Top Management Forum al via, focus sulla "Digital Beauty" | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Top Management Forum al via, focus sulla “Digital Beauty”

18 Nov 2014

Il 20 novembre si tiene a Milano l’evento annuale dei top manager. Riflettori sulle strategie aziendali digitali: il case study è il mondo della cosmesi, convertitosi a social network e blogger. Tra i relatori degli altri panel Umberto Bertelè (Polimi), Chaney Ho, presidente di Advantech e Rohit Talwar, Ceo di Fast Future Research

Anche la bellezza può essere declinata in chiave ‘digital’, perché ormai il digitale e i social media sono parte integrante delle strategie di comunicazione aziendali. È uno degli argomenti di cui si parlerà giovedì 20 novembre a Milano al Top Management Forum, evento annuale organizzato da Knowità che riunisce imprenditori, amministratori delegati e top manager tra i più innovatori e visionari per fare il punto su scenari, strategie e strumenti di cui le aziende possono e devono avvalersi per competere nello scenario economico attuale. Sarà appunto anche l’occasione per riflettere con Deborah Group su come sfruttare le nuove opportunità del digitale per portare nuovi stimoli a modelli di business legati alla old economy nel settore del beauty.

Una delle sessioni pomeridiane dell’evento, che si terrà presso il Grand Hotel Villa Torretta di Milano, è dedicata al Digital Business. E uno dei settori più in movimento sul fronte digital è quello del beauty. Lucia Fracassi, direttore generale Deborah Group, parlerà di “#digitalbeauty: come declinare un nuovo paradigma in opportunità”.

“I social media hanno sradicato gli schemi cristallizzati per decenni di relazione tra brand e consumatori, introducendo nuovi attori e sovvertendo la percezione che il consumatore ha di sé e del brand. In pochi altri settori come nel beauty – spiega Fracassi –  il consumer è ormai diventato in maniera definitiva ‘prosumer’. Il settore è uno dei più attivi e competitivi in ambito social media. Ma i social media non sono mass media, funzionano secondo logiche diverse: prima di tutto, bisogna entrare nei meccanismi di relazione e conversazione tra gli utenti e tra di essi e il brand”.

Partiamo da qualche dato: “You Tube conta quasi 15 miliardi di views relative a video a tema beauty, 10 miliardi di questi sono focalizzati sul make up. Ogni mese vengono generate 700 milioni di views a tema beauty (dato 2013) con un incremento del 133% vs il 2010 (dati 2014 Pixability, Inc.). Questo testimonia il crescente interesse per argomenti beauty in ambito social, una platea sempre più vasta ed attenta, ricettiva al lancio di nuovi prodotti”. Il digitale rappresenta quindi un nuovo paradigma di opportunità, ma anche di rischi. “I brand di beauty – sottolinea Fracassi – controllano solo il 3% di questi 15 miliardi di visualizzazioni e appaiono solo il 2,5% delle volte nelle ricerche per keyword su YouTube. Le top 25 beauty bloggers hanno 2.600% di commenti in più rispetto ai beauty brands channels. Ciò significa che il 97% delle conversazioni a tema beauty sono in mano a bloggers e Haul Girl (dati 2014 Pixability, Inc.)”.

Come riuscire allora a sfruttare le opportunità di uno scenario digitale sempre più dinamico, frammentato e vitale per portare nuovi stimoli a modelli di business sofferenti? La strategia di Deborah Group dimostra come i nuovi strumenti di comunicazione, se sfruttati in maniera olistica, possono giovare anche alle aziende della old economy. Deborah Group ha impostato una strategia vincente che “ha colto il passaggio da consumer a prosumer, stabilendo una relazione paritaria con i propri interlocutori, privilegiando l’ascolto”. Una strategia incentrata su un “costante monitoraggio del buzz online, sulla creazione di un network di digital pr (blogger/vlogger) da stimolare per la produzione di contenuti sul brand e di un online branded content (beauty club) in cui Deborah Milano è editore e le blogger sono produttrici di contenuti, nonché veicolo di traffico sul nostro sito, su contest “oltre lo schermo” per incontrare, conoscere e interagire con le blogger, circolarità che coniuga online e offline (digital community, influencer, brand e punto vendita)”.

Spiega ancora Fracassi: “Nel 2013 Deborah Milano ha ampliato la gamma prodotti, per rispondere ad esigenze sempre più specifiche di un target sempre più informato, esigente ed esperto. Prodotti come i primer, fino a poco tempo fa appannaggio esclusivo di make up artist e professionisti del settore, sono diventati oggi uno strumento must have per il make up da molte consumatrici ‘medie’. Intercettare questa maturata consapevolezza e arricchire la propria gamma di prodotti specifici è in primis un’opportunità di business, oltre al valore in termini di equity per una marca che si dimostra attenta ai desideri del proprio target. L’obiettivo di questi ultimi anni è quello di spostare dalla rete al punto vendita il target giovane. La profumeria tradizionale mostra segnali di sofferenza e di “invecchiamento” soprattutto nei confronti di retail make up brand con posizionamento prezzo basso/giovane”.

