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Nuove imprese

Viaggi Fotografici, una scuola itinerante per saper guardare il mondo

12 Lug 2016

È la passione per la foto paesaggistica a spingere Alberto Ragnoli, 31 anni, a organizzare con due soci professionisti sessioni fotografiche in giro per il mondo. Entro un anno creeranno un agenzia di viaggio, ma la loro mission è fare formazione. E nel 2016 chiuderanno il primo bilancio in utile

I tre fondatori di Viaggi Fotografici
Non ci sono più i business di una volta, definiti entro precise categorie, con modelli consolidati e piani di sviluppo ripetitivi. Con il digitale tutto si rimescola. Si può cominciare facendo corsi di fotografia, prendere la forma di un’agenzia di viaggio ma ritrovarsi nel settore della formazione. È la storia che racconta Alberto Ragnoli, 31 anni, 10 di lavoro, 7 di esperienza nel web design e una passione per la fotografia paesaggistica. Nel 2014 comincia a organizzare “vacanza di formazione”, gruppi di 14 persone al massimo che vogliono fare qualcosa di più che scatti compulsivi con il cellulare.  

Nasce così “Viaggi fotografici“, con due fotografi principali, Andrea Pettinari e Andrea Zampatti, che sono anche soci,  e Alberto che si occupa di marketing, dalla creazione del sito in avanti. “L’idea è quella di proporre invece dei soliti corsi una didattica divertente, lavorando sul campo con fotografi professionisti”, spiega. Come funziona? «Noi prima testiamo un itinerario. In ottobre, per esempio, faremo un giro dei parchi americani per proporlo ai nostri clienti nel 2017. Proviamo le strutture alberghiere, valutiamo gli orari migliori per le sessioni fotografiche, defininiamo l’itinerario. Così diventiamo “esperti”. A quel punto andiamo da agenzia di viaggi che ci organizza tutti gli aspetti logistici». Ogni anno vengono organizzati una decina di viaggi e sono tutti soldout. Nel 2017 raddoppieranno, anticipa Alberto, perché nello staff stanno per essere inseriti tre nuovi fotografi: saranno 10 entro i prossimi tre anni. «Adesso cerchiamo sponsor per poter aumentare il numero delle destinazioni, ma anche i servizi e la nostra credibilità»

Un viaggio fotografico in Islanda
L’attività cresce ed entro il prossimo anno prenderà la forma di un’agenzia di viaggi. Anche se il lavoro è un altro. «Tecnicamente diventeremo un’agenzia di viaggi, ma siamo visti più come formatori sul campo nel settore della fotografia», dice Ragnoli.  «Noi non stressiamo tanto l’aspetto community, non ci interessa aggregare chi è genericamente appassionato di fotografia. Noi curiamo molto la formazione durante il viaggio ma anche dopo: condividiamo le immagini scattate e le critiche in un gruppo chiuso su Facebook. «Ogni viaggio comincia con un briefing, tutti devono essere capaci di fotografare e devono aver fatto almeno un corso base.  Durante il tour ogni giorno si chiude con una  sessione di revisione scatti, che è il momento più formativo in assoluto. Insomma la nostra è una specie di scuola di fotografia itinerante, con workshop di 3-4 giorni in destinazioni vicine, come la Provenza o la Croazia, e viaggi più impegnativi che possono durare anche 10 giorni». 

“Viaggi fotografici” finora è stato totalmente autofinanziato: «Il 2016 sarà il primo anno in utile», dice con soddisfazione Ragnoli. Che aggiunge: «Molti workshop si fanno con minivan che prendiamo a noleggio. Se qualche azienda li sponsorizzasse, per noi sarebbe una riduzione importante dei costi. E potrebbe entrare in contatto con fotografi per passione che ormai si fidano delle nostre scelte e dei nostri suggerimenti».  (r.ec.)

 

Redazione

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