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Ecosistema

Tim Ventures, il debutto “cinese” di Salvo Mizzi

16 Ott 2014

La foto non è di grande qualità, ma quella al China Italy Financial Summit è la prima uscita ufficiale del responsabile del fondo di corporate venture capital di Telecom Italia. Già per la prima settimana di novembre potrebbero esserci i primi cinque investimenti. Di un operatore unico nel mercato italiano

Salvo Mizzi, nuovo responsabile Tim Ventures
La fotografia non è di grande qualità. Ma quello sul palco del primo China Italy Financial Summit tenuto a Milano mercoledì 15 è il debutto in società di Salvo Mizzi come responsabile di Tim Ventures, il “veicolo” di  corporate venture capital messo a punto qualche mese fa da Telecom Italia e ora pronto a correre.

 L’intervista di Mizzi a EconomyUp in cui ha anticipato, in marzo, la strategia di Tim Ventures

L’ordine di servizio interno è di pochi giorni fa ma Mizzi è al lavoro già da mesi e già entro i primi giorni di novembre potrebbero essere comunicati i primi cinque investimenti che saranno ovviamente rivolti verso startup del carniere Working Capital. «L’Italia ha una potenzialita’ enorme dal punto di vista delle tecnologie innovative, anche in settori che non sono ritenuti tradizionalmente legati al Made in Italy, come le tecnologie avanzate, i makers o il digital manufacturing», ha detto al China Summit Mizzi, che non intende giocare l sua partita solo in campo nazionale. Telecom è stata la prima azienda italiana a supportare Startup Europe Partnership . E Mizzi ha già  attivato il network della Kaufmann Foundation, di cui è stato fellow e dove ha preparato come “tesi” finale proprio l’evoluzione di Working Capital.

La nuova società, inserita nell’area Strategy & Innovation che fa capo a Mario Di Mauro, rappresenta infatti il completamento di una filiera aperta da Working Capital e sviluppata con l’Albo Veloce. L’acceleratore fa l’attività di scouting, dà premi (i grant da 25mila euro) e seleziona le migliore idee per ospitarle nelle sue cinque sedi. Poi l’azienda, grazie a una corsia privilegiata per le startup, diventa primo cliente, facendo così di fatto un test sulla capacità del prodotto o del servizio di stare sul mercato. Adesso ha anche uno strumento per far decollare le nuove imprese con un investimento significativo. Tim Ventures parte con una disponibilità di 4,5 milioni di euro per tre anni, ma la cifra è destinata a raddoppiare, secondo le previsioni di Mizzi, grazie ad accordi di cofinanziamento con altri venture capitalist e con la raccolta di altri fondi. L’idea è che la filiera costruita sia come una garanzia di qualità per le startup da finanziare, una sorta di riduzione del rischio che dovrebbe attrarre i capitali.

Il cantiere comunque è aperto e i lavori non sono aconra tutti conclusi. Da una parte è certo che Telecom Italia sta riorganizzando la sua presenza sul fronte dell’innovazione: Working Capital, che resta affidato alla guida di Ilaria Potito, passa da Telecom a Tim e diventa Tim WCap. La definizione societaria di Tim Ventures sarà finalizzata nelle prossime settimane e alcuni tasselli sono ancora da sistemare. Di certo c’è che si affaccia sul mercato un nuovo investitore dalle caratteristiche uniche, vista la leva industriale in grado di esercitare e i polmoni finanziari di cui dispone. Le prime mosse sono tutte in una logica di collaborazione ma bisognerà attendere le reazioni degli altri operatori che rischiano di perdere le migliori opportunità di investimento. Potrebbe essere però un’occasione per tutto il mercato per fare quel salto dimensionale che tutti ritengono necessario per avere un sistema più stabile e robusto.    (g.io

 

Redazione

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