Wash Out, storia della startup che ha portato la rivoluzione nell'autolavaggio - Economyup

LA STORIA

Wash Out, storia della startup che ha portato la rivoluzione nell’autolavaggio



Nata da un’idea vista a Dubai, nel 2016 l’impresa milanese ha lanciato un’app per lavare l’auto con prodotti non inquinanti ovunque sia parcheggiata. Dopo una partnership con TelepassPay è stata acquisita al 70% da Telepass. E nel 2022 ha avviato una strategia di espansione internazionale. Partendo da Parigi

di Luciana Maci

18 Gen 2022


Telepass acquisisce il 70% di Wash Out

Ci voleva una startup innovativa per introdurre una rivoluzione copernicana nell’autolavaggio in Italia: invece di portare la macchina a lavare, impiegando tempo e sprecando risorse, sono gli addetti al lavaggio che raggiungono il mezzo ovunque sia. E lo lavano con modalità e prodotti che rispettano l’ambiente. È il modello di business che ha fatto la fortuna di Wash Out, startup italiana nata 6 anni fa nel nostro Paese e ora approdata in Francia. La società di “car care a domicilio” ed ecosostenibile, controllata del gruppo Telepass, è arrivata a Parigi all’inizio del 2022.

Fondata nel 2016 da Andrea Galassi, Alessandro Morlin Visconti Castiglione e Christian Padovan il suo obiettivo è trasformare l’autolavaggio da luogo da raggiungere in un servizio che raggiunge il veicolo e lo pulisce e sanifica dentro e fuori, con prodotti waterless e 100% ecologici. Dopo un percorso che l’ha portata ad essere acquisita per il 70% da Telepass, ora la società arriva a Parigi. La nuova Country Manager Francia è Gaia Lorenzato, con oltre dieci anni di esperienza professionale nel Paese.

“In Wash Out abbiamo creduto subito e tanto” è stato il commento del CEO di Telepass Gabriele Benedetto. “Ci abbiamo investito denaro e ci abbiamo messo tanto del nostro tempo e delle nostre energie (io personalmente incontro Christian tre volte al mese) fino a quintuplicarne il fatturato“.

Ma vediamo di ripercorrere la storia di questa startup che ha rivoluzionato il modo di fare autolavaggio.

La storia di Wash Out: come è nata l’idea

Il team di Wash Out con un washer

I tre founder di Wash Out – stessa età, stessa origine milanese – si conoscono da piccoli sui banchi di scuola. “Abbiamo sempre avuto aspirazioni e mindset imprenditoriale” racconta Padovan. Dopo la laurea alla Bocconi, uno dei tre, Andrea Galassi, vola a Dubai per lavorare per Boston Consulting Group. È lì che nel 2015  ha l’idea che porterà poi in Italia per fondare Wash Out: un’app per lavare la macchina. Tornato in patria nel 2016, coinvolge i due amici nel progetto: replicare l’idea vista a Dubai anche nel nostro Paese. Fondano così Wash Out e la startup viene incubata in SpeedMIUp, l’incubatore dell’Università Bocconi di Milano.

Come funziona Wash Out

Wash Out è un servizio che consente di lavare auto e moto a domicilio, dove e quando si vuole. Basta registrarsi sull’applicazione, disponibile per iOS e Android, inserire i dati relativi al veicolo che si vuole far lavare, selezionare uno slot tra quelli disponibili specificando data e ora e indicare l’indirizzo in cui il veicolo è stazionato. Un incaricato Wash Out si recherà in bici o in moto nel luogo indicato a lavare il veicolo. Si può scegliere anche il tipo di lavaggio: solo esterno o completo di interni; per quest’ultimo è necessaria l’apertura del veicolo da parte del proprietario o di un delegato. Il pagamento avviene comodamente tramite app, con carta o PayPal.

Wash Out, una startup green

Quelli utilizzati da Wash Out per il lavaggio dell’auto sono prodotti ecologici che non necessitano di acqua esterna per essere utilizzati. “Il nostro obiettivo è fornire un servizio nel pieno rispetto della sostenibilità. L’idea di usare detergenti waterless è arrivata da Dubai, luogo dove l’acqua costa più del petrolio che si estrae” spiega Padovan. Il lavaggio è a secco, i prodotti sono ecologici e non necessitano di acqua esterna per essere utilizzati. Si tratta, infatti, di detergenti che si vaporizzano al momento dell’utilizzo e sollevano lo sporco facendolo staccare dalla superficie del veicolo. Con appositi panni in microfibra lo sporco viene poi rimosso e catturato. Questo permette all’incaricato di eseguire il lavaggio senza sporcare l’ambiente circostante al veicolo, senza produrre scarti al suolo o vapori nocivi. Non vengono generate schiume o altro tipo di residui in perfetta coerenza green. Vengono utilizzati prodotti specifici per ogni tipo di superficie del veicolo: vetro, plastica, interni, tessuto.

