"Imbecilli" social

Caso Eco, parla l’allievo: «Una provocazione»

Umberto Eco accusa: «Sui social network una legione di imbecilli». Ma Giulio Blasi, suo ex studente e Ad di una società di servizi digitali, dice: «Voleva solo scatenare il dibattito. È lui che mi ha iniziato all’uso delle nuove tecnologie»

Pubblicato il 11 Giu 2015

umberto-150611163920

Giulio Blasi, Ad di Horizons Unlimited ed ex allievo di Umberto Eco

Era una provocazione e ci siamo caduti (quasi) tutti. Lo sostiene Giulio Blasi, amministratore delegato di Horizons Unlimited, società specializzata in servizi digitali per le biblioteche, a proposito della frase di Umberto Eco contenuta in un’intervista a “La Stampa” che ha scatenato un pandemonio, quella relativa alle “legioni di imbecilli” che “hanno diritto di parola” sui social media. E Blasi ha qualche titolo per dirlo, perché di Umberto Eco è stato allievo, anzi si è avvicinato al mondo della tecnologia nei primi anni Novanta proprio grazie al professore, il quale poi ha collaborato per alcuni anni con la società dell’ex studente. “Se c’è una persona che non è apocalittico sull’uso delle nuove tecnologie (il riferimento è a “Apocalittici e integrati”, saggio del 1964 a firma dell’intellettuale nativo di Alessandria) è proprio Umberto Eco: è stato il primo – prosegue Blasi – a portare i pc nelle facoltà umanistiche e a rendere obbligatori i corsi di programmazione. La sua frase va letta come una provocazione per sollevare un tema che esiste ed è importante: il fatto che Internet amplifichi le voci di tutti ci pone di fronte a problemi nuovi nel trattare cose che altrimenti affronteremo in modo diverso. È insomma una riflessione sulle patologie legate all’uso dei social network”.

Laureato in filosofia, Blasi ha conseguito il dottorato in Semiotica sotto la direzione di Umberto Eco all’Università di Bologna. Si occupava di storia della scienza del 1600, ma Eco pensò bene di procurare a lui e altri tre suoi allievi una borsa di studio all’Olivetti. Da lì nacque l’interesse per la tecnologia, così nel 1993 i quattro ex studenti fondarono a Bologna Horizons Unlimited, che ha avuto varie vite. Inizialmente si è occupata di siti multimediali, poi di comunicazione web, ora è concentrata su biblioteche digitali, contenuti digitali ed e-book.

Qui un approfondimento sulla società bolognese Horizons Unlimited

Umberto Eco nemico di Internet? Non direi proprio” ribadisce Blasi. “Ha portato i computer nella facoltà umanistiche quando ancora si trovavano solo in qualche facoltà di ingegneria, ha obbligato professori e studenti a studiare programmazione. Ricordo che, nell’ambito del corso di studi in Filosofia, era previsto un corso di Pascal, linguaggio di programmazione in voga all’epoca”. Allora perché il docente parla dell’“invasione degli imbecilli” sui social network? “Per sollevare un dibattito. Ovviamente non voleva dire che i social vanno aboliti, ma che creano un nuovo modo di essere dell’opinione pubblica, un nuovo modo di gestire e validare le informazioni. Si sa, su Internet ci sono cose buone e cose meno buone, proprio come in una città dove ci sono i quartieri alti e quelli malfamati. La provocazione sta nel fatto di aver parlato dei social network come se se ne potesse fare a meno, ma Eco per primo sa benissimo che non è così”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 2