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La storia

Le scarpe made in Italy, e low cost, ma solo per americani

21 Apr 2015

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La passione Usa per la moda italiana è nota. Così Ben Fischman ha fondato M.Gemi, un sito e-commerce di calzature da donna che uniscono qualità, esclusività e prezzo-convenienza, dove si può comprare solo dagli Usa. In soli nove mesi, la startup ha ottenuto finanziamenti per 14 milioni di dollari

Si può trovare il giusto equilibrio tra qualità-esclusività e prezzo-convenienza? M.Gemi, il nuovo sito di e-commerce di scarpe da donna completamente made in Italy, ci sta provando. Tutti i prodotti provengono da piccole fabbriche artigianali sparse per l’Italia e coordinate dai quartieri generali di Firenze e Boston. Per il momento il sito è rivolto soltanto ai clienti statunitensi e non si hanno notizie di un eventuale ampliamento dei mercati di riferimento. Il fondatore di M.Gemi è Ben Fischman, un nome noto nel settore startup ed e-commerce, già ideatore di altri due siti di commercio online, Lids e Rue La La, che questa volta ha puntato sulla passione degli americani per la moda italiana e ha cercato di rendere più accessibili i prodotti esclusivi dell’artigianato calzaturiero. Il nome del sito deriva dall’abbreviazione di Maria Gangemi, siciliana di nascita, alla quale è stata affidata la direzione commerciale, già responsabile della divisione footwear per Rue La La, con precedenti esperienze in campo di design e merchandising nel settore del lusso e delle calzature artigianali.

Tagliando le spese di intermediazione, M.Gemi promette di mantenersi in un range di prezzo tra i 128 e i 298 dollari, senza rinunciare a materiali di elevata qualità, come la pelle Saffiano, e alla ricerca stilistica. Ogni lunedì viene riassortito il catalogo, seguendo la tendenza del “fast fashion” e cercando di limitare la contraffazione. Il sito offre anche un metodo di misurazione della conformazione del piede, in modo che quando si trova la scarpa giusta si possono scegliere altri modelli con la stessa forma.

Dopo soli nove mesi di vita, la startup ha ottenuto circa 14 milioni di dollari, con un round di finanziamento di Serie A guidato da General Catalyst (nel quale lo stesso Fischman ha ricoperto il ruolo di entrepreneur-in-residence), affiancato da Forerunner Ventures e da Breakaway Ventures. M.Gemi è soltanto il primo progetto nato da Launch, una specie di “fabbrica di startup”, fondata dallo stesso Fischman insieme con il suo collega di Rue La La, Ted McNamara, che vuol posizionarsi a metà strada tra incubatore e venture capital. Ogni anno Launch selezionerà poche iniziative, come scrive sul sito web, considerate rivoluzionarie per il settore commerciale del futuro, e cercherà non soltanto finanziamenti ma contatti e supporti per aiutare le buone idee a trasformarsi in business di successo.

M.Gemi sta cercando il suo spazio in quella nicchia di mercato nella quale la qualità non è sinonimo di prezzo alto. “Siamo partiti dalla convinzione – spiega il fondatore – che se una donna voleva comprare un bel paio di scarpe made in Italy doveva spendere tra i 500 e i 2000 dollari. Ma negli ultimi anni abbiamo visto tantissime aziende di scarpe spostare la produzione all’estero, magari in Asia. Quelli che sono rimasti in Italia appartengono alla categoria lusso, ma con prezzi così alti le donne non comprano o comprano sempre meno. Noi abbiamo individuato uno spazio bianco per noi”. Tagliando i costi intermedi, come quelli degli showroom, e vendendo direttamente ai consumatori, sono riusciti ad abbassare i prezzi. Anche le piccole fabbriche artigiane traggono vantaggio dalla vendita diretta produttore-consumatore perché hanno accesso a un mercato grande come quello statunitense con possibilità di scalare il modello.

 

 

 

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di Annalisa Lospinuso

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