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Migliori startup europee: l’analisi dei trend e dei nuovi unicorni del 2026



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L’analisi dettagliata dell’ecosistema tecnologico basata sui dati di Sifted, che esplora le migliori startup europee, l’ascesa della robotica fisica, le nuove frontiere della cybersecurity e le strategie dei principali investitori per il 2026

Pubblicato il 13 feb 2026



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L’ecosistema tecnologico del continente ha inaugurato il 2026 con un dinamismo che ha superato le aspettative degli analisti, segnando quello che gli esperti definiscono un “inizio d’anno eccezionale”.

Secondo i dati raccolti dal team di intelligence di Sifted, nelle prime settimane dell’anno l’Europa ha già visto la nascita di cinque nuovi unicorni, una raccolta complessiva di 5,2 miliardi di euro tra debito ed equity e un’acquisizione di rilievo da oltre un miliardo di euro. In un recente approfondimento che ha coinvolto Amy Lewin, direttrice di Sifted, ed Éanna Kelly, editor ed esperto del team di intelligence, sono emersi i nomi delle società e i settori che guideranno la crescita nei prossimi mesi, delineando una mappa aggiornata delle migliori startup europee su cui puntare l’attenzione.

Un inizio d’anno record per l’innovazione europea

Il settore M&A ha mostrato segnali di forte vitalità già a gennaio, con l’acquisizione della startup londinese di intelligenza artificiale Faculty AI da parte del colosso della consulenza Accenture, per una valutazione superiore al miliardo di euro. Questo evento ha dato il via a una serie di annunci che hanno trasformato il panorama dei capitali. Kelly osserva come la concentrazione di nuovi unicorni in un tempo così breve sia un segnale senza precedenti recenti: “I miei colleghi mi dicono che questa è la migliore serie di nuovi unicorni da molti anni a questa parte in Europa. L’ultima volta che abbiamo visto cinque unicorni in una settimana in Europa è stato nel 2022”.

Tra i nuovi protagonisti della categoria unicorni figurano aziende operanti in settori strategici: dalla difesa con la tedesca Helsing, alla cybersecurity belga rappresentata da Aikido Security. A queste si aggiungono la tedesca Opna, specializzata in software per l’intelligenza climatica, la piattaforma lituana di ottimizzazione cloud CAST AI e la realtà ucraino-statunitense Preply, attiva nell’apprendimento linguistico. Nonostante il volume dell’equity a gennaio sia leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti, il mantenimento dei livelli di debito suggerisce una resilienza strutturale del mercato.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale e i “World Models”

Nella ricerca delle migliori startup europee nel campo dell’intelligenza artificiale, l’attenzione si sta spostando oltre i modelli linguistici tradizionali (LLM). Una delle realtà più seguite è AMI Labs, fondata da Yann LeCun, figura di riferimento del settore già in Meta. La società sta chiudendo un round di finanziamento da oltre 500 milioni di euro con il supporto di Nvidia. Lewin sottolinea come questa azienda stia lavorando sui cosiddetti “modelli mondiali” (world models), spiegando che “l’intelligenza artificiale è andata oltre gli LLM e questi modelli sono in qualche modo la via da seguire”.

Il potenziale di queste tecnologie è strettamente legato alla capacità delle macchine di comprendere il mondo fisico in modo più profondo. Accanto ad AMI LAabs si distingue nScale, focalizzata sull’infrastruttura necessaria per far girare i modelli di nuova generazione. La velocità con cui queste realtà emergono è impressionante: realtà come H erano praticamente sconosciute solo sei mesi fa, ma oggi attraggono i principali capitali globali grazie a team composti da veterani dell’industria e leader provenienti da realtà come Nabla.

