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HFarm lancia Elevo, venture builder per il trasferimento tecnologico: i co-fondatori, cosa farà



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L’obiettivo: individuare, accelerare e scalare scoperte scientifiche, dalla robotica e l’AI al biotech. Gli azio­ni­sti: Davide Rota, Andrea Pagnin e Maurizio Martinoli. Entra il venture capitalist americano Avram Miller

Pubblicato il 28 gen 2026

Luciana Maci

Giornalista



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Davide Rota, co-founder di Elevo

HFarm lancia un nuovo venture builder, Elevo. La piat­ta­forma dell’istru­zione e inno­va­zione di Ron­cade (Tre­viso), quo­tata in Borsa, ha annun­ciato il 27 gennaio 2026 la fon­da­zione, assieme agli azio­ni­sti Davide Rota, Andrea Pagnin e Maurizio Martinoli, di questa piattaforma di trasferimento tecnologico e investimento. L’obiettivo è individuare, accelerare e scalare scoperte scientifiche – dalla robotica e l’AI alla biotech, materiali avanzati e dispositivi medici – per trasformarle in soluzioni ad impatto globale.

Nella nuova realtà H-Farm ha una quota del 10%. È entrato nel capitale anche Avram Mil­ler, uno dei più stimati investitori americani, ex vice presidente di Intel e co-fondatore di Intel Capital.

Come funziona Elevo

La nuova realtà parte da questo assunto: ogni anno nei laboratori nascono migliaia di tecnologie all’avanguardia, ma meno del 10% arriva sul mercato. Elevo vuole diven­tare polo di com­mer­cia­liz­za­zione di tec­no­lo­gie avan­zate, tra­sfor­mando le sco­perte scien­ti­fi­che in ini­zia­tive sca­la­bili che gene­rano sia un impatto sociale che ren­di­menti per gli inve­sti­tori.

Invece di limi­tarci a finan­ziare le aziende le co-fon­diamo“, si legge nel sito aziendale. “La nostra piat­ta­forma si inte­gra nell’eco­si­stema della ricerca, sele­ziona le tec­no­lo­gie attra­verso una filiera di valu­ta­zione pro­prie­ta­ria e svi­luppa ini­zia­tive impren­di­to­riali in col­la­bo­ra­zione con fon­da­tori, isti­tu­zioni e indu­stria”.


“Vogliamo raf­for­zare il nostro impe­gno nel Deep Tech e nel tra­sfe­ri­mento tec­no­lo­gico – dice il pre­si­dente di H-Farm, Riccardo Dona­don – per con­tri­buire a por­tare sul mer­cato le tec­no­lo­gie più mature. È da que­sta visione che nasce Elevo, vei­colo con­cen­trato sulla valo­riz­za­zione della pro­prietà intel­let­tuale e sul tra­sfe­ri­mento tec­no­lo­gico verso il mer­cato”.

Chi c’è in Elevo

Elevo è stata co-fondata da HFarm insieme a Davide Rota e Andrea Pagnin, co-fondatori di Generative Bionics, una delle più grandi iniziative di trasferimento tecnologico in Europa, sviluppata all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e focalizzata sulla costruzione di robot umanoidi intelligenti basati sulla physical AI.

Ecco chi sono i due founder.

  • Davide Rota – Imprenditore e co-fondatore di Generative Bionics, dove affianca la squadra tecnica IIT con un ruolo di Executive Chairman, dando il supporto imprenditoriale necessario a portare sul mercato una tecnologia nata in laboratorio. È anche fondatore di OpNet (ex Linkem) e ha un background manageriale in ambito business/telecomunicazioni.
  • Andrea Pagnin Co-fondatore di Generative Bionics (nel team con i ricercatori provenienti da IIT) e figura con esperienza tra robotica umanoide e trasferimento tecnologico. In IIT ha lavorato su programmi legati a robot umanoidi intelligenti e successivamente in strutture dedicate a innovazione e sviluppo/technology transfer.
  • Maurizio MartinoliMaurizio Martinoli è un Technology Director Emea con oltre 15 anni di esperienza tra telecomunicazioni e healthcare, specializzato in trasformazione digitale, generative AI, automazione dei processi e strategia IT. Ingegnere informatico (Roma Tre), guida team e stakeholder su scala regionale per costruire soluzioni scalabili, allineare roadmap tecnologiche agli obiettivi di business e migliorare performance operative e costi. (Sotto il team di Elevo)

L’investitore

  • Avram Miller è un imprenditore e venture capitalist americano (classe 1945) che, alla fine degli anni ’80, ha contribuito a far nascere Intel Capital, portando dentro Intel l’idea – allora inedita – di investire in startup come leva strategica, non solo finanziaria. In Intel ha ricoperto ruoli apicali nello sviluppo del business (fino a diventare Corporate Vice President), firmando investimenti in diverse società tecnologiche e guidando iniziative che hanno inciso sull’evoluzione dell’ecosistema digitale (dalla rete alla banda larga). Oggi vive in Italia (a Lecce) e continua a lavorare come advisor e investitore, con un interesse dichiarato per l’AI anche come “compagno” di esplorazione creativa e intellettuale. La sua traiettoria personale intreccia tecnologia, controcultura e musica, raccontate anche nel memoir The Flight of a Wild Duck.

La par­te­ci­pa­zione alla nuova ini­zia­tiva è annunciata nell’assem­blea di appro­va­zione del bilan­cio al 31 ago­sto 2025 con un valore della pro­du­zione di 40,7 milioni ed un utile netto di 34,4 (nel pre­ce­dente eser­ci­zio si regi­strò una per­dita di quasi 8 milioni). Si tratta in larga misura dell’effetto della ces­sione delle scuole inter­na­zio­nali (Ron­cade, Vicenza e Rosà, sem­pre nel Vicen­tino) al gruppo bri­tan­nico della for­ma­zione Nord Anglia, nel giu­gno scorso, per 43 milioni. H-Farm – si legge in una nota – si trova oggi con una posi­zione finan­zia­ria posi­tiva per 18,3 milioni e liqui­dità per 20,8. Valori suf­fi­cienti per distri­buire un divi­dendo di 6 cen­te­simi di euro ad azione, 12 milioni totali, appro­vato sem­pre in assem­blea e in paga­mento il 4 feb­braio.

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