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Il primato

Budoia primo Comune italiano a pubblicare il bilancio digitale (grazie a una startup)

03 Nov 2015

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Il piccolo centro friulano lancia il suo bilancio online “super-leggibile” attraverso la collaborazione con una srl del Polo tecnologico di Pordenone. L’Ad Santin: «Per legge la PA deve rendere pubblici i dati, ma spesso sono incomprensibili. Con noi diventano user-friendly»

Da sinistra: Paolo Santin, Ad di Bilancio Digitale, Roberto De Marchi, sindaco di Budoia e Paolo Panontin, assessore regionale enti locali
Stop alle raffiche di numeri astrusi e sostanzialmente incomprensibili, avanti con le infografiche finalmente leggibili e interpretabili da chiunque: Budoia, in provincia di Pordenone, è il primo Comune in Italia ad attivare il bilancio digitale, importante elemento di trasparenza per dialogare con i cittadini. Online, sì, ma anche chiaro e semplice, come non capita spesso in casi simili.

Lo ha fatto attraverso Bilancio Digitale, startup friulana nata a gennaio e insediata nel Polo tecnologico di Pordenone, che si occupa appunto di questo: fornire una soluzione la quale, attraverso il caricamento di un semplice file Excel con tutti i dati relativi al bilancio dell’ente, consenta di far automaticamente “esplodere” un’infografica in grado di tradurre i complicati numeri in tabelle di facile fruizione.

Il bilancio digitale del Comune di Budoia, presentato oggi in conferenza stampa dal sindaco Roberto De Marchi insieme a Paolo Panontin Assessore Regionale alle autonomie locali Regione FVG, e a Elena Zambon, Assessore al Bilancio, risponde in realtà a un’esigenza di legge. Si tratta del Decreto ls 33/2013 sul “riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, che, tra le altre cose, obbliga le PA alla pubblicazione dei bilanci. “Il problema è che il 90% dei Comuni, per adempiere alle norme, si limita a pubblicare sterili pdf o al massimo inserisce qualche tabella grafica, elementi a volte incomprensibili perfino a un commercialista, figuriamoci al cittadino che ha il diritto di essere informato sull’attività comunale” spiega a EconomyUp Paolo Santin, amministratore delegato, insieme con Matteo Palmisano, di Bilancio Digitale che ha lavorato per Budoia. Con grande soddisfazione di questo piccolo centro di 2.536 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. “Negli anni – si legge in un comunicato diffuso dall’amministrazione comunale – la nostra azione è sempre stata finalizzata a rendere chiari e comprensibili i contenuti del bilancio comunale ed a questo scopo la sinergia con Bilancio Digitale, un’importante realtà presente al Polo Tecnologico di Pordenone, ci ha permesso di essere il primo Comune italiano a presentare il bilancio digitale, strumento che riteniamo fondamentale nel comunicare con chiarezza le nostre scelte alla popolazione, senza lasciare dubbi interpretativi e far crescere così la consapevolezza di cosa significhi occuparsi della cosa pubblica”.

Ma come funziona la soluzione offerta da Bilancio Digitale? È sufficiente che un addetto del Comune (non è necessario un esperto informatico, basta qualcuno che abbia dimestichezza con l’uso di Internet) carichi i dati di bilancio su file Excel precompilato dalla società di Santin e in pochi secondi viene “creato” il proprio Bilancio Digitale. Anche i colori coordinati vengono generati automaticamente dal sistema partendo da quelli dello stemma comunale.

“Di fatto ci siamo inventati uno standard – chiarisce Santin – visto che non esiste uno standard pubblico per i documenti della PA: ogni ente utilizza il proprio, al contrario delle aziende private che invece hanno il loro standard unico, il formato Xbrl. Il Comune o altro ente pubblico – prosegue – si registra, prova gratis la soluzione per una trentina di giorni e poi può decidere di andare online: a quel punto paga il servizio, che costa meno di 1000 euro all’anno. In conformità con le procedure che un Comune è tenuto ad adottare, deve determinare l’impegno di spesa e poi procedere all’acquisto sul Mepa, il mercato della PA”.  Oltre al mini sito, il sistema fornito da Bilancio Digitale è in grado di generare slide, pdf e consente di allegare i documenti più “complicati”. La società fornisce 8000 icone e una ventina di grafici, che gli addetti dell’ente pubblico possono gestire a loro piacimento.

“In pratica abbiamo trasformato in opportunità quello che era un obbligo di legge”, chiosa l’Ad della società, i cui soci provengono da due aziende diverse con competenze diversificate: una informatica, la Tempestive srl, e una di comunicazione, entrambe attive da alcuni anni. Paolo Santin, 47 anni, è imprenditore nel settore IT ed ex amministratore pubblico, l’altro Ad, Matteo Palmisano, 34 anni, è direttore creativo, copywriter ed imprenditore. Insieme hanno portato quella che di fatto è una startup (anche se non iscritta ufficialmente nel Registro delle startup innovative) all’ultima edizione di Forum PA, il grande evento romano dedicato alla pubblica amministrazione, dove sono stati “adottati” da Microsoft: il colosso statunitense l’ha voluta tra le sette partner presenti nel suo stand. Anche perché l’attività di Bilancio Digitale non si ferma al settore pubblico, ma è estendibile a tutti le aziende private che vogliano fornire ai cittadini un bilancio semplice da consultare. 

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