La Regione Sardegna nell’ambito del programma FESR 2021-2027 ha lanciato recentemente una misura denominata “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale”.
Con una dotazione finanziaria di 22 milioni di euro, la misura ha l’obiettivo di consolidare la capacità innovativa del tessuto produttivo regionale attraverso l’adozione di tecnologie avanzate.
I progetti presentati verranno finanziati con una procedura valutativa “a sportello” ad iniziare dal 2 marzo prossimo fino ad esaurimento dei fondi.
Indice degli argomenti
Principali contenuti della misura
La misura “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale” è stata emanata nell’ambito dell’ Obiettivo Strategico “Permettere ai cittadini, alle imprese, alle organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione” del PR FESR Sardegna 2021-2027.
Il bando mette a disposizione 22 milioni di euro per sostenere la trasformazione tecnologica delle imprese locali attraverso il finanziamento di Piani di Digitalizzazione volti a innovare processi, prodotti e modelli di business tramite l’adozione di tecnologie avanzate.
Possono usufruire della misura Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e liberi professionisti che abbiano almeno una sede operativa attiva in Sardegna.
Il sostegno concedibile varia tra un minimo di € 50.000 ad un massimo di € 200.000.
Il Piano di Digitalizzazione deve essere in grado di dimostrare di poter sviluppare e rafforzare la competitività delle MPMI sarde grazie ai seguenti interventi:
- investimenti mirati ad introdurre tecnologie avanzate, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico innovativo
- acquisizione di servizi di consulenza a sostegno alla digitalizzazione dei processi aziendali
La procedura di valutazione è “a sportello”. Dal 23 febbraio 2026è possibilecompilare e preregistrare la propria proposta che potrà essere inviata a partire dal 2 marzo 2026(Click Day). A partire da questa data i progetti verranno valutati in ordine di presentazione fino a esaurimento fondi.
La realizzazione del Piano di Digitalizzazione dovrà avere una durata massima di 18 mesi con possibilità di richiedere una eventuale proroga di massimo 6 mesi. In ogni caso i progetti dovranno essere conclusi entro il 31 marzo 2029.
Spese da prevedere e agevolazioni concedibili
Il Piano di Digitalizzazione deve combinare obbligatoriamente le seguenti voci di spesa:
- Investimenti Produttivi chepossono riguardare sia spese materiali (macchinari, hardware) che immateriali (software, licenze, certificazioni).
- Servizi di Consulenze che coprono le attività di assessment (obbligatorio post-intervento), consulenza per innovazione e formazione. Il valore di questi servizi deve essere almeno pari al 25% degli investimenti produttivi (A)
- Spese per il Personale che vengono riconosciute forfettariamente per un valore pari al 20% dei costi precedenti (A+B)
- Spese Generali, riconosciute anch’esse in modalità forfettaria, per un valore pari al 7% di tutto i costi precedenti (A+B+C).
Le agevolazioni concedibili possono essere scelte tra le imprese secondo due modalità.
Nel caso non si superino i limiti imposti dal regime “De Minimis”, l’intensità di aiuto a “fondo perduto” è pari al 70% delle spese ammissibili. Tale valore può salire fino al 90% grazie a meccanismo di premialità che spiegheremo successivamente.
In alternativa, le aziende possono optare per il regime GBER. In questo caso l’intensità del finanziamento a “fondo perduto” varia in base alla dimensione d’impresa (fino al 50% per micro/piccole e 40% per medie). Il regime GPER non prevede alcuna premialità.
Tutte le spese del Piano di Digitalizzazione possono essere effettuate già dalla data di presentazione della domanda. Nel caso di regime di “De minimis” l’eventuale spesa riguardante l’assessment pre-intervento è ammessa dalla data di pubblicazione del bando.
A cosa fare attenzione nel presentare la domanda
Nella presentazione del proprio progetto, rispettare la data di apertura dello “sportello” è certamente l’aspetto più importante da tener presente. A parte questo elemento primario ci sembra utile evidenziare di seguito ulteriori criteri da tenere in considerazione.
Le aziende che potranno e vorranno utilizzare il regime di “De Minimis” potranno arrivare ad ottenere fino al 90% di contributo a fondo perduto facendo ricorso a degli specifici criteri di premialità che riguardano l’adeguamento ad alcune delle seguenti regole riguardanti: rating di legalità, nuovo regolamento macchine, cybersecurity, intelligenza artificiale, formazione, sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale, rating ESG. La premialità può anche riguardare la decisione da parte dell’azienda di effettuare anche un assessment pre-intervento oltre quello post-intervento che è invece obbligatorio.
E’ importante pertanto effettuare un’attenta analisi di questi parametri di premialità se si vuole raggiungere una copertura pressoché totale dell’investimento.
L’altro aspetto cui prestare particolare attenzione nella fase di preparazione del Piano di Digitalizzazione è la rispondenza ai criteri di valutazione che riguardano nello specifico:
- Chiarezza e coerenza del Piano di Digitalizzazione
- Innovatività delle tecnologie digitali introdotte
- Coerenza tra i costi preventivati
- Ottimizzazione, integrazione e sicurezza dei processi
- Sostenibilità ambientale
- Pari opportunità
Il progetto, infatti, una volta entrato in valutazione, secondo l’ordine cronologico, dovrà raggiungere un punteggio minimo di 60 su 100 per essere finanziato.
Scheda sintetica del bando
Per una scheda sintetica del bando si rimanda al sito ictlabpa.it alla sezione bandi e nello specififico al seguente link:
https://www.ictlabpa.it/wp-content/uploads/2026/02/SARDEGNA_FESR_2021-2027.pdf