Robotica fisica e umanoidi: il futuro è palpabile

Un altro settore che sta vivendo una crescita esponenziale è quello della cosiddetta “AI fisica”, ovvero la robotica. Nel 2025, il numero di accordi in questo ambito è aumentato di oltre il 100%, con hub particolarmente attivi a Zurigo, Parigi e Londra. Tra le migliori startup europee da monitorare spicca 1X, una società norvegese-statunitense che sviluppa robot umanoidi. Sebbene il settore sia ancora agli albori e talvolta oggetto di critiche per l’autonomia limitata, l’interesse degli investitori rimane altissimo.

Kelly descrive con pragmatismo le sfide attuali di questa tecnologia: “Questi umanoidi avranno un’autonomia limitata; ci sarà un ragazzo che indossa un visore VR per controllare questi robot. Avrai uno sconosciuto in casa tua, e questo sarà per i primi adottanti”. La necessità di raccogliere dati reali sul mondo fisico è il principale ostacolo per queste aziende, portando a situazioni paradossali dove gli esseri umani devono letteralmente “insegnare” ai robot come muoversi in ambienti domestici.

Cybersecurity e difesa: i nuovi pilastri strategici

La sicurezza informatica non è più percepita solo come una necessità tecnica, ma è diventata un tema centrale nei consigli di amministrazione. L’aumento del 84% dei finanziamenti in equity per la cybersecurity nel 2025 conferma questa tendenza. Aikido Security è diventata l’unicorno della cybersecurity più veloce d’Europa, spinta dalla convinzione che l’esplosione di codice generato dall’AI richieda strumenti di protezione più sofisticati.

Kelly spiega il motivo di questo rinnovato interesse: “L’intelligenza artificiale ha appena abbassato le barriere per commettere attacchi informatici. Ora possiamo ricevere e-mail di phishing senza errori di battitura. Abbiamo bisogno dell’AI per dare la caccia alla cattiva AI”. Casi recenti di attacchi ad alto profilo contro grandi aziende britanniche hanno aumentato la tensione sul mercato, rendendo le soluzioni di resilienza informatica prioritari per gli investitori. Parallelamente, la difesa vede una crescita guidata dalla necessità di autonomia strategica. In questo contesto, Isar Aerospace sta cercando di colmare il divario con SpaceX, puntando a diventare la prima azienda europea in grado di effettuare lanci orbitali regolari.

Le rotte del Venture Capital e le geografie emergenti

Il panorama degli investimenti sta subendo una mutazione strutturale. Molti fondi di Venture Capital stanno spostando la loro attenzione verso le fasi iniziali, trasformando il round di Seed in quello che un tempo era il Series A per importanza e dimensioni dei capitali impegnati. Si nota inoltre l’ascesa dei “Solo GP” e degli operatori-investitori, figure come Thomas Wolf di Hugging Face, che offrono alle startup non solo capitali ma una rete di contatti tecnici e operativi di alto livello. Lewin osserva che “un fondatore preferirebbe prendere soldi da qualcuno che è ancora nella sua azienda e super connesso, piuttosto che da qualcuno che li investe per conto di un fondo dove non si tratta del proprio denaro allo stesso modo”.

Sul fronte geografico, la Spagna si è affermata come un hub di eccellenza, in particolare per l’HealthTech e il MedTech, beneficiando di un alto numero di sperimentazioni cliniche e di un costo del talento competitivo. Anche la Polonia, con Varsavia, sta vivendo una trasformazione, passando da un settore della difesa chiuso a un ecosistema di startup aperto e collaborativo. Infine, l’Estonia rimane un’area di interesse, con i giovani fondatori che iniziano a convertire la loro esperienza tecnologica verso la difesa, in risposta alle sfide geopolitiche regionali.

Questa panoramica evidenzia come le migliori startup europee del 2026 siano caratterizzate da una forte componente di “DeepTech” e da una capacità di adattamento rapida alle nuove sfide globali, dalla sicurezza energetica alla protezione dei dati, supportate da un ecosistema di investitori sempre più specializzato e orientato al lungo periodo.

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