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Classifiche

Ecco le prime 10 startup miliardarie nel mondo

27 Feb 2015

Nella top ten del Wsj ci sono 7 statunitensi e 3 asiatiche. Campi d’azione: device, informatica, e-commerce, aerospazio, bio-tech. In lista anche due colossi della sharing economy, Uber e AirBnb, e al 13esimo posto un network di coworking, WeWork. Anche le europee Spotify e Zalando nella classifica complessiva

Le dieci startup più ricche del mondo? Sette sono statunitensi, tre asiatiche. I loro core busines sono dispositivi mobili, app, software, e-commerce, satelliti, bio-tech. La più ricca in assoluto è la cinese Xiaomi, seguita a ruota dalla controversa quanto rampante Uber. Medaglia di bronzo Palantir, che vende software. Al sesto posto c’è un colosso della sharing economy, AirBnb. Andando oltre le prime dieci, molto più giù nella classifica, che ne conta in tutto 73, troviamo anche qualche europea come Spotify e la tedesca Zalando. E al 13esimo posto, un po’ a sorpresa, entra un network americano di CoWorking, WeWork, valutato 5 miliardi di dollari.

Stiamo parlando di quello che il Wall Street Journal ha definito “The Billion Dollar Startup Club”, il Club delle Startup miliardarie. In realtà startup lo sono state in passato e sono ormai diventate aziende affermate sulla scena mondiale, ma hanno tutte una caratteristica che le accomuna: sono valutate una cifra superiore al miliardo di dollari. Le ha individuate appunto il Wsj insieme a Dow Jones VentureSource. Vediamo la top ten.

XIAOMI (Cina) –  Ultima valutazione a dicembre 2014: 46 miliardi di dollari. Total equity funding: 1,4 miliardi di dollari. Fondata nel 2010, basata a Pechino e guidata dal co-founder Jun Lei, oggi Ceo, è diventata in soli 4 anni il più grande vendor di smartphone. Dotata di ferventi fan sul modello di quelli che vanno pazzi per Apple e Google, ha vinto puntando su un’offerta di smartphone a prezzi modici e grazie a un’ottima strategia sui social media.

UBER (Usa) – Ultima valutazione: 41,2 miliardi di dollari. Total equity funding: 2,8 miliardi di dollari.
Travis Kalanick e Garrett Camp, imprenditori seriali, hanno trovato la loro miniera d’oro nel 2009 quando hanno lanciato nella loro città, San Francisco, un’app per smartphone per chiamare un taxi privato semplicemente premendo un tasto. La società ha avuto una rapida espansione internazionale: oggi è presente in oltre 270 città. Ha attirato vari imitatori, tra cui Lyft e Sidecar, ma è stata anche fortemente osteggiata da tassisti ed enti regolatori. Il servizio è attualmente vietato in Nevada, Portland, Oregon e, fuori dagli Usa, in India, Cina e Tailandia.  Tra gli investitori c’è Google.

PALANTIR (Usa) – Ultima valutazione: 15 miliardi di dollari. Total equity funding: 1 miliardo di dollari.
Vende software per analisi dei dati. La tecnologia è stata sperimentata agli inizi del Duemila all’interno di Paypal, piattaforma di pagamenti online, quando due ingegneri cominciarono a usare l’analisi dei link per scoprire le frodi. Nel 2004 i dirigenti di Paypal Joe Lonsdale e Peter Thiel co-fondarono Palantir insieme con Alexander Karp, l’attuale Ceo. L’azienda ha aiutato a scovare i punti deboli di personaggi come Bernie Madoff, il finanziere truffatore americano, o Osama bin Laden, incrociando e analizzando i dati relativi alle loro attività.

SPACEX (Usa) – Ultima valutazione: 12 miliardi di dollari. Total equity funding: 1,1 miliardi di dollari.
È una società aerospaziale fondata nel 2002 da Elon Musk , imprenditore di origini sudafricane noto per aver creato PayPal e Tesla Motors. Musk vi ha riversato tutta la sua fortuna ma ha dovuto attendere sei anni perché il lancio dei razzi funzionasse e, di conseguenza, funzionasse il business. Di recente Google ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari su Space Exploration Technologies: la decisione, secondo indiscrezioni, sarebbe funzionale all’obiettivo di BigG di utilizzare i satelliti per aumentare l’accesso a Internet in tutto il mondo.

