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Raccolta fondi

Spotify, 350 milioni di dollari alla N.1 delle startup europee

04 Mag 2015

Secondo indiscrezioni giornalistiche al mega-finanziamento avrebbe preso parte Goldman Sachs. Per ora nessuna conferma ufficiale dalla società svedese, che di recente è stata valutata 8,4 miliardi di dollari

La numero uno delle startup europee, Spotify, ha raccolto la cifra record di 350 milioni di dollari. La notizia è stata diffusa dall’emittente Cnbc, la quale ha aggiunto che a questo round di finanziamenti avrebbe partecipato Goldman Sachs. L’indiscrezione non è però ancora confermata dalla società fornitrice di un software per ascoltare musica in streaming.

In precedenza la startup co-fondata nel 2006 dallo svedese Daniel Ek aveva raccolto 537,8 milioni di dollari da alcuni investitori, tra cui Kleiner Perkins, Fidelity Ventures e Technology Crossover Ventures.

Il mese scorso il Wall Street Journal aveva scritto che Spotify era vicina alla chiusura di un round di finanziamenti per 400 milioni di dollari provenienti da Goldman Sachs e dal fondo sovrano di Abu Dhabi.

Di recente Spotify è stata valutata 8,4 miliardi di dollari. Valutazione che la colloca al top delle startup europee, una lista purtroppo ancora ristretta in cui figurano, tra le altre, la britannica Powa (mobile payment e customer data), la tedesca Delivery Hero, la londinese Shazam, fornitrice di un app per smartphone per individuare titolo e autore di una canzone sentita alla radio o per strada, e la tedesca Zalando, multinazionale dell’e-commerce che vende scarpe, vestiti e altri prodotti di moda. 

Il successo di Spotify si deve al talento di un ragazzo scandinavo che a 16 anni si candidò per un posto di lavoro a Google senza riuscire a farsi assumere, a 23 divenne multimiliardario vendendo una società di advertising online in Svezia e in seguito decise che avrebbe creato un servizio musicale alternativo a quelli illegali. A tutt’oggi Spotify conta 15 milioni di abbonati al suo servizio premium, che costa 10 euro al mese, e circa 45 milioni di utenti della sua versione free, quella con inserzioni pubblicitarie: è diventata così la più grande piattaforma mondiale di offerta musicale su abbonamento al mondo.

La notizia del nuovo finanziamento a Spotify arriva in un momento di cambiamenti nel mondo della musica in streaming. Venerdì scorso il sito Grooveshark ha chiuso dopo un’annosa battaglia legale con le etichette discografiche. “Abbiamo iniziato quasi dieci anni fa con l’obiettivo di aiutare i nostri fan a condividere e scoprire la musica – era scritto in un comunicato aziendale – ma nonostante le nostre migliori intenzioni abbiamo commesso errori molto gravi, per esempio non ci siamo garantiti le licenze dai detentori dei diritti della grande quantità di musica presente nella piattaforma”.

Nel frattempo è finito sotto accusa un altro servizio di musica in streaming, Jay Z’s, supportato da artisti come Madonna e Kanye West: prima era tra le prime 20 app gratis degli Apple Store in Usa, oggi non è nemmeno più nelle prime 100. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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