L’INTERVENTO

Cosa cambia per broker e clienti con l’AI nella distribuzione assicurativa: il caso della startup Tuio



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Dopo che la startup spagnola Tuio ha venduto polizze casa su ChatGPT, si apre il dibattito su AI e distribuzione assicurativa. Il tema non è se l’intelligenza artificiale venderà polizze, ma come lo farà insieme ai distributori. Senza dimenticare il nodo della regolamentazione

Pubblicato il 20 feb 2026

Simone Ranucci Brandimarte

Presidente Italian Insurtech Association



AI e distribuzione assicurativa
AI e distribuzione assicurativa

Negli ultimi mesi è stato sufficiente un semplice rumor su un nuovo utilizzo dell’intelligenza artificiale per muovere miliardi di capitalizzazione, nel bene e nel male. I mercati reagiscono sempre più alle aspettative di cambiamento, prima ancora che agli impatti reali; è accaduto nella finanza, nell’energia e, più recentemente, nel settore del brokeraggio assicurativo, dove una startup spagnola, Tuio, ha annunciato di aver venduto alcune polizze casa, prodotti solitamente percepiti come semplici e standardizzati, direttamente attraverso ChatGPT, generando preventivi reali e firmati da carrier autorizzati.

La “rivoluzione Tuio” nell’insurtech

Tuio è una insurtech spagnola nata per semplificare l’assicurazione, rendendola più chiara, digitale e “senza sorprese” nelle clausole. È stata fondata nel 2020 da Juan García, José María Lucas del Portillo e Asis Pardo e si è posizionata subito come alternativa più trasparente rispetto ai player tradizionali.
Il prodotto core è l’assicurazione casa, con preventivi e personalizzazione gestiti online in modo rapido. La novità che l’ha fatta salire alla ribalta delle recenti cronache è l’integrazione con ChatGPT: l’utente descrive l’abitazione in chat e riceve un preventivo in tempo reale, con coperture spiegate in linguaggio semplice. L’obiettivo è portare l’esperienza assicurativa dentro la conversazione, fino ad arrivare anche all’acquisto della polizza direttamente via chat.

Non stiamo parlando di coperture catastrofali, long term care o RC auto, che possiedono al loro interno diversi caratteri di complessità, ma di un test limitato, numericamente marginale. Eppure la reazione dei mercati è stata immediata: bruciati miliardi di dollari di capitalizzazione per alcune delle più importanti società di brokeraggio a livello internazionale.

Nel sistema finanziario moderno non sono solo i volumi a muovere il valore, ma le aspettative. Una notizia che suggerisce un possibile cambio di paradigma può valere più di migliaia di polizze effettivamente emesse. Vale in negativo, come in questo caso, ma vale anche in positivo: chi dimostra di saper governare l’innovazione viene immediatamente premiato.

Intelligenza artificiale nella distribuzione assicurativa: un passaggio già iniziato

In termini di sviluppo ed evoluzione tecnologica, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella distribuzione assicurativa non è più una previsione teorica, ma un passaggio evolutivo già iniziato. L’AI non si limita a rispondere a domande generiche: è in grado di elaborare pricing complessi, spiegare prodotti in modo chiaro, personalizzare l’offerta e accompagnare il cliente nel processo decisionale. In altre parole, può migliorare in modo significativo la qualità della vendita.

Questo non significa sostituzione automatica dell’uomo, ma trasformazione del ruolo. Le polizze diventano ogni anno più sofisticate, integrate con dati, servizi e componenti tecnologiche, ed è in questo contesto che l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di supporto fondamentale per la rete distributiva. Aiuta a ridurre errori, aumenta la trasparenza, velocizza i processi e consente agli intermediari di concentrarsi sul valore consulenziale, che resta centrale.

Il vero tema non è se l’AI venderà polizze, perché a tendere sarà così, ma come lo farà insieme ai distributori. La tecnologia è un abilitatore di mercato: può aumentare la penetrazione assicurativa, raggiungere fasce di popolazione oggi sotto-assicurate e semplificare l’accesso a prodotti spesso percepiti come complessi. In un Paese come l’Italia, dove la cultura assicurativa ha ancora ampi margini di crescita, questo è un fattore strategico.

AI e distribuzione assicurativa: il ruolo essenziale della regolamentazione

Oggi, la distribuzione assicurativa è vincolata a obblighi legali precisi in materia di trasparenza, consulenza e tutela del cliente. Un intermediario fisico risponde giuridicamente delle polizze che colloca; un sistema di intelligenza artificiale, invece, non ha ancora un perimetro normativo equivalente. Entra quindi in gioco un tema cruciale, quello della regolamentazione. È probabile, infatti, che le diverse autorità di vigilanza e garanti della privacy intervengano per definire limiti, responsabilità e standard operativi prima che modelli di vendita interamente automatizzati possano diffondersi su larga scala.

Questo non rappresenta un ostacolo all’innovazione, ma una fisiologica fase di assestamento. Ogni grande trasformazione tecnologica ha generato reazioni simili: l’editoria con l’avvento di Internet, l’industria musicale con le piattaforme di streaming come Spotify, il turismo con modelli digitali come Booking.com, fino alla finanza con l’emergere delle piattaforme fintech. In tutti questi casi, l’impatto iniziale è stato letto come una minaccia sistemica; solo successivamente il mercato ha trovato un nuovo equilibrio, ridefinendo ruoli, competenze e modelli di valore.

La sfida è costruire regole che garantiscano sicurezza per i consumatori e certezza per gli operatori. In questo equilibrio si giocherà la velocità con cui l’intelligenza artificiale potrà diventare una componente stabile della distribuzione assicurativa.

Italian Insurtech Association non interpreta questa evoluzione come una guerra tra tecnologia e intermediari. L’intelligenza artificiale non elimina la distribuzione: la potenzia.

Il futuro della distribuzione assicurativa: umano con artificiale

Il valore di questo episodio non sta nell’impatto sul numero di polizze vendute, ma nel messaggio che trasmette. L’assicurazione entra stabilmente negli ambienti digitali dove i cittadini già vivono, cercano informazioni e prendono decisioni. Ignorare questo passaggio equivarrebbe a ignorare un cambiamento cruciale. Governarlo, invece, può aprire una nuova stagione di crescita per l’intero settore.

Il futuro della distribuzione assicurativa non è umano contro artificiale. È umano con artificiale. E la velocità con cui i mercati reagiscono a questi segnali dimostra che il tempo per prepararsi non è domani ma adesso.

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