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Il progetto

#ItalyFrontiers, la vetrina di Pmi e startup innovative

11 Nov 2015

Gratuita, personalizzabile e in versione bilingue: è online la nuova piattaforma istituzionale voluta da Mise, Giovani di Confindustria e Infocamere per le neo imprese di casa nostra che puntano su innovazione e internazionalizzazione

Valorizzare le eccellenze italiane che hanno raccolto la sfida dell’innovazione e sostenerne la competitività sui mercati internazionali. Questo lo spirito di #Italy Frontiers, la “casa digitale” di startup e pmi disponibile sul sito http://startup.registroimprese.it, in versione italiana e inglese. La piattaforma, gratuita e aperta a tutte le realtà imprenditoriali caratterizzate da un’idea di “business 2.0”, consentirà a investitori e acquirenti di individuare l’azienda più adatta alle proprie esigenze, attraverso un motore di ricerca interno programmato per attività, area geografica, classe dimensionale (fatturato, capitalizzazione, addetti) e addirittura , nel in caso di imprese tradizionali intenzionate ad investire su particolari settori, importo dell’eventuale esigenza di finanziamento.

Un progetto ambizioso, questo, nato cinque mesi fa dalla sinergia tra Ministero dello Sviluppo Economico, Gi

ovani Imprenditori di Confindustria e Unioncamere, e messo a punto da Infocamere, la società che gestisce il patrimonio informativo delle Camere di Commercio. «Questa è molto più di una semplice vetrina – ha dichiarato Stefano Firpo, DG per la Politica Industriale, la Competitività e le PMI del MISE. Si tratta di un’occasione concreta per creare occasioni di collaborazione fra unità imprenditoriali e stimolare opportunità di profitto nelle filiere produttive. Dal mero espletamento di adempimenti burocratici, l’iscrizione alle sezioni speciali del Registro delle Imprese dedicate a startup e pmi innovative si concretizza in un servizio aggiuntivo per i fruitori, che colgono l’opportunità di crescere e farsi conoscere». Ai dati delle startup già presenti nel Registro delle Imprese e soggette a regime di pubblicità, infatti, #Italy Frontiers cumula un pacchetto informativo interamente gestito dall’azienda, che avrà a disposizione una scheda di autopresentazione personalizzabile. Alla base del progetto, una fruibilità immediata e gestibile.

«Le startup possono caricare autonomamente il proprio patrimonio dati, con visure allegate, senza dover accedere tramite registrazione con user o password. A garanzia della veridicità e certezza delle informazioni fornite, basterà la firma digitale del rappresentante legale», ha spiegato Paolo Ghezzi, DG di Infocamere. Nello spazio dedicato, e a seconda delle peculiarità di ciascuno, sarà possibile inserire tag identificativi e autodescrittivi in linea con gli ultimi trend dell’avanguardia (ad esempio #BigData, #Cleantech), video illustrativi, descrizioni dei servizi offerti e delle competenze del team, link ai diversi profili social, indicazioni sul target di riferimento. E ancora: mission d’impresa, prospettive future e policy di vario tipo. «In tal senso, l’innovazione è il motore dello sviluppo. Alimentare la fabbrica delle idee creative è indispensabile per accelerare il processo di modernizzazione in atto nel nostro Paese. L’Italia conservatrice, cieca alla modernizzazione, non può avere futuro», ha commentato il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.

Dello stesso avviso Marco Gay, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria: «Imprese scarsamente connesse in rete e fra loro rispondono a un’idea del passato che penalizza incredibilmente le risorse produttive dell’Italia. #Italy Frontiers è una chance d’integrazione tra manifattura tradizionale e digitalizzazione d’avanguardia. La piattaforma favorisce contaminazioni e open innovation tra i marchi storici della nostra imprenditoria e il futuro rappresentato dalle startup innovative, che possono dare nuova linfa al made in Italy nel mondo». Uno strumento, insomma, di cui avvalersi sia in fase di lancio che per moltiplicare le occasioni d’incontro con finanziatori nazionali ed esteri. Non solo: la vetrina on line delle startup consente loro di “fare sistema”, di affrontare compatte le insidie della contraffazione e della concorrenza sleale, soprattutto in fatto di made in Italy. «L’ecosistema delle startup e pmi innovative – ha concluso Stefano Firpo del MISE – è ancora estremamente frammentato nel nostro tessuto produttivo, ma è una dimensione operativa dai risultati vincenti. Sono quasi 5.000 le aziende innovative che, fra dipendenti e soci, hanno una ricaduta occupazionale pari a circa 22.000 posti di lavoro, con fatturati che nel 6% dei casi esaminati superano i 500.000 euro annui. Riunire queste imprese significa dar loro il senso d’appartenenza a un ‘club’ di eccellenze supportate da normative favorevoli e incentivi culturali che promuovano qualità e talento, in linea con una politica industriale nazionale che premia i migliori e stimola il progresso». In tal senso, la recente Expo milanese ha fatto scuola.

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