Robot per le consegne: chi li sperimenta, come funzionano e gli esempi nel mondo | Economyup

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Robot per le consegne: chi li sperimenta, come funzionano e gli esempi nel mondo



Gita di Piaggio, Scout di Amazon e l’italiano Yape sono esempi di robot utilizzati per le consegne (e non solo): ecco quando sono nati, dove vengono testati e perché questo mercato è destinato ad espandersi

di Ginevra Piadelli

11 Nov 2020


Gita di Piaggio, un robot per le consegne (e non solo)

Di recente Gita, il robot di Piaggio lanciato un paio di anni fa come una sorta di valigia intelligente in grado di seguire il proprietario spostandosi in modo autonomo, è stato sperimentato come assistente negli aeroporti e come robot per le consegne in Kentucky. Un trend che sta crescendo: i robot per le consegne sono dispositivi interamente autonomi e intelligenti, dall’aspetto compatto, capaci di individuare ostacoli (come persone e percorsi accidentati) e di coprire lunghe tratte trasportando un carico di diversi chili, il tutto senza un operatore umano alla guida.

Il robot per le consegne di Amazon: test dal 2019

Diverse aziende stanno già sperimentando l’utilizzo dei robot per consegne e tra queste non poteva mancare Amazon. Il robot per consegne di Amazon, Scout, si muove in totale autonomia grazie al funzionamento a batterie e a sei ruote che gli consentono di evitare gli ostacoli e al contempo di rimanere stabile. I primi test nel 2019 si sono svolti nella contea di Snohomish (Washington) e nel corso dell’anno è stato usato anche nella zona di Irvine (California), sempre affiancato da un operatore. Nel 2020 Amazon ha deciso di impiegare il suo robot per consegne anche nelle città di Atlanta (Georgia) e Franklin (Tennessee). L’aggiunta di queste due città al progetto permetterà a Scout di sperimentare diverse tipologie di territorio e clima. Amazon ha inoltre deciso di formare un nuovo gruppo dedicato al progetto del robot per consegne a Cambridge, nel Regno Unito. Si spera che la presenza più vicina di questo progetto possa facilitare l’introduzione di Scout anche in Europa.

Gita di Piaggio: un aiuto negli aeroporti e consegne nel Kentucky

Amazon non è la prima che si cimenta nell’utilizzo delle intelligenze artificiali. L’avere un assistente robot autonomo, che trasporta oggetti senza aver bisogno di essere guidato, oggi è già una realtà. E’ il caso di Gita, prodotto da Piaggio Fast Forward del Piaggio Group, l’assistente robot ideato per lasciare le mani libere al proprio operatore e allo stesso tempo fargli avere sempre a portata gli oggetti necessari. Di Gita se n’è parlato in un precedente articolo, ma a seguito del lancio nel mercato statunitense, la Piaggio Fast Forward ha comunicato alcuni nuovi progetti. Un primo coinvolge l’aeroporto internazionale di Cincinnati, nel quale Gita sarà impiegato come concierge contactless e digitale per i viaggiatori, oltre che per il supporto allo spostamento di merci e bagagli. Verrà anche usato come robot per consegne nella città di Lexington (Kentucky) in collaborazione con la Delivery Co-op, società specializzata nella consegna di prodotti alimentari. Inoltre, grazie ad una collaborazione con la Dogan Trend Automotive (parte del gruppo Dogan), Gita verrà messo a disposizione dei clienti del centro commerciale e del waterfront del porto turistico di Istanbul per aiutarli nel trasporto dei loro acquisti ed effetti personali.

Gita, robot di Piaggio

Yape, il robot tutto italiano

Nato da mani italiane, Yape (Your Autonomous Pony Express) è il robot per consegne prodotto dall’azienda milanese e-Novia. E’ stato testato nel 2017 sulle strade di Cremona e riesce a muoversi sia in vicoli stretti che nelle strade del centro storico. Viaggia su due ruote, dotate di motori elettrici, e può percorrere fino all’ottantina chilometri trasportando pacchi anche molto pesanti. Yape è in grado di creare una mappa dello spazio urbano che lo circonda, grazie ai suoi sensori e telecamere, e può interagire con i sensori in città, come quelli per regolare il traffico sui semafori. Per usufruire di questo robot per consegne, basterà usare il proprio smartphone, accedendo alla piattaforma di gestione usando un’apposita app. Il pacco verrà chiuso all’interno del vano predisposto, ed una volta inseriti i dati Yape sarà in grado di individuare la sua destinazione sfruttando il GPS del destinatario; solo questo sarà in grado di ritirare il pacco, una volta che il piccolo robot lo avrà identificato. Il robot per consegne italiano ha vinto nel 2019 il German Design Award e ora sta venendo sperimentato in Italia in partnership con Vodafone, il Politecnico di Milano, Esselunga e Poste Italiane. In particolare, Poste Italiane ne sta sperimentando tre in un centro smistamenti in Lombardia; per il momento esclusivamente in ambienti interni. Ma già a fine 2018 la Drone Future Aviation, azienda giapponese fondata nel 2017 da Masaaki Hatano, aveva scelto il made in Italy Yape come robot per consegne a terra da utilizzare in Giappone e grazie alla collaborazione con Japan Post, il colosso giapponese per la distribuzione e consegna della posta e pacchi, nei primi mesi del 2019 Yape è stato testato nella città di Minami Sōma (prefettura di Fukushima).

Rimangono diverse domande sulle future regole per permettere a questi robot di operare in totale autonomia e senza essere monitorati sul luogo da un operatore umano. Tuttavia, l’esigenza di operare evitando il più possibile il contatto diretto tra persone a seguito della recente pandemia, potrebbe favorire l’impiego ed accelerare il futuro business dei robot per consegne. Non solo, oggi che si cercano mezzi per contrastare il cambiamento climatico, l’uso di robot per consegne che operano elettricamente potrebbe rivelarsi utile per la riduzione delle emissioni e per mantenere al contempo un’elevata professionalità ed efficienza nell’ambito delle consegne.

Ginevra Piadelli

Laureata in Lingue, Economie ed Istituzioni dell'Asia e appassionata di Giappone. Attualmente seguo un master in diritto comparato presso l'università di Nagoya.