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Mobilità sostenibile

Scuter, test a Firenze e a primavera debutta a Roma

21 Ott 2015

Il ciclomotore elettrico ideato per lo sharing dovrebbe partire nel capoluogo toscano per poi passare nella capitale. Offrirà un servizio “freemium”: sconti allo scooterista che sposta il mezzo dalle zone più isolate. Dopo la prima raccolta fondi a luglio, la startup sta per avviare un nuovo fundraising

Il Ceo Gianmarco Carnovale a bordo di Scuter
Scuter, il ciclomotore elettrico ideato per lo sharing, dovrebbe debuttare a primavera a Roma, ma prima si farà un “giro” di sperimentazione a Firenze. Lo dice a EconomyUp il Ceo della startup ideatrice del veicolo, Gianmarco Carnovale.

Lanciato ufficialmente a luglio scorso e presentato di recente alla Maker Faire di Roma, è un Light Urban Smart Vehicle a tre ruote, elettrico, costantemente connesso ad una piattaforma cloud, sul quale sarà possibile scaricare applicazioni da comandare tramite smartphone. Nonostante la cellula protettiva, il veicolo ha un peso inferiore a 100 kg, ridotto di oltre due terzi rispetto a quello dei 3 ruote presenti sul mercato, risultando dunque utilizzabile come mezzo agile da guidare e parcheggiabile con facilità. La batteria, sostituibile, garantisce un’autonomia di circa 100 km. La struttura consente l’uso senza dover indossare il casco.

Il veicolo non sarà commercializzato, ma introdotto nelle grandi città tramite un servizio fruibile attraverso un’applicazione mobile. I primi Scuter potrebbero presto vedersi per le strade di Firenze. “Il nostro piano – spiega Carnovale, imprenditore seriale, lui stesso scuterista e presidente di Roma Startup – è iniziare il noleggio in primavera a Roma. Ma non escludiamo una sperimentazione più ridotta in una città più piccola, Firenze. L’abbiamo presa in considerazione perché, con Genova, è una delle due città italiane che fanno parte di un programma di sperimentazione europeo sulla mobilità elettrica. Quindi ci aspettiamo una strada in discesa”.

Non dovrebbe essere complicato, almeno dal punto di vista burocratico, neppure lo sbarco a Roma: “Nella capitale esiste una delibera e delle regole in materia, è sufficiente fare una comunicazione al Comune. Tutto il resto è in mano agli utenti”.

Scuter è infatti basato sul rapporto diretto dell’utente con il mezzo: lo cerca, lo trova, lo utilizza, lo lascia quando arriva a destinazione. Modalità simili al car sharing, ma non identiche. Se l’automezzo viene lasciato in zone isolate o lontane dal centro, solitamente il personale di Enjoy o Car2Go nottetempo lo preleva e lo trasferisce altrove. Scuter non farà niente di tutto questo, perché sarà lo scooterista a farlo. “Proporremo offerte quali sconti, gratuità o credito di mobilità per coloro che sposteranno il ciclomotore da un punto isolato a un altro più centrale. Il nostro potrebbe essere il primo servizio di trasporto privato freemium al mondo, perché regala pezzi di tragitto in cambio di collaborazione”.

A Roma esiste un problema di vandalismo, ma Carnovale non sembra preoccupato: “I nostri veicoli non sono facilmente vandalizzabili, il mezzo è particolarmente robusto e privo di parti staccabili”.

Altra questione: la ricarica elettrica. Cosa fare quando la batteria si esaurisce? “Si passa dalle stazioni dove si sostituisce la batteria” replica il Ceo. “Stiamo stringendo accordi con soggetti quali pompe di benzina, garage ecc. ecc. per far ospitare i nostri armadi distributori di batterie. Sarò lo stesso Scuter a guidare il cliente in un percorso lungo il quale ci siano questi punti di ricarica”.

L’utente potrà anche abbonarsi al servizio tramite un rivenditore. Sul sito web (http://www.scuter.co) i clienti si possono già prenotare indicando la città di provenienza. Finora sono state registrate circa 400 iscrizioni, quasi tutte da Roma, anche perché il veicolo è stato presentato al grande pubblico durante la Maker Faire ospitata nella capitale, per quanto fosse ancora il prototipo “nudo”, cioè senza finiture ed elettronica, al quale seguirà quello commerciale.

La startup, di cui fanno parte anche Gabriele Carbucicchio e Carmine Di Nuzzo, imprenditori auto motive, e Alberto Piglia e Luca Ruggeri, entrambi con passato da manager in grandi società Consumer e IT, ha già effettuato un primo round di finanziamenti pre-seed a luglio con privati e business angel per una cifra che non intende per il momento rivelare. Ora sta per aprire un nuovo fundraising seed.

“Nel 2030 sette persone su dieci vivranno nelle città” conclude Carnovale. “Questo comporterà una crescita del livello inquinamento, ed il collasso del sistema stradale urbano, già oggi evidentemente saturo. Per risolvere questo enorme problema abbiamo creato un mezzo che non esisteva, ed un servizio di sharing di nuova logica, in grado di offrire una alternativa migliore all’utilizzo di mezzi privati per gli spostamenti cittadini”. 

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