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Europa digitale

La legge sul geo-blocking che salverà le startup dell’ecommerce

07 Lug 2016

Dal 25 maggio la Commissione Europea ha avanzato una proposta di regolamento sulle misure di impedimento legate al commercio elettronico in Europa. L’obiettivo è la creazione del mercato unico europeo in ambito digitale

Avete mai sentito parlare di geo-blocking? Si tratta dell’impossibilità di accedere a specifici contenuti della rete a causa di sistemi quali ad esempio il “re-indirizzamento” ad un altro sito, o l’applicazione di differenti condizioni di accesso a prodotti o servizi online. Dal 25 maggio la Commissione Europea ha avanzato una proposta di regolamento sul “geo-blocking” e altre misure di impedimento legate al commercio elettronico in Europa. L’obiettivo della proposta è la creazione del mercato unico europeo in ambito digitale.

Il geo-blocking, tra l’altro, crea non pochi danni alle piattaforme di e-commerce, che vedono frenare l’acquisto online di prodotti nonché la fornitura di servizi nazionali all’interno dell’Unione. E i danni colpiscono anche startup e pmi che operano nel settore.

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Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

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