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The Energy Audit, una startup italiana tra le “magnifiche 40” scelte dalla Corea del Sud

22 Ago 2016

La società attiva nell’efficienza energetica è tra le vincitrici della finale di K Startup Grand Challenge, contest internazionale promosso dal governo di Seul per sostenere lo sviluppo del Paese. In premio un percorso di accelerazione. Ecco che cosa fa TEA e come è nata

Eleonora Costa, giovane Ceo di Tea
The Energy Audit (TEA) ce l’ha fatta: la startup italiana che si occupa di efficienza e diagnosi energetica è riuscita nell’impresa di qualificarsi nell’olimpo delle 40 migliori aziende tecnologiche a livello mondiale che hanno partecipato alla fine di K Startup Grand Challenge, competizione lanciata a maggio 2016 in Corea del Sud e dedicata a startup innovative da tutto il mondo. Dopo una settimana a colpi di pitch, Eleonora Carta, Ceo di the Energy Audit, ha conquistato la Giuria.

Tea, come è nata e cosa fa la startup che vuole portare l’hi-tech italiano in Corea del Sud

Il ministero dell’industria e innovazione della Corea del Sud ha lanciato il K-startup Grand Challenge con uno scopo ambizioso: selezionare a livello mondiale 40 startup in grado di accelerare lo sviluppo del Paese. Alle prime 20 il governo garantirà la possibilità di creare un’azienda in Corea senza sottostare ai pesanti vincoli burocratici ora vigenti. Le domande pervenute a livello mondiale erano  2400, con un picco di richieste dal SudEst Asiatico e dall’agguerritissima Silicon Valley. Dopo il primo round di selezione, che ha visto il numero di startup in gara ridursi da 2400 a 85, per i finalisti è stata organizzata un’intensa settimana di interviste con investitori, conglomerati industriali ed esponenti delle più importanti associazioni scientifiche e industriali nella Pangyo Tech Valley, nuovissimo campus tecnologico a sud di Seoul.

“Appena arrivata in Corea ho capito subito che la sfida sarebbe stata impegnativa” racconta Eleonora Carta. “Mentre in Europa il rapporto tra richiedenti e selezionati era di 1 a 10, in Silicon Valley 23 richiedenti su 24 erano lì al final round. Segno che il livello medio delle proposte era altissimo” continua Carta, tra le pochissime Ceo donna presenti e la sola europea. Tra le tematiche più gettonate energia, intelligenza artificiale e realtà aumentata.

Tutti gli acceleratori presenti hanno richiesto di poter avere the Energy Audit nel loro portfolio; fattore differenziante per loro è stato quello di avere un prodotto software già localizzato e venduto sul mercato coreano e giapponese. Tre grossi conglomerati industriali hanno richiesto un appuntamento privato con Eleonora: “Posso solo dire che sono estremamente interessati dalla possibilità offerta dal nostro software di predire sia il consumo che la produzione di energia, intercettando eventuali sprechi. A settembre partiremo già con un pilota presso uno di questi “.

Infine il mondo accademico è interessato a due aspetti: il primo è educare i futuri ingegneri energetici coreani sul software e sui metodi di energy data science sviluppati dagli ingegneri italiani di TEA. A questo proposito la Samyung University di Seoul ha firmato con the Energy Audit un protocollo d’intesa per creare un laboratorio ed un percorso di studio dedicato. Il secondo aspetto riguarda un tema cruciale per la Corea del Sud, a causa della sua difficile situazione geo-politica: la gestione degli approvvigionamenti idrici. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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