Automotive

La startup universitaria di maggior successo nel 2015? Abinsula

Fondata nel 2012 ed incubata presso il Cubact dell’Università di Sassari, ha vinto l’Italian Master Startup Award 2016, attribuito a giovani imprese generate dalla ricerca accademica con risultati comprovati sul mercato. È specializzata in architetture di infotainment per l’industria automobilistica

Pubblicato il 13 Mag 2016

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Una startup impegnata (tra le altre cose) nello sviluppo di software per il mondo automotive è stata incoronata come la N.1 tra quelle che, nate in ambito accademico, sono riuscite a ottenere concreti risultati di mercato.

Si chiama Abinsula, è stata fondata nel 2012 ed incubata presso il Cubact dell’Università di Sassari, e si è aggiudicata il 12 maggio scorso la 10° edizione del premio più atteso dal mondo delle giovani imprese generate dalla ricerca accademica, ovvero l’Italian Master Startup Award.

Promosso da PNICube, Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition accademiche italiane, e organizzato quest’anno in collaborazione con Enne3, l’Incubatore d’imprese dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, l’Italian Master Startup Award è l’unico premio su base nazionale che va a riconoscere gli effettivi risultati conseguiti dalle startup nate in ambito accademico nei loro primi anni di vita. Non solo prospettive, potenziale di business e carica innovativa, quindi, ma risultati concreti, “consacrati” dalla risposta del mercato.

La cerimonia di premiazione, che si è tenuta presso la sede dell’Associazione degli Industriali di Novara, è stata anticipata da una fiera espositiva e da un’animata sfida tra le 12 imprese finaliste, tutte ad alto impatto tecnologico, che in brevi pitch hanno illustrato a una qualificata giuria e alla platea percorso fatto e obiettivi futuri.

La vincitrice si porta a casa – oltre a un premio di 5.000 euro che destinerà ad una borsa di studio per neolaureati intenzionati ad avvicinarsi all’open source in ambito professionale – anche la possibilità di accedere a riconoscimenti prestigiosi come il Premio dei Premi, promosso dal Governo Italiano, e il Premio Leonardo Startup.

“Il vero riconoscimento è saper crescere sul mercato – ha commentato Marco Cantamessa, Presidente di PNICube – ma è comunque importante premiare questo successo pubblicamente e dimostrare che le startup non sono solo una bella promessa, ma anche l’adempimento di questa promessa. È il segnale che hanno il potenziale di contribuire concretamente al cambiamento del tessuto industriale e alla prosperità del nostro Paese. Come associazione PNICube stimiamo che il sistema della ricerca pubblica contribuisca alla nascita del 20-25% circa delle startup innovative italiane, ponendosi quindi tra i principali protagonisti di questo importante fenomeno di cambiamento”.

Come è nata e come funziona Abinsula – Con sedi operative a Sassari, Cagliari e Torino, è cresciuta dal 2012 in maniera costante. Oggi è un’impresa riconosciuta nel mondo automotive per la sua capacità di innovazione tecnologica. Specializzatasi nella realizzazione di architetture di infotainment per l’industria automobilistica, sta estendendo il suo campo di attività anche al settore industriale, avio e medicale. Conta su un team di 50 ingegneri e risulta una fra le prime startup innovative italiane in termini di fatturato e numero dipendenti. Abinsula lavora nel campo dei sistemi embedded e basa le sue soluzioni su due prodotti: “Ability”, sistema operativo open source per dispositivi elettronici (con applicazione nei settori automotive, industriale, elettromedicale e per i moderni sistemi di posizionamento di precisione) e “Split”, piattaforma IoT (Internet of Things), nella quale le 3 divisioni di Abinsula (Embedded, Web Mobile, Cyber Security) lavorano insieme, fornendo ed integrando fra loro le competenze chiave dell’azienda. Abinsula fornisce inoltre consulenza specializzata a importanti player del mercato automotive – Magneti Marelli, FCA, BMW, PSA, Continental, CNHi, Tata Motors – aiutandoli a portare innovazione nei loro prodotti. “Siamo contenti che quest’anno a Novara il Premio sia ospitato dagli industriali – ha commentato Lorenzo Lener, Direttore Enne3 – perché questo ci dà la possibilità di mettere in luce la grande sinergia e compatibilità tra le startup innovative e le piccole e medie imprese italiane; le prime capaci di immettere innovazione nel sistema e attrarre nuovi investitori, le seconde con la capacità di leggere il mercato e fare internazionalizzazione.”