FLIPKART (India) – Ultima valutazione: 11 miliardi di dollari. Total equity funding: 2,5 miliardi di dollari.
Co-fondata nel 2007 da Sachin Bansal, che ne è anche Ceo, a Bangalore, è il principale venditore al dettaglio online in India. Tra i suoi competitor a livello internazionale Amazon e Ebay. I co-fondatori Sachin Bansal e Binny Bansal, che hanno lo stesso cognomen ma non sono parenti, lavoravano entrambi all’Amazon Web Services di Bangalore prima di sviluppare un sito di e-commerce per indiani con circa 6mila dollari di risparmi. Ha iniziato vendendo libri, perché i prezzi sono bassi e i danneggiamenti da spedizione minimali. Nel 2015 Flipkart ha 22 milioni di utenti registrati e 3.000 rivenditori che vendono milioni di prodotti, dall’elettronica all’abbigliamento.

AIRBNB (Usa) – Ultima valutazione: 10 miliardi di dollari. Valutation-to- funding: 12,5 miliardi di dollari.
Servizio nato nel 2007 e diventato caso esemplare del fenomeno della sharing economy, è il numero uno al mondo negli affitti a breve termine di stanze, appartamenti, dimore storiche e molto altro offerti da privati ad altri privati. L’annuncio è praticamente gratuito e il profitto della società grava sul viaggiatore per una quota pari al 10%. Attualmente la società guidata da Brian Chesky propone oltre un milione di sistemazioni disseminate in 192 paesi. L’Italia ha aderito con entusiasmo al fenomeno, collocandosi al terzo posto dopo Usa e Francia con oltre un milione di viaggiatori in poco più di cinque anni, più di 87mila alloggi disponibili e circa 12mila persone che ogni notte scelgono un alloggio “targato” Airbnb. A ottobre 2014 la società era valutata 10 miliardi di dollari grazie anche alla forza dei suoi numeri: se AirBnb vanta un milione di alloggi nel mondo, InterContinental Hotels Group, una delle principali compagnie alberghiere internazionali, a fine settembre contava 4.760 hotel sparsi per il globo, per un totale di  697.048 stanze.

DROPBOX (Usa) – Ultima valutazione: 10 miliardi di dollari. Total equity funding: 607 milioni di dollari.
Co-fondata nel 2007 da Drew Houston, che ne è anche il Ceo ha come competitor Google, Amazon, Apple e altri. È stata incubata dal famosissimo incubatore americano Y Combinator.

SNAPCHAT (Usa) – Ultima valutazione: 10 miliardi di dollari. Total equity funding:  615 milioni di dollari.
Co-fondata nel 2012 da Evan Spiegel,  ha tra gli investitori anche Yahoo. La popolare chat di messaggistica istantanea che consente l’autoeliminazione dei messaggi ha chiuso a gennaio un nuovo round di raccolta fondi da 486 milioni di dollari, che porta la valutazione a 10 miliardi di dollari. Un anno fa Snapchat, che ha solo tre anni di vita, aveva respinto l’offerta da 3 miliardi di dollari di Facebook. Il fondatore del servizio di messaggistica istantanea, il 23enne Evan Spiegel, aveva fatto sapere di non essere interessato alla acquisizione da parte del social network, ma aveva lasciato aperta la porta per una eventuale proposta l’anno successivo.

THERANOS (Usa) – Ultima valutazione: 9 miliardi di dollari. Total equity funding:  400 milioni di dollari.
Fondata nel 2003 da Elizabeth Holmes, già studente alla Scuola di Ingegneria della Stanford University. È un’azienda bio-tech che ha sviluppato nuovi approcci ai test diagnostici di laboratorio attraverso un diverso utilizzo dei campioni di sangue.

MEITUAN (Asia) – Ultima valutazione: 7 miliardi di dollari. Total equity funding:  1,1 miliardo di dollari.
Fondata nel 2010, è basata a Pechino e il suo Ceo è Xing Wang. Tra gli investitori c’è Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese. È spesso descritta come “il Groupon della Cina”. Vende infatti online voucher e prodotti con lo sconto.

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