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Grande distribuzione

Open innovation, lo stagista di Leroy Merlin che fa la startup in azienda

06 Set 2016

La catena commerciale francese ha consentito a un “alternant” (studente-lavoratore) di sviluppare un proprio progetto durante l’orario di lavoro. Lui spera di diventare partner dell’azienda. Che intanto ha stretto accordi con un’altra startup, Frizbiz, una piattaforma per lo scambio lavoretti tra privati

Aurelien De Nunzio
Un giovane di 23 anni che in una grande azienda non solo trova l’opportunità di mettere in pratica i propri studi e di lavorare, ma anche di creare la sua startup: accade in Francia, lui si chiama Aurélien de Nunzio e l’azienda è Leroy Merlin, nota catena francese della grande distribuzione specializzata in bricolage e fai-da-te, edilizia, giardinaggio, decorazione e arredo bagno.

Ancora ventenne, Aurélien conduce una tripla vita: studente, “alternant” (sorta di studente-lavoratore, una figura prevista in Francia e non contemplata in Italia) e startupper. Questo perché il datore di lavoro, Leroy Merlin, ha deciso di consentirgli di sviluppare la propria idea di startup nei suoi uffici. Una sorta di open innovation nata da relazioni personali e fiducia nelle capacità e nello spirito imprenditoriale di un collaboratore in erba. E non certo l’unica attività di open innovation della grande catena francese, che ha avviato un’analoga collaborazione con un’altra startup, Frizbiz.

Ma vediamo prima la storia di De Nunzio, un ragazzo che è sempre stato interessato al settore dell’edilizia: dopo aver conseguito un diploma di un istituto professionale per imparare a diventare pittore decoratore di ambienti ed edifici, comincia un Bac che prevede l’alternanza scuola-lavoro: in pratica studia e allo stesso tempo è impiegato presso una società di decorazione di interni di alto livello. Conseguito il baccalaureato nel 2012, entra in quella stessa impresa, ma già un anno dopo decide di riprendere gli studi per acquisire ulteriori competenze: “Volevo passare – dice – dalla fase operativa che già conoscevo bene a quella di progettualità”. Perciò si iscrive a un BTS “Studi ed economia della costruzione” e parallelamente comincia a ragionare su un proprio progetto d’impresa.

Ma non è ancora soddisfatto. A settembre 2015 si iscrive al Bachelor in Business Administration di Edhec, un istituto commerciale di Lille. E lì diventa alternant. Il lavoro “en alternance” è una modalità che non esiste in Italia: consiste nel lavorare e nel frattempo ricevere una formazione. In pratica ci si iscrive a una scuola, che si frequenta una settimana al mese (o 2 giorni a settimana), mentre nel resto del tempo si lavora presso un’azienda che ha preso accordi con la scuola. Lo stipendio è circa 80% dello Smic (Salario minimo garantito, pari a circa 1200 euro) e contestualmente si ottiene una formazione gratuita nel campo prescelto.

Diventare “alternant” ha significato la svolta nella (ancor breve) esistenza di Aurélien: la sua alternanza prevedeva una settimana a scuola e tre in impresa. E l’impresa era appunto Leroy Merlin, dove si doveva occupare di e-commerce e in particolare dell’analisi dei siti dell’azienda.

Lui però fa un passo in più. Invece di restarsene tutto il giorno chiuso nel suo ufficio di “alternant” davanti al suo computer a leggere statistiche, decide di inviare un messaggio di invito su Linkedin al direttore finanziario di Leroy Merlin per accennargli al suo progetto d’impresa. Quello risponde calorosamente e lo invita a un colloquio di lavoro. “È stato un incontro estremamente positivo – rivela – con una persona molto aperta su questioni come l’innovazione e l’imprenditoria. Ha letto il mio cv e mi ha detto che era interessato al mio progetto di startup. Non solo: ha assicurato che avrei avuto la possibilità d svilupparlo con il mio co-fondatore all’interno della nuova sezione dell’azienda chiamata ‘Imprenditorialità e innovazione’”.

Dopo qualche altro incontro con i dirigenti, il francese ha firmato il contratto e reindirizzato il suo ruolo di “alternant” verso il progetto “Permettez-moi de construire”, “Permettemi di costruire”. Il servizio sul quale sta lavorando punta a permettere ai privati di ottenere facilmente le autorizzazioni pubbliche necessarie a realizzare i propri progetti grazie a una rete nazionale di facilitatori. “Il mio obiettivo – conclude il giovane – è utilizzare questi due anni di alternanza per fare in modo che la mia startup divenga uno dei servizi partner di Leroy Merlin, proposti tra i vari servizi offerti dall’intera catena”.

Come dicevamo, questo non è l’unico caso di startup sulle quale ha messo gli occhi Leroy Merlin. L’azienda sembra aver ben compreso che oggi, per proporre soluzioni innovative ai propri clienti, può essere utile esplorare e trarre reciproci vantaggi dal mondo della nuova imprenditorialità. Perciò ha stretto un accordo con la startup francese Frizbiz, che si occupa di individuare persone in grado di aiutare i clienti della  grande catena commerciale a fare bricolage: in pratica Frizbiz, lanciata nel 2013 presso la piattaforma comunitaria web Euratechnologies, mette in contatto privati per realizzare lavoretti. Questo modello di business si chiama anche gig economy e non è una novità assoluta. La novità è che Leroy Merlin ha deciso di integrare i servizi della startup con i propri dal 2015. Ha realizzato test in tre magazzini in Francia e ora il servizio è in fase di sviluppo in altri 125 presso i luoghi fisici e sul sito web del gruppo.

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