Italian Master Startup Award 2016 ha inoltre visto l’assegnazione dei seguenti Premi Speciali

UniCredit Start Lab, consegnato da Francesca Perrone, Head of Territorial and Sectorial Development Plans di Unicredit, a Bilimetrix e Sòphia High Tech, che saranno seguite dalla Startup Academy di Unicredit attraverso mentoring, coaching, relationship managers e business meetings.

Franci@ Startup, messo a disposizione dall’Ambasciata di Francia in Italia. Il premio, volto a sviluppare contatti e opportunità oltralpe, prevede un soggiorno in Francia per incontrare gli attori dell’innovazione ed è stato assegnato da Tiffany Ziller, Addetta alla Ricerca e Innovazione dell’Ambasciata di Francia, a Biotechware.

UK Trade & Investment, messo in palio dall’Ambasciata del Regno Unito in Italia, offre la partecipazione gratuita alla “London Technology Week”, nell’ottica di un possibile sviluppo dell’azienda da una base UK, ed è stato conferito a JobYourLife dal delegato Shannon Little, Investmente Adviser di UKTI.

La giuria – Una composizione ricca, quella della Giuria dell’Italian Master Startup Award, che ha visto esprimere il proprio verdetto esperti provenienti dal settore del business angel investing e da quello dell’early stage venture capital, aziende e banche presenti sul territorio nazionale. Ecco chi sono i giurati dell’IMSA 2016: Francesca Perrone di Unicredit StartLab, Andrea Ceci di CRIT, Raffaella Ghizzoni di Siemens, Silvano Mottura di Gruppo Ebano, Roberto Francoli di AIN (Associazione Industriali di Novara), Nicola Redi di Vertis SGR, Diana Saraceni di Panakès SGR, Davide Turco di Intesa Sanpaolo, Maria Cristina Fenoglio Gaddò di IAG, Antonello Saccomanno di AIFO, Luca Canepa di IBAN e Mario Scuderi di Invitalia Ventures.

CHI SONO I VINCITORI

BILIMETRIX: società del settore biomedicale nata nel 2012 come spin-off dell’Università di Trieste, il cui obiettivo è la creazione e la commercializzazione di dispositivi biomedicali a basso costo in campo. Ha sviluppato il “Sistema Bilistick”, uno strumento che, attraverso la determinazione della bilirubina totale nel sangue dei neonati, permette la diagnosi rapida di ittero neonatale severo, una condizione che, se non trattata per tempo, può causare danni neurologici permanenti. Bilistick è un sistema di tipo “Point of Care” capace di misurare la concentrazione di bilirubina totale da una goccia di sangue.

BIOTECHWARE: nato ufficialmente a febbraio 2011, il progetto ha in realtà preso vita nel 2008 ed è ospitato all’interno dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino. Ha sviluppato CardioPAD Pro, dispositivo medico professionale a 12 derivazioni per la registrazione di elettrocardiogrammi (ECG) e successivo invio automatico del tracciato mediante rete UMTS o connessione WiFi. I dati raccolti vengono inviati a un centro servizi, accessibile tramite web, per la gestione e refertazione dei tracciati e per l’accesso ai dati storici. Il tracciato registrato nel punto di acquisizione viene visionato dal polo cardiologico di riferimento per la refertazione direttamente su piattaforma cloud, e successivamente inviato al paziente nella modalità da lui prescelta. Il prodotto sta per essere commercializzato anche in Francia e USA.

JOBYOURLIFE: fondata nel 2012 e incubata in PoliHub – Politecnico di Milano, aiuta le persone a trovare il loro lavoro ideale. Grazie all’inversione tra domanda e offerta di lavoro, infatti, sono direttamente le aziende a mandare agli iscritti di Jobyourlife (1 milione di registrati) vere e proprie proposte di colloquio che i candidati, a loro volta, possono accettare o rifiutare. JobYourLife utilzza un motore di ricerca semantico – legato alla geolocalizzazione dei CV – per creare il matching perfetto tra azienda e candidato.

SÒPHIA HIGH TECH: nata in seno all’Università degli Studi di Napoli nel 2013, l’azienda progetta e commercializza attrezzature e macchine standard e speciali per eseguire test meccanici su materiali innovativi, come i materiali compositi. Sòphia perfeziona ed ottimizza fixtures esistenti riprogettandole ad hoc. A partire da quest’anno Sòphia si è aperta alla stampa additiva per metalli.

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Redazione EconomyUp
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