Il panorama delle infrastrutture finanziarie sta attraversando una trasformazione profonda, spinta dalla necessità di integrare nuove tecnologie digitali con la solidità dei sistemi istituzionali. In occasione del convegno Blockchain & Web3 Outlook 2025-26, organizzato il 22 gennaio 2026 dall’Osservatorio Blockchain & Web3 presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Stefano Siviero, Capo del Dipartimento Pagamenti e infrastrutture di mercato di Banca d’Italia, ha delineato la posizione dell’Eurosistema rispetto alle sfide poste dalla digitalizzazione e dalla tokenizzazione degli asset. L’analisi presentata non si limita a una rassegna tecnica, ma propone una visione strategica in cui l’Europa rivendica un ruolo di leadership attiva nella costruzione di un ecosistema finanziario moderno.
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Sfidare il paradigma: l’Europa oltre la regolazione
Uno dei punti centrali dell’intervento di Stefano Siviero riguarda la percezione globale del ruolo europeo nell’innovazione tecnologica. Spesso, nel dibattito pubblico, si tende a consolidare un’immagine stereotipata delle potenze mondiali: “gli Stati Uniti innovano, la Cina copia e l’Europa regola”. Secondo l’esponente di Banca d’Italia, questa descrizione è profondamente imprecisa quando si osserva il campo delle infrastrutture finanziarie e digitali, in particolare per quanto riguarda il settore all’ingrosso (wholesale).
Siviero sottolinea che, in questo specifico ambito, “l’Europa non sta inseguendo, ma fa da apripista”. Questa affermazione si basa sull’esistenza di progetti concreti già avviati dall’Eurosistema, come Pontes e Appia, volti a creare un’infrastruttura digitale integrata che non ha ancora eguali in altre giurisdizioni internazionali, dove tali iniziative non figurano nemmeno nell’ordine del giorno. La strategia europea non è quindi meramente reattiva o limitata alla produzione di norme, ma è orientata alla creazione di strumenti abilitanti per il mercato.
Gli obiettivi strategici: fiducia e prevenzione della frammentazione
L’azione della Banca Centrale Europea e della Banca d’Italia si muove lungo due direttrici fondamentali. Il primo obiettivo, di natura istituzionale e macroeconomica, è mantenere la moneta di banca centrale al centro del sistema dei pagamenti. Questo perché tale forma di moneta rappresenta l’“ancora di fiducia per eccellenza”, un elemento indispensabile per garantire la corretta trasmissione della politica monetaria e il mantenimento della stabilità finanziaria, pilastri primari per l’autorità centrale.
Il secondo obiettivo riguarda la gestione dell’innovazione tecnologica stessa. In un panorama digitale caratterizzato dalla continua invenzione di nuove soluzioni, il rischio principale è quello di una crescita disordinata. Siviero avverte che “il rischio di frammentazione c’è” e che, per questo motivo, è necessario introdurre un elemento unificante che permetta alle diverse tecnologie, tra cui la blockchain, di dialogare all’interno di un sistema coerente. Il fine ultimo è permettere il regolamento in moneta di banca centrale anche per lo scambio di asset finanziari tokenizzati, portando la sicurezza istituzionale nel mondo dei registri distribuiti.
Da Pontes ad Appia: la blockchain incontra i Target Services
Il progetto che incarna questa volontà di integrazione è Pontes, il cui nome riflette la sua funzione intrinseca. Esso è concepito come “un ponte tra il mondo digitale e la moneta di banca centrale”, con l’obiettivo di collegare le tecnologie DLT (blockchain e Distributed Ledger Technology) con i Target Services tradizionali.
L’efficacia di questa infrastruttura è già stata testata sul campo. Nel corso del 2024, è stata avviata una fase di sperimentazione che ha visto il coinvolgimento di 64 entità provenienti da nove diversi Paesi, portando a termine oltre 200 operazioni. Questo percorso di validazione tecnica e operativa è propedeutico a un passaggio fondamentale previsto per il futuro prossimo: Siviero ha annunciato che “Pontes partirà con una fase pilota già nel terzo trimestre di quest’anno”, ovvero il 2026.
Parallelamente, l’Eurosistema guarda a un orizzonte temporale ancora più ampio con il progetto Appia. Se Pontes rappresenta il collegamento immediato, Appia è descritto come un piano molto più ambizioso. L’obiettivo di lungo periodo è la creazione di un ecosistema digitale integrato in cui la coesistenza tra pagamenti digitali e asset finanziari digitali sia garantita sulla medesima infrastruttura, superando le barriere tecnologiche attuali.
La metafora del trasporto: cinque pilastri per un’azione di policy
Per illustrare la complessità degli ingredienti necessari a un’azione di policy efficace, Stefano Siviero propone un’analogia con il sistema del trasporto su ruota. Questa metafora permette di distinguere i diversi livelli di intervento necessari per armonizzare il settore e proteggere gli utenti:
- Le autostrade: Rappresentano le infrastrutture abilitanti di cui l’Europa si sta dotando, come appunto Pontes e Appia, che non sono fini a se stesse ma servono a permettere l’interazione tra molteplici strumenti.
- Il codice della strada: Identificato nel Regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), costituisce il quadro normativo necessario affinché il movimento di asset e capitali avvenga in maniera “sicura e ordinata”. Siviero sottolinea la tempestività europea in questo campo, pur in un mondo che si muove con estrema velocità.
- La polizia stradale: Si riferisce alle funzioni di supervisione e sorveglianza, essenziali per monitorare il rispetto delle regole e la tenuta del sistema.
- Le scuole guida: Un punto su cui Siviero pone particolare enfasi è la necessità che gli utenti abbiano piena consapevolezza nell’utilizzo di strumenti innovativi. La Banca d’Italia sta intensificando le attività di educazione finanziaria e digitale, con interventi mirati verso le categorie più vulnerabili per intercettarne i bisogni e monitorarne la soddisfazione.
- La cooperazione: Il quinto ingrediente fondamentale è la sinergia tra pubblico e privato. Se le infrastrutture sono pubbliche, lo sviluppo delle “automobili” (le soluzioni innovative) richiede uno sforzo congiunto, specialmente quando si affrontano temi di grande portata come la sostenibilità o l’efficienza dei pagamenti.
Innovazione aperta e facilitatori regolamentari
In questo processo di evoluzione, la Banca d’Italia non agisce solo come supervisore, ma come partner attivo dell’innovazione attraverso quelli che Siviero definisce “Innovation Facilitators”. Questi strumenti sono stati creati per unire le forze con il settore privato e fornire uno spazio protetto e guidato dove l’innovazione legata alla blockchain e alle altre tecnologie digitali possa esprimersi.
Le tre iniziative principali citate includono il Canale Fintech, il Milano Hub – centro specializzato situato proprio nella città di Milano – e la Sandbox regolamentare. Questi presidi rappresentano il punto di contatto operativo dove le idee del mercato incontrano l’esperienza dell’autorità centrale, permettendo di testare soluzioni nuove in un ambiente controllato, con l’obiettivo di trovare risposte sempre più efficienti alle esigenze dell’economia digitale. L’innovazione, conclude l’intervento, non deve essere vista come un punto di arrivo, bensì come un “nuovo punto di partenza” che richiede un impegno costante di armonizzazione e sicurezza.

















