"Ho spiegato a Matteo che il software può diventare made in Italy nel mondo" | Economyup
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Il tour di Renzi in Silicon Valley

“Ho spiegato a Matteo che il software può diventare made in Italy nel mondo”

23 Set 2014

Cosimo Palmisano, fondatore di Ecce Customer e socio di Decisyon, è uno degli imprenditori italiani che hanno incontrato il premier durante la visita alla San Francisco Bay: “Gli ho suggerito di creare le condizioni per far sì che le startup diventino multinazionali con il cervello e il cuore in Italia e il portafoglio in America”

Cosimo Palmisano, founder di EcceCustomer e VP di Decisyon
Un’occasione imperdibile. Così molti degli imprenditori italiani in Silicon Valley hanno considerato l’opportunità di parlare di futuro e innovazione con il premier. Cosimo Palmisano è uno di questi. Il founder di Ecce Customer e socio della ex startup milionaria di Latina Decisyon, ha raccontato a Renzi “la storia di come Decisyon e la mia strada si siano incrociate e come abbiamo fatto a raccogliere 40 milioni di dollari da fondi americani facendo software in Italia”.

Invitato dal console Battocchi, Palmisano é salito su un aereo alla volta della California apposta per incontrare Renzi in Silicon Valley: “La cosa buffa è che questo incontro non è avvenuto dove entrambe viviamo, ma a San Francisco”.

Palmisano è stato invitato, quindi, per raccontare la sua storia. E così ha fatto: “Questo avvenimento al quanto anomalo ha un filo conduttore ed è dovuto al fatto che la mia strada e quella di Decisyon si sono incrociate in quel della Silicon Valley nel ‘lontanissimo’ 2009”. Lui, borsista BEST con un sogno sotto forma di business plan chiamato Ecce e Franco Petrucci, imprenditore di prima generazione con la volontà di espandersi negli Stati Uniti con la sua Decisyon. “Come gli altri relatori presenti all’incontro di ieri con il primo ministro – racconta – gente che come me ha viaggiato tanto, ha studiato tanto e ha deciso di investire nella propria idea magari lasciando il proprio lavoro a tempo indeterminato”.

Ciò che distingue Palmisano dagli altri è la scelta di tornare in Italia: “Finito il mio percorso di borsista Fulbright Best, ho seguito Franco Petrucci e con il suo team abbiamo deciso di investire in una idea innovativa che rivoluzionasse il modo di prendere decisioni in azienda unendo due paradigmi complementari”. Il primo, quello di Decisyon, è di trasformare i processi decisionali aziendali in processi collaborativi basati sul dato; il secondo, quello di portare il dato dei social network all’interno dei database aziendali per migliorare a 360 gradi la relazione che le aziende hanno con i loro clienti.

“Ho spiegato anche a Matteo – in California dare del tu è d’obbligo – che la vera ragione della nostra collaborazione non era soltanto una mera compatibilità tecnologica e di business ma soprattutto la visione di voler fare diventare il software un pezzo rilevante del made in Italy nel mondo”. Decisyon ha infatti investitori americani e 100 clienti in 11 paesi diversi: “Invece il nostro sviluppo tecnologico è tutto in Italia, a Latina, con sviluppatori ed ingegneri di valore elevatissimo. L’altra cosa incredibile è che ora abbiamo i primi clienti in US e ci sono 20 manager negli Stati Uniti che lavorano per costruire il mercato più complesso ed allo stesso tempo più grande per una azienda di software”.

Per cui, oltre a suggerire a Matteo di fare tutti gli sforzi necessari per aggiungere altre lettere alle 3F del made in Italy (fashion, food e furniture), l’imprenditore ha provato a lanciare una provocazione mascherata da suggerimento: “Bisogna fare in modo che grandi investitori stranieri con fondi importanti possano venire in Italia e trovare le condizioni ideali per investire e far diventare le nostre startup delle multinazionali. Non è certo una missione semplice ma se non cambiamo il modo in cui veniamo percepiti dagli investitori le nostre startup rimarranno tutte allo stato embrionale o espatrieranno, non alimentando il modello duale, come chiamato da Renzi, in cui il cervello ed il cuore sono Italia ed il portafoglio in America”.

Infine Palmisano ha “fatto affidamento alla saggezza pugliese” e ha concluso in dialetto stretto, per essere più efficace: “Se uno vuol lavorare, l’America è ovunque”. Quasi un monito. Che Renzi debba iniziare a dialogare con le aziende in Italia e a apportare cambiamenti concreti qui, oltre a farlo oltre Oceano?

di Giulia Cimpanelli

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