AUTO ELETTRICA

Tau, 9 milioni per la startup italiana che fa cavi per i motori elettrici e piace a russi, arabi e tedeschi

Tau, startup torinese di mobilità elettrica e materiali avanzati, ha chiuso un nuovo round da 9 milioni di euro. Ha creato un nuovo standard per il rivestimento dei cavi per motore elettrico e attirato l’attenzione di investitori internazionali tra Medio Oriente, Russia e Germania

Aggiornato il 01 Feb 2023

Tau Group

Tau, startup italiana di mobilità elettrica e materiali avanzati, ha raccolto un round di serie B da 9 milioni di euro; round che va ad aggiungersi ai 10,25 milioni del serie A aperto nel 2020.

La missione di Tau è quella di sviluppare e implementare tecnologie di nuova generazione, in grado di accelerare la transizione alla Fabbrica del Futuro (FoF). La sua soluzione sarà disponibile ai produttori della filiera e-mobility in tutto il mondo nel 2024.

Tau, la startup italiana per i produttori di motore elettrico

Fondata a Torino nel 2014 da Francesco Taiariol e Filippo Veglia, Tau nasce per portare innovazione al cuore (le componenti) del cuore (il motore) della mobilità elettrica, abilitando i produttori del settore ad accelerare la transizione verso una mobilità elettrica sempre più performante e sostenibile.

È una startup specializzata in cavi e componentistica per motori elettrici, con applicazioni nei settori automotive, energia e agricoltura.

Tau ha sviluppato la tecnologia DryCycle, che definisce un nuovo standard di rivestimento dei fili. Grazie all’uso rigoroso di polimeri privi di solventi, la soluzione elimina l’emissione di VOC nocivi e gas serra, mentre un processo di produzione semplificato riduce al minimo l’uso di risorse, riducendo il consumo di energia e gli sprechi. La tecnologia LILIT di Tau fornisce il controllo di qualità in linea essenziale per garantire l’affidabilità dell’isolamento polimerico nel filo magnetico e nell’acciaio elettrico.

Ad oggi Tau ha uffici a Torino, Mosca e Berlino, e ha raccolto in totale oltre 25 milioni di euro.

Il round 202o-2021

In un round di serie A aperto nel 2020, Tau aveva raccolto un totale di 10,25 milioni di euro, diviso in tre iniezioni di capitale:

  • Nel marzo 2020 un investitimento dalla società chimica tedesca Altana, con l’impegno di versare fino a 4,5 milioni
  • Nel febbraio 2021 altri 4,5 milioni (per un totale di 6,75 sommando ai fondi già versati da Altana) in un’operazione che ha coinvolto una varietà di investitori internazionali, tra cui un consorzio di due fondi sovrani del Medio Oriente, il Russian Direct Investment Fund (RDIF) e un gestore degli investimenti tedesco;
  • Nel luglio 2021  il round chiude con un totale di 10,25 milioni grazie a un investimento da parte di Finindus, una società di investimento belga sponsorizzata da ArcelorMittal e dalla Regione delle Fiandre, e un’ulteriore sottoscrizione di Altana.

“L’elettrificazione dei trasporti significa per noi abbracciare un cambiamento essenziale” è stato il commento Francesco Taiariol, co-fondatore e CEO di Tau. “La visione di Tau è quella di raddoppiare la potenza dei motori elettrici in una determinata dimensione, siamo entusiasti che questi investitori la sostengano e si uniscano a noi.”

I fondi sono stati impiegati per accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti, ampliare la gamma dei cavi ad alte prestazioni e aumentare la produzione industriale.

Il round 2023

Il nuovo round, chiuso a febbraio 2023,  è stato guidato da Solvay Ventures e partecipato da precedenti investitori tra cui Finindus.

Recentemente, Tau ha raggiunto un importante traguardo commerciale completando i processi di due diligence e convalida di diversi fornitori OEM e Tier 1 del settore automobilistico in Europa, Asia e Nord America per il suo innovativo cavo elettrico.

L’azienda sta lavorando ad aumentare la capacità, fornendo agli early adopter vantaggi competitivi immediati, e si sta preparando alla produzione su scala industriale  in Italia con l’obiettivo di iniziare le consegne in tutto il mondo entro il 2024.

(Articolo originariamente pubblicato a marzo 2021, aggiornato a febbraio 2023)

Articolo originariamente pubblicato il 01 Mar 2021

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Redazione EconomyUp
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