Dalla vittoria di BHeros alla collaborazione con TelepassPay

A giugno 2018 Wash Out vince BHeroes, il business talent in onda sul canale NOVE di Discovery Italia, ideato e promosso da Fabio Cannavale, imprenditore nel mondo dell’innovazione e CEO di lastminute.com Group, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. “Sono particolarmente contento della vittoria di Wash Out. È un’azienda attenta all’impatto ambientale e con una forte valenza occupazionale e sociale” dice Cannavale consegnando il premio di 800mila euro alla startup vincitrice.

“La vittoria di BHeroes ci ha agevolati nel rapporto con aziende e società con le quali stiamo entrando in contatto per crescere. Inoltre stiamo effettuando degli investimenti per promuovere il brand” commenta Padovan.

Dopo aver concluso il periodo di incubazione in Speed MI Up, l’incubatore di Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano. la startup avvia una collaborazione con TelepassPay.

Il round da 1 milione di euro nel 2019

A febbraio 2019 la collaborazione si concretizza in un round di finanziamento da 1 milione di euro che vede la partecipazione  di  nuovi  investitori  fra cui, appunto, il gruppo Telepass  (Telepass, Telepass Pay, Infoblu, Urbi, KMaster).  L’ingresso  di  Telepass nell’azionariato della società è l’evoluzione di un accordo strategico che già permette ai clienti della app Telepass Pay di usufruire dei servizi offerti dall’impresa innovativa cresciuta in Speed MI Up, l’incubatore di Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano.

1 milione di euro e l’ingresso di Telepass per WashOut, startup green dell’autolavaggio

L’acquisizione del 70% da parte di Telepass nel 2020

A giugno 2020 Wash Out finalizza il closing per l’acquisizione del 70% del proprio pacchetto azionario in favore di Telepass. L’acquisizione da parte di Telepass rientra nella strategia “Safe & Clean” per offrire ai propri clienti una piattaforma sempre più completa di servizi digitali per la mobilità. Con la prima ondata della pandemia si rafforza l’obiettivo dell’azienda di garantire la massima sicurezza in termini di riduzione delle occasioni di contatto grazie alla sua natura cashless e di incremento del livello di igiene dei mezzi. Minimo comune denominatore di questi punti chiave resta l’anima green, da sempre pilastro della mobilità in stile Telepass, alla base della partnership con Wash Out che condivide questa attenzione all’impatto ambientale.

“Abbiamo creduto fin dall’inizio nel modello di business proposto da Wash Out, basato sulla sostenibilità e su un bisogno caro a tutti gli utilizzatori di auto: la pulizia e l’igienizzazione del veicolo. Il rafforzamento di questa partnership rappresenta per noi un passo importante all’interno della nostra strategia “Safe & Clean”, che si è dimostrata vincente soprattutto in questo particolare periodo storico” commenta il CEO Gabriele Benedetto.

2022: lo sbarco in Francia

Dopo Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna e Monza, è Parigi il punto di partenza per la strategia di espansione internazionale di Wash Out. Gaia Lorenzato, Country Manager Francia di Wash Out, dichiara: “Sono convinta che questo servizio verrà molto apprezzato in Francia, prima dalle imprese, poi dai consumatori. Il mercato francese é già molto sensibile sia al tema della sostenibilità sia a quello dell’innovazione”. Christian Padovan, CEO e co-founder di Wash Out, aggiunge: “Siamo molto fieri di poterci espandere all’estero, aprendoci così al mercato internazionale. Con i nostri servizi vogliamo offrire anche sul territorio francese una modalità di lavaggio e igienizzazione dei veicoli innovativa ed efficiente, garantendo un servizio sicuro e sostenibile. A causa del Covid, si è fortemente intensificata la necessità di lavaggio e igienizzazione delle auto aziendali e le imprese puntano sempre più sull’outsourcing per ottimizzare i tempi e i processi. Vogliamo rispondere quindi alle necessità dei fleet e mobility manager che si devono sempre più occupare anche della pulizia delle vetture assegnate ai loro colleghi”.

Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…