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ECONOMIA DIGITALE

Shazam, storia dell’app europea che riconosce le canzoni comprata da Apple



La multinazionale USA ha acquisito la società fondata a Londra nel 2002 per poter riconoscere in pochi secondi titolo e autore di un brano. Cifra ipotizzata: 400 milioni di dollari. Ecco come una startup è diventata un unicorno (oltre un miliardo di fatturato) e perché è finita nel mirino della compagnia di Cupertino

di Luciana Maci

12 Dic 2017


Uno dei pochi unicorni (le startup che superano il miliardo di euro di fatturato) in Europa è stato acquisito da un colosso statunitense, Apple. Shazam, società fornitrice della tecnologia per riconoscere un brano musicale attraverso un’app (ma con gli anni ha sviluppato ulteriori servizi), è stata fondata in Gran Bretagna da un piccolo gruppo di amici “internazionali” ed è stata per alcuni anni il simbolo di come, anche nel nostro continente, le startup innovative possano diventare realtà estremamente interessanti al pari delle loro sorelle della Silicon Valley o degli astri nascenti cinesi. Dopo le indiscrezioni riportate dal sito TechCrunch, Apple ha confermato di aver acquisito Shazam. Non c’è una comunicazione ufficiale ma lo avrebbe fatto per una cifra molto elevata, forse 400 milioni di dollari. “Non vediamo l’ora che Shazam e il suo talentuoso team si aggreghino a Apple” si legge in una nota diffusa dalla multinazionale. “Apple Music e Shazam sono naturalmente compatibili perché hanno lo stesso obiettivo: offrire agli utenti una grande esperienza musicale. Abbiamo in serbo progetti entusiasmanti”. Con l’acquisizione da parte del colosso statunitense in un certo senso Shazam tornerebbe all’ovile, perché i suoi fondatori sono partiti proprio dalla Silicon Valley. L’operazione potrebbe consentire al gruppo di Cupertino di integrare una popolare funzionalità rivolta al mondo consumer direttamente sugli iPhone.

L’offerta è inferiore alla più recente valutazione pre-money, pari a 1,02 miliardi di dollari. Ma, secondo alcuni esperti, quella valutazione sarebbe lievemente gonfiata.

Il Ceo di Shazam, Rich Riley, ha detto in passato a Business Insider che la sua società “avrebbe un senso all’interno di un’azienda più vasta intenzionata ad entrare nel campo della musica o della pubblicità”.

COME È NATA SHAZAM

Shazam nasce da un’amicizia tra nerd laureati nei migliori college statunitensi. L’idea imprenditoriale è venuta a due amici nel 1999, Chris Barton e Philip Inghelbrecht, entrambi studenti dell’Università di Berkeley in California. I due (strano ma vero) incontrano difficoltà a trovare investitori nella Silicon Valley e decidono di trasferirsi a Londra. La società Shazam britannica viene dunque costituita nel 2002 a Hammersmith, UK, sempre da Chris Barton e Philip Inghelbrecht, che si portano dietro dagli Usa Avery Wang, PhD alla Stanford University. Nel team ci sono anche Dhiraj Mukherjee, che all’epoca lavorava per Viant, società di consulenza di Internet con sede a Londra, e Mark Anthony Hash, manager alla Ericsson.

All’inizio il gruppo scrive il software di analisi audio che consente al programma di identificare qualsiasi canzone, ma il servizio è molto diverso da quello attuale. Nel 2002 gli utenti possono accedere a Shazam componendo il numero 2580 sui loro telefonini e tenendo il telefonino davanti alla fonte di musica.  L’app è in grado di identificare il brano e mandare un sms all’utente con il suo titolo e il nome dell’autore. Nel 2008, con l’avvento delle applicazioni per telefonia mobile, Shazam lancia un’app che diventa una delle prime ad apparire sull’Apple Store.

Shazam si evolve al passo con l’evoluzione delle tecnologie digitali: nel 2002 nel suo database ci sono un milione di canzoni e servono 15 secondi per processare la richiesta di un utente. Nel 2015 di brani musicali ce ne sono 30 milioni e sono sufficienti due secondi per indentificarli.

L’attuale Ceo Rich Riley, ex dirigente di Yahoo, è stato nominato amministratore delegato ad aprile 2012.

UNO DEI (POCHI) UNICORNI EUROPEI

Shazam è stato inserito nel 2015 da CBInsights tra i 16 principali unicorni europei insieme a Spotify, BlaBlaCar, Delivery Hero, Powa Technologies e altri. Tra gli investitori in ShazamDN CapitalKleiner Perkins Caufield & Byers, Institutional Venture Partners, America Movil.

Attualmente Shazam mette in collegamento centinaia di milioni di persone in oltre 200 Paesi – persone che parlano 30 lingue diverse – con la musica, gli spettacoli televisivi e i brand che preferiscono. Ogni mese 10 milioni di nuovi utenti adottano Shazam. Dalla sua nascita l’app è stata scaricata oltre un miliardo di volte. I quartier generali sono a Londra e New York, ma Shazam ha sedi anche a Redwood City, Los Angeles, Chicago e Seul.

LE ACQUISIZIONI DI APPLE

La strategia di Apple, così come quella di altre multinazionali, è fatta anche di continue acquisizioni di realtà imprenditoriali innovative. La più costosa di sempre è stata Beats, acquisita nel 2014 per 3 miliardi di dollari e utilizzata, tra l’altro, per creare le basi di Apple Music. Shazam è destinata a diventare la seconda più importante della storia recente e la terza degli ultimi anni, dopo l’acquisizione di Anobit Technologies nel 2011 per 500 milioni di dollari: grazie a questa operazione il gruppo di Cupertino ha sviluppato una serie di innovazioni tecnologiche nel campo hardware. Altro acquisto di rilievo è stato NeXT Computer nel 1996 per 400 milioni di dollari (la cifra che Apple sembrerebbe pronta a pagare per Shazam). E’ stata una delle prime acquisizioni nella storia di Apple ed è servita per riportare in azienda Steve Jobs, che aveva co-fondato Apple e ne era successivamente stato estromesso. Altro acquisto di rilievo è stato PrimeSense (360 milioni, 2013), società israeliana attiva nella tecnologia 3D. In questa infografica di CBInsights le principali acquisizioni di Apple.

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale