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Ora i turisti cinesi possono pagare con WeChat anche in Italia: che cosa cambia per i negozi

23 Gen 2018

Grazie all’accordo tra l’italiana Digital Retex, partner europeo di Tencent, e DOCOMO Digital, prende il via il servizio di pagamenti digitali della nota app di messaggistica. Il servizio è rivolto a tutti i retailer a partire dal mondo della moda, lusso e design, da cui proviene il 60% di acquisti cinesi

WeChat Pay sbarca in Italia e farà pagare con lo smartphone turisti e visitatori cinesi che arrivano nel nostro Paese. Il servizio di pagamento mobile della più popolare applicazione di messaggistica del dragone (WeChat, di fatto, è la gemella cinese di WhatsApp) è ora attivo sul territorio nazionale, grazie a un accordo stipulato tra Tencent (società proprietaria e sviluppatrice di WeChat) e alcuni partner, tra cui l’italiana Digital Retex e l’azienda internazionale Docomo Digital.

Considerata più che una social media app, WeChat è oggi una piattaforma di servizi con 980 milioni di utenti attivi al mese e una penetrazione nella principali città cinesi che supera il 93%. Gli utenti la utilizzano principalmente per chattare, navigare, acquistare prodotti e servizi e, appunto, pagare online.

Si tratta di un servizio di uso abituale tra i cittadini cinesi, tanto che nel 2017 hanno effettuato oltre un milione di transazioni al minuto sulla piattaforma. Ora l’offerta si allarga anche all’Italia. Come funziona? Basta possedere un telefono e un account WeChat collegato a un conto, per poter pagare via QR code nei negozi abilitati. Dal codice si accede al proprio wallet nell’app e si paga direttamente in valuta cinese. Basta un click e un codice di verifica e la transazione viene effettuata, mentre il merchant riceve le transazioni direttamente in euro.

Dal punto di vista dei commercianti, l’utilizzo della piattaforma è altrettanto semplice: basta dotarsi, si legge in una nota, di un POS dedicato, oppure aggiungere WeChat Pay ai circuiti accettati in cassa. Il servizio è rivolto a tutti i retailer, partendo dal mondo moda, lusso e design, da cui proviene circa il 60% di acquisti cinesi, ma anche a quello della ricettività turistica e dell’entertainment (ristoranti, hotel, musei, parchi a tema) ovvero a tutte le realtà che cercano un metodo di pagamento sicuro e veloce nei confronti dei clienti cinesi.

Un’opportunità per i commercianti italiani? Sembrerebbe proprio di sì, dato che secondo le previsioni del China Tourism Academy si stima che nei prossimi cinque anni arriveranno in Europa oltre 20 milioni di cinesi all’anno. Tra questi, è ipotizzabile che molti saranno millennials digitali con un alto reddito, ovvero quella tipologia di viaggiatori che utilizzando maggiormente il servizio di pagamento di WeChat. Se a tutto ciò si aggiunge che in Cina l’ecommerce vale più del 20% del totale acquisti retail, mentre il volume di pagamenti digitali ha superato nel 2016 i 5,5 miliardi di dollari, ecco dimostrato come il lancio di WeChat nel nostro Paese può rappresentare un’opportunità concreta per il mondo retail.

 

«Per la prima volta in assoluto WeChat Pay potrà essere utilizzato anche in Italia per pagare via app nei negozi» ha spiegato Fausto Caprini amministratore delegato di Digital Retex. «WeChat Pay è già il metodo di pagamento preferito da milioni di cinesi per lo shopping in negozio. Solo i retailer che sapranno adattarsi alle loro abitudini d’acquisto e pagamento vinceranno la sfida della competizione e creeranno un legame tra il proprio brand e il consumatore».

Proprio Digital Retex è una degli attori principali di questa operazione. Partner di Tencent in Europa, è una società italiana del gruppo Retex, realtà specializzata nel settore dei servizi integrati al mondo retail. Svolge principalmente attività di gestione dei brandi occidentali su WeChat. Altro soggetto coinvolto è Docomo Digital, società controllata dal colosso giapponese NTT DOCOMO, che fornisce una piattaforma innovativa di pagamenti digitali.

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Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

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