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Luiss Enlabs a caccia di spazi e capitali

25 Feb 2014

Il founder Luigi Capello: “A Roma ci sono 300mila studenti, servono locali più ampi, anche perché puntiamo ad attrarre giovani da tutta Europa”. E intanto LVenture Group, holding che finanzia l’acceleratore, prevede un aumento di capitale entro il 2014

Luiss Enlabs ha intenzione di espandersi: più metri quadrati (gli attuali 2000 a Stazione Termini non bastano più), partecipanti da tutt’Europa e più capitali.

Lo dice a EconomyUp Luigi Capello, che è founder di Luiss Enlabs e founder e ceo di LVenture Group, holding di Venture Capital quotata alla Borsa di Milano. In pratica LVenture Group finanzia direttamente l’acceleratore “Luiss Enlabs – la fabbrica delle startup” nato nel 2013 e già diventato una realtà importante per i giovani aspiranti imprenditori di Roma ma anche del resto d’Italia.

Ma l’intenzione è fare sempre di più. “Nella capitale ci sono circa 300mila studenti, un bacino enorme e significativo” dice Capello. Innanzitutto l’idea è di “allargarsi” fisicamente: i locali open-space di Luiss Enlabs all’interno della Stazione Termini sono ben arredati e piacevoli da frequentare, con gabbiotti in vetro dove i team di startupper si riuniscono per lavorare e un paio di sale più ampie dedicate a incontri e conferenze con i big dell’hi-tech e delle Internet companies che spesso e volentieri sono ospiti della struttura. L’ultimo in ordine di tempo è stato un grande come Vint Cerf, considerato uno dei padri di Internet e oggi vice presidente di Google.

Ma è evidente che servono almeno qualche migliaio di metri quadrati in più, che forse potrebbero essere ricavati dai locali attigui. “Guardiamo alla Francia – dice Capello – dove Xavier Niel, guru francese degli imprenditori delle telecomunicazioni, miliardario e co-proprietario del quotidiano Le Monde, finanzia un progetto per creare il più grande incubatore di startup del mondo, 322.917 metri quadrati di aree di co-working e altri spazi di lavoro ricavati da alcune delle gallerie di una stazione ferroviaria in disuso. Oppure guardiamo a Boston dove si tiene Startup Challenge, una gara di sei settimane per startup nella fase seed: sfornano 120 startup all’anno, noi 12. Noi dobbiamo arrivare ad almeno 20 all’anno e orientarci su alcuni verticali, ad esempio il settore finanziario”.

Anche perché l’intenzione di Capello è attrarre startupper dall’Europa. “Attualmente peschiamo da tutta Italia, ma vorremmo riuscire un giorno ad attrarre giovani europei. Però per farlo dobbiamo fare un salto culturale anche noi, quindi svolgere tutte le attività in inglese e avere più advisor internazionali. Uno dei nostri partner sta attivando una joint venture con un acceleratore europeo in modo da avviare in maniera soft questo approccio”.

Per fare tutto questo c’è bisogno di capitali. E infatti il Consiglio di Amministrazione di LVenture Group ha approvato lo scorso 17 febbraio il budget 2014 e il piano industriale 2015-2017 che prevede, tra le altre cose, un aumento di capitale, in fase di studio, entro il 2014. Gli altri punti previsti dal piano sono il raggiungimento, al termine del periodo di riferimento 2015-2017, di un portafoglio di partecipazioni in 59 start up nel settore delle tecnologie digitali per un valore complessivo di investimenti pari a circa 11 milioni di euro e il conseguimento di un risultato netto atteso compreso tra i 3 e i 4 milioni di euro nel 2017.

Quanto ai tempi per realizzare i progetti, Capello non ha dubbi: “Il nostro motto è do it now, fallo subito. Perciò si comincia da oggi”.

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