus ultra dei sensori per la guida autonoma.

L’acquisizione di Uber ATG e le partnership strategiche

La vera svolta arriva tuttavia nel dicembre 2020, con l’acquisizione del braccio automotive di Uber, Uber ATG, allora valutato 7,25 miliardi. Anziché un pagamento in denaro da parte di Aurora, l’accordo ha visto l’investimento da parte di Uber di 400 milioni nella scaleup, in cambio di una quota del 26% della compagnia nata dall’unione con ATG – compagnia che grazie all’operazione ha raggiunto la valutazione di 10 miliardi. Un risultato win-win, per Uber che si è così “liberata” di una sussidiaria che fagocitava fondi, senza davvero tagliare i ponti con il business della guida autonoma, e per Aurora, che oltre a ricevere un cospicuo investimento ha più che raddoppiato il personale, con l’aggiunta di 1000 dipendenti ai suoi 600.

Da allora, Aurora ha continuato a collezionare partnership strategiche con grandi player del settore: a gennaio 2021 con Paccar, uno dei maggiori produttori di camion negli USA, a febbraio con Toyota e Denso (già investitori di Uber ATG) per sviluppare flotte di robotaxi, e ad aprile con Volvo, sempre per la realizzazione di camion.

Aurora, quali i piani per il futuro?

Aurora ha raccolto ad oggi 1,1 miliardi di finanziamento, ne vale 10, e conta un personale di oltre 1500 dipendenti. Ha sempre dichiarato di puntare ad essere il primo produttore a portare i veicoli a guida autonoma sul mercato.

Attualmente, la sua strategia è quella di puntare prima di tutto sui camion, e in seguito passare a servizi di sharing e delivery.

La competizione è dura: a partire da Waymo, che ha lanciato nel 2020 il primo servizio ride-hailing a Phoenix e, non a caso, ha un accordo con il maggior competitor di Uber, Lyft. Sono diverse anche le startup e scaleup che come Aurora si sono lanciate a capofitto nella sfida, ottenendo partnership con grandi case automotive: ad esempio Cruise con General Motors e Argo AI con Ford.

Ma Aurora crede nelle sue potenzialità. Se non di arrivare per prima, specifica il CEO Urmson, di essere “il primo che conta”, ovvero il primo a lanciare un prodotto commerciale scalabile in sicurezza.

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp e InsuranceUp.