Per ottemperare a questo gap, “spesso il pushing digital si rivela un driver fondamentale. Meet & greet in cui le follower incontrano le proprie blogger di riferimento nei punti vendita, ma anche attività di couponing con promo ad hoc dal web allo store hanno centrato l’obiettivo. Le promo più efficaci sono quelle che passano dalla rete, portando nuovi flussi di consumatrici aggiuntive al target tradizionalmente fedele alla profumeria. Un circolo virtuoso che si collega ai mezzi digital (in questo caso non solo earned, ma anche owned e paid) al punto vendita, al consumatore. Tutto a beneficio di un business che a questo punto non è (più) solo digital – conclude Fracassi -. Ascoltare il buzz on line, tessere relazioni sartoriali nei confronti di blogger/vlogger/influencer per raggiungere a cascata un’audience enorme e difficilmente raggiungibile dagli altri media tradizionali, non si traduce solo in un miglioramento della online brand reputation, ma consente opportunità di business anche offline”.

Giunto alla sesta edizione, il Top Management Forum quest’anno si rinnova e rafforza ulteriormente la sua riconoscibilità di evento esclusivo di confronto tra professionisti nazionali e internazionali, anche con il payoff “From Strategy to Execution”.

La sessione plenaria che aprirà il Top Management Forum vedrà protagonisti autorevoli keynote speaker nazionali e internazionali che illustreranno gli scenari globali dell’economia di oggi e i trend di domani, con l’obiettivo di supportare i partecipanti nell’ambito del loro processo di riflessione strategica. Tra questi, ci saranno Umberto Bertelè, ordinario di Strategia e presidente onorario del MIP al Politecnico di Milano; Chaney Ho, presidente di Advantech Co. che, sotto la sua guida, ha ricevuto da Interbrand il prestigioso riconoscimento come una dei Top 10 Taiwan Global Brands. Chaney Ho si focalizzerà sull’evoluzione dell’Internet of Things (IoT) e su come questo fenomeno influenzerà e migliorerà il futuro delle persone. Infine Rohit Talwar, CEO di Fast Future Research, parlerà dei rapidi cambiamenti in atto nel mondo business che rendono necessaria una trasformazione altrettanto veloce di strategie e strumenti, anche a fronte di differenti aspettative di clienti e di collaboratori.

Le sessioni parallele del pomeriggio mirano ad approfondire le priorità di business più attuali, attraverso il contributo di riconosciuti opinion leader, la partecipazione attiva dei membri del Club Knowità e l’intervento attivo dei discussant. Tutti i partecipanti hanno l’opportunità di intervenire come relatori, non solo come uditori, e confrontarsi sulle strategie di business che ogni giorno si trovano ad affrontare nella gestione concreta delle diverse realtà dalle quali provengono nei tavoli di lavoro che affiancano le sessioni parallele.
In particolare, nella sessione Digital Business: come cavalcare la rivoluzione digitale si parlerà di come è cambiato il modo di fare business, di quali sono i nuovi paradigmi di riferimento e di come integrare gli strumenti digitali con quelli tradizionali in un’ottica strategica. Interverranno, tra gli altri, Alberto Baroli, Chief Innovation & Development Officer di Amplifon (“Come catturare i Baby Boomers?”), Davide Antonio Porro, presidente di Diesis Group (“Sviluppare il business in tempo di crisi: è possibile?”), Massimo Boraso, amministratore delegato e fondatore di boraso.com (“Business o fuffa? Quando il web marketing è efficace”) Lucia Fracassi, direttore generale di Deborah Group (“#digitalbeauty: come declinare un nuovo paradigma in opportunità”).

La sessione Value Drivers: governare i driver che creano valore in azienda sarà incentrata su come identificare e governare i driver che creano valore in azienda, tra cui l’innovazione, la gestione del cambiamento e il passaggio da azienda “padronale” a manageriale. Parleranno Ugo Caratti, amministratore delegato e CFO di Bosch Rexroth (“Driving the change or changing the drivers?”) Luca Agnesi, Group Controller & Financial Reporting Manager di ASO Group (“La balanced scorecard al centro del sistema di gestione strategica”).

Infine, la sessione Enabling Technologies: rendere la tecnologia un’opportunità di business sarà incentrata sull’Internet of Things e l’efficientamento energetico e vedrà la partecipazione di Roberto Ottoboni, docente del Politecnico di Milano (“Quali tecnologie per una vera IoT?) Alberto Sanna, Director e-Services for Life & Health Research, Scientific Institute San Raffaele (“Social Lighting: il volto umano dell’internet of lights”) Alessandro Trivillin, amministratore delegato di Acciaierie Bertoli Safau (“Come creare vantaggio competitivo con l’innovazione di tecnologia?) Donato Mangialardo, VP of Marketing di Tekpea (“Smart energy: quali opportunità?) Luca Giovanni Rota, Maintenance Manager di Kone Industrial (“Smart Lighting: come migliorare efficienza e performance?”). (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

Articoli correlati