N26, storia e obiettivi della prima banca mobile first | Economyup
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Fintech

N26, storia e obiettivi della prima banca mobile first



La startup tedesca, fondata nel 2014, che deve il suo nome al cubo di Rubik, ha raccolto oltre 50milioni di dollari e ha 300mila clienti in Europa. Permette di aprire e gestire un conto solo con lo smartphone. E presto proporrà anche in Italia, dove conta di raggiungere 50mila utenti entro il 2017, investimenti e credito al consumo.

di Fabrizio Marino

01 Giu 2017


Una banca tutta dentro lo smartphone. E così per aprire un conto, inviare e ricevere denaro, effettuare pagamenti e gestire le proprie finanze in qualunque momento, basta utilizzare un’app. È l’innovazione di N26, startup tedesca fondata da Valentin Stalf e Maximilian Tayenthal (inizialmente conosciuta come Number26) con sede a Berlino, che sta portando l’ennesima ventata di novità nel mercato dei servizi finanziari. Tanto che nel giro di qualche anno dalla sua nascita, nel 2014, ha già raggiunto oltre 300mila clienti in Europa, e ottenuto il secondo maggior finanziamento nel settore fintech in Germania. Ben 40 milioni di dollari, per un Series B, sono arrivati, a luglio 2016, dal fondo d’investimento di Hong Kong Horizon Ventures. Stesso periodo in cui la Federal Supervisory Authorithy (BaFin) e la Banca Centrale Europea hanno concesso la licenza bancaria completa, per operare in tutta Europa, a quella che possiamo definire una vera e propria banca mobile first.

Non suonerà strano quindi che il CEO Valentin Stalf intraveda nell’Italia (tra gli Stati con il maggior tasso di utilizzo dello smartphone in Europa), uno dei contesti in cui sviluppare al meglio il suo business. Ecco perché lo scorso maggio, dal palco della manifestazione Blast 2017, ha annunciato la nomina di Matteo Concas come General Manager Italia della società. Sebbene non si tratti di una novità – N26 è presente in Italia da gennaio 2017, ma inizialmente i risultati non sono stati quelli sperati – ora la voglia di puntare forte sul mercato italiano sembra davvero concreta. «Abbiamo creduto in questo progetto fin dall’inizio soprattutto perché riteniamo che sia necessario un ecosistema di avvio nella regione mediterranea»,  – ha detto Valentin Stalf dal palco della manifestazione. «Roma e l’Italia in generale sono lo scenario perfetto per l’espansione internazionale di N26. Con la sua storia millenaria e la bellezza naturale, gli italiani amano godersi la loro vita in viaggio. Per questo motivo il nostro prodotto ha sperimentato una tale grande domanda nei mesi scorsi, raccogliendo l’adesione di oltre 10mila clienti».

Peraltro N26 incuriosisce già a partire dal nome. Apparentemente criptico, ma che in realtà un senso ce l’ha. Almeno nella mente del suo fondatore. La “N” sta infatti per “Numbers”, visto che si ha che fare con i numeri. Mentre il “26” rappresenta il numero delle facce del cubo di Rubik: «Così come è necessaria una strategia adatta per risolvere il cubo di Rubik, allo stesso modo bisogna attuare una strategia per scegliere la banca più adatta a soddisfare le tue esigenze».

Ma quali esigenze soddisfa N26? L’utilizzo di questo servizio consente all’utente di aprire un conto (in maniera gratuita) direttamente via smartphone e in pochissimo tempo (otto minuti secondo chi l’ha provato). Una volta effettuata questa operazione, si riceve direttemente sul cellulare l’IBAN, che si attiva all’istante. Mentre l’autenticazione della persona avviene tramite una video chiamata (effettuabile anche da smartphone). A questo punto occorrerà aspettare solo qualche giorno per ricevere la Mastercard associata al conto, e il gioco è fatto. L’utilizzo di un conto N26 permette di accedere, poi, a una serie di servizi digitali: da Transferwise, per effettuare bonifici internazionali, a Moneybeam per inviare e ricevere denaro tramite SMS a tutti i contatti della rubrica. In più attivando l’offerta premium, si potrà richiedere N26 Black (al costo di 5,90€ al mese) una carta che associa al conto una polizza assicurativa offerta dal gruppo Allianz e che di solito viene fatta pagare molto di più dalle banche tradizionali. Nell’offerta è compresa anche un’assicurazione di viaggio, una sul furto dello smartphone, oltre al rimborso del contante rubato fino a 4 ore dal prelievo (con la carta di debito) in Italia o all’estero. La vera novità rispetto ad altri modelli di banca mobile comunque resta la mancanza totale di filiali e l’indipendenza dai grandi gruppi del settore finanziario.

Tuttavia i vantaggi offerti da N26 potrebbero crescere ancora, e in futuro, specialmente per il mercato italiano, non è escluso l’arrivo di importanti novità: «Il conto corrente e la Mastercard sono solo l’inizio – ha dichiarato Matteo Concasin in una recente intervista a Startupbusiness – siamo qui per cambiare radicalmente il mercato italiano del retail banking, e lo faremo offrendo prodotti completamente digitali che si trovano a un solo clic di distanza. Nel corso del prossimo anno offriremo ai nostri clienti italiani la stessa gamma di prodotti attualmente disponibili in Germania, come il credito al consumo in tempo reale o gli investimenti. L’Italia è ormai un mercato fondamentale per N26 con ottime potenzialità: per questo vogliamo raggiungere almeno 50mila clienti entro la fine dell’anno».

D’altra parte a testimoniare la validità del progetto N26 è soprattutto la fiducia accordata dagli investitori. Che, in poco più di due anni, hanno investito oltre 50 milioni di dollari sulla startup berlinese. Tra questi figurano nomi di spicco come, ad esempio, Peter Thiel co-fondatore di PayPal e Zalando, nonché uno dei primi investitori di Facebook; oltre a Li Ka Shing, imprenditore cinese, tra gli uomini più ricchi del mondo, fondatore di Horizon Ventures.

Fabrizio Marino

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.