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La storia

Rigam Engineering: «Expo? Ancora niente di fatto per le startup»

03 Giu 2015

Massimo Casalino, founder dell’impresa di estrattori di filetti di tonno, si è aggiudicato un posto nell’area startup del Padiglione Italia a Expo. «Ma a un mese dall’inizio non sappiamo ancora come e quando partecipare. Per conquistare il mercato del tonno confido più sulle mie capacità che sull’esposizione universale»

L'estrattore di tonno ideato da Massimo Casalino
La necessità, si sa, aguzza l’ingegno. Perché spesso, proprio da un bisogno nascono le idee migliori. Così è stato per Massimo Casalino, founder di Rigam Engineering, giovane azienda che progetta e costruisce nuove soluzioni di packaging per l’industria alimentare e che, grazie all’ideazione di un dispositivo per agevolare l’estrazione del tonno dal vasetto di vetro, si è guadagnato un posto nello spazio startup del Padiglione Italia di Expo. “L’esposizione universale potrebbe essere una buona occasione per farsi conoscere e stringere contatti ma, a oltre un mese dall’inizio, non sappiamo ancora nulla su come e quando partecipare” racconta l’imprenditore che è fra i 20 selezionati da Regione Lombardia e Unioncamere per partecipare all’evento in corso a Milano.

Quarant’anni, sposato, papà di due bambini, Massimo Casalino si laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano nel 2000. Lavora per qualche tempo in un’azienda locale che produce macchine per tintoria, prima di mettersi in proprio nel 2002 e creare una società che si occupa di progettazione e automazione industriale. “Un mio cliente mi aveva regalato per Natale un cesto con prodotti alimentari – racconta -. C’erano anche quattro vasetti di tonno. Di solito io compro quello in scatola, non nei contenitori di vetro. Quando li ho aperti con mia moglie, abbiamo notato che avevamo qualche difficoltà a far uscire il filetto intero senza romperlo. Da qui l’intuizione di mia moglie: ‘Tu costruisci macchine e robot di ogni tipo, perché non inventi qualcosa per estrarre il tonno dai vasetti?’”.

Massimo Casalino, founder di Rigam Engineering

“Lì per lì non ci ho fatto caso più tanto. Andando a fare la spesa, però, mi sono reso conto di una cosa: il tonno confezionato nei vasetti di vetro costa intorno a 5-6 euro, molto di più rispetto a quello in scatola. Ma perché, se poi quando lo estrai finisce in mille pezzetti, esattamente come quello in scatola? Così ho ripensato all’idea di mia moglie e mi sono messo all’opera” continua.

Nel 2010 Massimo Casalino fa il giro delle industrie alimentari per capire se potevano essere interessate al prodotto. “Hanno accolto l’idea con grande entusiasmo, ma mi hanno subito lanciato una sfida: quella del materiale e della migrazione” spiega. “In pratica, qualunque materiale che viene a contatto con sostanze alimentari rilascia delle particelle. Per legge, il limite massimo di particelle che possono essere rilasciate è di 10 milligrammi ogni decimetro quadro. Poiché la guarnizione del tappo del vasetto di vetro rilascia già 8 milligrammi di particelle, il materiale da utilizzare per il dispositivo di estrazione del tonno poteva rilasciare al massimo due milligrammi” continua. “Così ho iniziato a girare l’Europa in lungo e in largo finché ho trovato un particolare tipo di polipropilene che rispetta i limiti. Nel 2012 ho realizzato il prototipo: un cestello con bacchetta e anello superiore da inserire nel contenitore per facilitare l’estrazione; poi ho depositato il brevetto. Così è nata Rigam. Il nome non è un riferimento al prodotto ma un omaggio alla mia famiglia: Rigam sta per Riccardo e Gabriele, nomi dei mie due bambini. La m finale è l’iniziale del mio nome” spiega.

Guarda come funziona l’estrattore di tonno:

Alla fine del 2012, dunque Rigam Engineeering è fondata e si presenta come una startup che costruisce nuove soluzioni di packaging per l’industria alimentare, concentrandosi sul packaging di facile utilizzo: attraverso sistemi innovativi si creano soluzioni migliori per i produttori e per i consumatori finali. A ottobre dello stesso anno partecipa al bando indetto dalla Camera di Commercio di Como e la startup viene incubata in ComoNext. “È stato come vincere alla lotteria – continua l’imprenditore  – non solo per i 50mila euro in servizi di consulenza messi in palio dal bando, ma soprattutto perché quella è stata l’occasione in cui ho aperto gli occhi sul mondo dei bandi e delle opportunità per le startup”.

Un anno dopo, infatti, a ottobre del 2013, Rigam Engineering vince sia la competition Start Cup aggiudicandosi 10mila euro sia Start & Restart, bando indetto dalla Regione Lombardia, con il quale si aggiudica finanziamenti a tasso agevolato e 25mila euro a fondo perduto. L’ultima vittoria è quella del bando Startup per Expo, indetto sempre dalla Regione Lombardia e Unioncamere per selezionare le startup che dovrebbero essere presenti nel Padiglione Italia di Expo. Il condizionale è d’obbligo, perché, spiega l’imprenditore, “siamo tra i vincitori, ma non ci hanno ancora detto quando e come parteciperemo all’esposizione universale”, confermando quanto espresso da altre startup vincitrici dello stesso bando.

Nel frattempo, Casalino confida solo sulle proprie forze per andare avanti e stipula un contratto con una catena di supermercati, che a breve metterà in vendita il dispositivo Rigam insieme ai vasetti di tonno. “Il contratto prevede la fornitura di 120mila pezzi che sto producendo in una fabbrica in provincia di Sondrio. È un piccolo numero se consideriamo che in Italia vengono venduti 25 milioni di vasetti di tonno ai quali vanno aggiunti quelli venduti all’estero. Spero però che sia l’inizio per farmi conoscere in Italia e poi anche in Spagna e negli Stati Uniti” spiega.

L’obiettivo, infatti, è approdare sia sul mercato europeo che su quello americano con una novità: “Al dispositivo per agevolare l’estrazione di prodotti in filetti voglio aggiungere la macchina per inserire in modo automatico l’estrattore. Così sarà un prodotto completo” conclude.

Ma prima di lasciarlo andare non possiamo non fargli una domanda: “Alla fine, alla moglie è piaciuto l’estrattore?”. “Sì, le è piaciuto – confessa – e, se all’inizio di questa avventura le dicevo sempre che era colpa sua se avevo intrapreso questa strada, ora le attribuisco ogni merito”.

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