BPER Banca si posiziona tra le principali banche commerciali in Italia. Il Gruppo conta quasi 23mila dipendenti e circa 2.000 filiali, distribuite capillarmente su tutto il territorio italiano, al servizio di circa 6 milioni di clienti. Negli ultimi anni il Gruppo ha intrapreso un percorso di trasformazione che ha posto l’innovazione al centro della propria strategia. In questo contesto la partnership con l’Osservatorio Startup Thinking rappresenta un tassello di un percorso orientato alla contaminazione e al confronto con l’ecosistema dell’innovazione nazionale.
A raccontare come l’Open Innovation sia una direttrice strategica per la crescita del Gruppo sono Rossella Aiello, Open Innovation Manager, ed Eliana Chessa, Responsabile Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione.
Indice degli argomenti
BPER Banca, dall’analisi delle tendenze alle startup
Secondo Aiello e Chessa l’Open Innovation in BPER non nasce come progetto isolato, ma come un approccio integrato che unisce l’analisi delle tendenze di mercato con test e sperimentazioni concrete. L’analisi degli scenari globali e settoriali costituisce il punto di partenza del processo di innovazione, permettendo di individuare le opportunità e le sfide che possono influenzare l’evoluzione del modello bancario e i servizi futuri.
In questo contesto lo studio delle tendenze è propedeutico alla creazione di progetti concreti che traducono il cambiamento in pratica; come sottolinea Chessa, l’approccio al cambiamento richiede capacità di “sporcarsi le mani”, un’espressione che riassume perfettamente la filosofia del Team Innovazione: sperimentare, creare, mettere alla prova le idee fino a renderle reali. “Le startup, in questo processo, non sono semplicemente fornitrici di tecnologia o soluzioni da integrare, ma rappresentano vere e proprie antenne del cambiamento”, sottolinea Aiello.
Il valore finale dell’Open Innovation in BPER si misura nei progetti che arrivano sul mercato e nella creazione di consapevolezza interna. La vera innovazione è infatti quella che coinvolge l’organizzazione, rendendola capace di apprendere, evolversi e adattarsi.
La collaborazione con le startup: PoC e logica “fail fast”
Il modello di collaborazione con le startup adottato da BPER si basa su due direttrici parallele. Da un lato, l’adesione a programmi di Open Innovation e acceleratori, anche in assenza di una necessità operativa, con l’obiettivo di mantenere un contatto continuo con le dinamiche degli ecosistemi esterni e cogliere opportunità emergenti. Dall’altro, l’attivazione mirata di collaborazioni in presenza di esigenze specifiche di strutture interne della Banca.
Centrale in ogni iniziativa è il confronto con il mercato: nessun Proof of Concept viene avviato senza un test di interesse e di valore reale. L’approccio ai PoC si fonda su una logica “fail fast”, progettata per minimizzare i tempi e i costi della prototipazione. Le sperimentazioni partono dalla parte più complessa e proseguono per fasi di validazione progressiva con tempi chiari, raramente superiori ai sei mesi. Il PoC, nel modello di BPER, è molto più di un test tecnico, è un terreno comune di lavoro tra le diverse funzioni aziendali e le startup, con l’obiettivo di creare un’abitudine alla sperimentazione e una cultura del confronto che rendano l’innovazione parte della quotidianità operativa.
Open Innovation per un approccio pioneristico all’interno dell’organizzazione
L’Open Innovation in BPER consente alla banca anche di affrontare le sfide più complesse della trasformazione digitale e sostenibile. Le aree di sviluppo più significative attualmente sono quelle legate all’efficientamento dei processi tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, ai cambiamenti dettati dall’ingresso delle valute digitali e alle soluzioni in ambito ESG.
Il ruolo del Team è intercettare e prioritizzare le opportunità a maggiore valore aggiunto o di rilevanza strategica, come nel caso dell’AI e dell’Euro Digitale su cui BPER lavora già da diversi anni.
L’approccio, a partire dai primi segnali di cambiamento, è quello di avviare il dialogo internamente favorendo anche il confronto con i principali tavoli istituzionali, operatori del settore, startup e istituti di ricerca.
Le sperimentazioni su euro digitale e sostenibilità
Ad esempio, nel caso dell’Euro Digitale sono state fatte delle sperimentazioni interne che hanno coinvolto circa 30 persone del Gruppo BPER nella simulazione dell’apertura di un “conto Euro Digitale” e nella prototipazione di una soluzione Blockchain per lo scambio di asset digitali (puoi leggere qui un approfondimento su questa attività)
Nel campo ESG l’istituto ha avviato diverse progettualità con startup che sviluppano soluzioni per la sostenibilità ambientale e sociale, creando piattaforme che semplificano la complessità normativa e gestionale per i clienti, integrando obiettivi etici e di business. “Queste esperienze confermano quanto l’innovazione possa alimentare non solo la competitività, ma anche la responsabilità sociale dell’organizzazione, rendendone misurabili gli impatti”, commenta Aiello.
L’Open Innovation in BPER è un processo di apprendimento collettivo, che fa della sperimentazione la propria forza vitale. In un mercato bancario in rapido mutamento, dove la tecnologia ridisegna continuamente le regole del gioco, la capacità di innovare è una leva strategica per guidare il futuro.





