Comprare abiti online: prima di pagare servono fino a 25 click | Economyup

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Comprare abiti online: prima di pagare servono fino a 25 click



15 per Alcott, 17 per OVS e Furla, fino ad arrivare ai 25 di Piazza Italia. L’indagine condotta da AppQuality (crowdtesting per aziende) sul numeri di clic necessari all’acquisto di abiti online fotografa una situazione con ampi margini di miglioramento. Anche sui metodi di pagamento disponibili

28 Ago 2020


La trasformazione digitale avanza, e il retail si evolve per soddisfare i bisogni dei suoi consumatori, più che mai in questo periodo che ha ribaltato i normali paradigmi del commercio. Dall’elettronica al vestiario, l’ecommerce si sta affermando come il nuovo modello di shopping, all’insegna della velocità e della comodità. In particolare per i siti online di abiti, molta attenzione è spesso data alla digital customer experience, che promette un’esperienza di acquisto semplice e rapida. È davvero così?

Un’indagine AppQuality, suite di servizi che, attraverso una community di tester qualificati, verifica l’effettiva efficacia di prodotti digitali, si è proposta di rispondere a questa domanda. La ricerca ha rilevato che dal momento in cui, scelto un capo e selezionati eventuali parametri di taglia e colore, l’utente clicca sul tasto di acquisto, servono in realtà dai 15 clic (su Alcott) ai 25 (su Piazza Italia) per completare l’operazione.

Risultati certo migliori rispetto all’analoga analisi su quanti clic servano ad aprire un conto online, ma che ancora mostrano margini di miglioramento, in un settore dove la conversione è essenziale.

AppQuality: come si è svolta l’indagine

Nella settimana tra il 10 e il 16 agosto, Appquality ha simulato l’acquisto online di abiti in alcuni dei più famosi ecommerce in Italia contando il numero di clic necessari al raggiungimento dell’obiettivo.

La ricerca è stata svolta in questo modo:

  • I clic del mouse sono stati contati dal bottone di acquisto (una volta selezionato il colore e la taglia del prodotto) fino all’ultimo bottone di conferma dell’ordine;
  • Per ogni acquisto è stato selezionato come metodo di pagamento la carta di credito;
  • Per tutti gli e-commerce, gli acquisti sono stati simulati senza effettuare la registrazione (accedendo quindi “come ospite”);
  • Sono stati contati tutti i clic del mouse necessari per la compilazione dei dati, bottoni, spunte di controllo;
  • Non sono mai state utilizzate scorciatoie come “iscriviti tramite social network” o simili;
  • La ricerca è focalizzata sul numero di clic necessari per confermare un ordine di acquisto, non tiene in considerazione il tempo impiegato per il raggiungimento dell’obiettivo.

Abiti online, quanti clic servono prima dell’acquisto

I risultati mostrano un quadro piuttosto positivo e coerente della situazione italiana: la differenza su 13 ecommerce è solo di una decina di clic. Ugualmente, ancora siamo lontani dall’ideale dell’acquisto online, conosciuto come “la regola dei tre clic“.

Secondo questa regola ideata da Jeffrey Zeldman, tre clic è il numero massimo di interazioni che l’utente è disposto ad avere con il sito per una singola azione, prima di rischiare di sentirsi frustrato, annoiarsi o cambiare idea.

il metodo crowdtesting

 

La quantità di clic necessari ad un utente per acquistare un prodotto nella pagina di pagamento diventa così un fattore chiave importante da non sottovalutare. Se sono necessari più di pochi clic per accedere al carrello o alla pagina di “conferma acquisto”, il cliente abbandona. Le aziende devono comprendere il modo in cui le persone utilizzano il Web e, in questo caso, l’importanza della pagina di check-out, che deve essere strutturata in modo da minimizzare il numero di clic che portano alla conversione, così da incentivare l’utente a portare a termine l’acquisto.

Abiti online, i metodi di pagamento

Oltre al numero di clic necessari all’acquisto, AppQuality ha rilevato anche quali fossero i metodi di pagamento offerti dai diversi ecommerce.

 

Si può subito notare come, ad eccezione di Salvatore Ferragamo, gli ecommerce propongono alternative all’inserimento della carta di credito (tra cui figura sempre Paypal). Sorprendente però come soltanto due diano l’opzione di Check-Out express per gli utenti che acquistano come ospite.

Interessante la scelta di PiQuadro e OVS di attivare, a seguito dell’emergenza Covid-19, un sistema di pagamento che permette ai propri consumatori di pagare il proprio acquisto in diverse rate.

In conclusione, l’indagine cattura un quadro relativamente positivo, ma sarà molto importante nel futuro dell’ecommerce fare quel passo in più per venire incontro agli utenti e spingerli alla conversione.

 

il metodo crowdtesting