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Il caso

Uber (o Kalanick?) investe in 4 startup europee

10 Ago 2016

Sono la francese Brigad (app per chef e ristoranti), la britannica Memrica (app per chi ha problemi di memoria), l’olandese Otly (una banca per i piccoli) e la polacca Hipromine (ricerca sull’uso degli insetti in alimentazione e medicina). Il founder: “Voglio aiutarle a realizzare il loro potenziale”

Travis Kalanick, Ceo di Uber, con i founder delle startup sulle quali ha investito
Nata come startup e diventata in pochi anni un colosso multinazionale, ora aiuta altre startup ad emergere: Uber ha infatti annunciato, per bocca del cofondatore e CEO Travis Kalanick, di aver investito in quattro aziende neonate in Europa. Si tratta di Brigad, startup francese fondata da Florent Malbranche, che mette in comunicazioni i ristoranti che cercano cuochi e chef con i cuochi e gli chef che cercano un ristorante in cui lavorare; della britannica Memrica, fondata da Mary Matthews, che consiste in un’app per aiutare chi ha problemi di memoria; dell’olandese Otly, fondata da Lior Bornshtain e Vedran Vego, che offre una banca per i più piccini gestita dai genitori; e della polacca Hipromine, fondata da Damian Józefiak, Jakub Urbański e Jan Mazurkiewicz, che si dedica alla ricerca sulle potenzialità dell’utilizzo degli insetti nell’alimentazione, in medicina e nel settore dei biocombustibili.

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Uber non ha reso noto né l’ammontare dell’investimento (ma Kalanick ha fatto sapere che si tratta di una “piccola” cifra) né quale obiettivo si prefigge di raggiungere finanziando queste startup, anche se non è escluso che si tratti, più che un investimento dell’azienda, di un intervento personale del CEO. Potrebbe quindi trattarsi sia di un progetto per aumentare la simpatia nei confronti di Uber, che soprattutto in Europa ha ricevuto accoglienze ostili, sia di un intervento personale di Kalanick per restituire alla comunità delle startup ciò che anche lui ha ricevuto a suo tempo. Probabilmente, infatti, non è un caso che l’annuncio sia stato dato personalmente dal CEO di Uber, che sulla sua pagina Facebook ha postato una foto che lo ritrae insieme ai fondatori delle quattro startup, commentando che “essere un imprenditore non è mai semplice, e anche le migliori idee possono avere problemi nell’ottenere la visibilità e il supporto che meritano. Per questo sono felice di lavorare con queste quattro aziende e di aiutarle a raggiungere il loro enorme potenziale”.

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D’altro canto, Uber non ha mai nascosto di avere una particolare attenzione nei confronti delle startup, tanto da aver esteso a maggio il suo programma UberPitch anche all’Europa. Si tratta, in sostanza, di far incontrare su un’auto Uber i finanziatori con gli imprenditori, che tengono un pitch “al volo”. Presente il 37 città e in 21 Paesi, questo modello di sostegno alle startup ha già raggiunto i 4mila pitch. E le quattro startup finanziate da Uber sono state selezionate proprio in questo modo.

 

di Concetta Desando

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