Creare un negozio online con pochi soldi: le sorprese dell'ecommerce all'ingrosso | Economyup
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Nuova imprenditoria

Creare un negozio online con pochi soldi: le sorprese dell’ecommerce all’ingrosso

26 Mar 2014

Si chiama dropshipping, è il modello proposto da Branddistribution, società italiana diventata leader mondiale in sei anni: chiunque può contare su un catalogo di abiti griffati e rivenderli ai propri clienti. Così la piattaforma è cresciuta in 170 Paesi, dove serve oltre 66mila rivenditori

Dell’e-commerce conosciamo la parte più visibile e affollata: i colossi della vendita online come Amazon ed eBay, i marketplace di settore come Yoox e Zalando, le migliaia di vetrine virtuali che popolano la rete. Ma è dietro le quinte, nella compravendita di prodotti tra aziende, che si stanno aprendo nuove opportunità. Fra i primi a coglierle c’è stata Brandsdistribution.com, un’azienda di San Mauro Torinese, a pochi chilometri da Torino, che in soli sei anni è diventata uno dei maggiori operatori a livello globale della distribuzione online B2B (business to business) di abbigliamento firmato e accessori.

In pratica, Brandsdistribution.com (marchio della società Idt) fa il grossista online: acquista a stock dai produttori e rivende i capi griffati ai negozianti, che possono essere sia fisici che digitali. I prezzi sono particolarmente bassi perché la struttura dell’azienda è snella e non si serve di intermediari per rapportarsi con i rivenditori. Così, il costo del personale (20 addetti) non incide troppo sul bilancio. “I retailer acquistano i prodotti a un prezzo che è minimo il 75% più basso rispetto ai normali prezzi all’ingrosso”, afferma il presidente di Brandsdistribution.com, Angelo Muratore.

Oltre alla competitività del prezzo, la piattaforma offre un servizio che può risultare vantaggioso per chi vuole lanciare una propria attività commerciale online: la possibilità di aprire un digital shop con un investimento minimo e senza grossi rischi. A permetterlo è un modello denominato dropshipping, secondo il quale un venditore può vendere un prodotto al cliente finale pur senza possederlo in magazzino. Funziona così. Il grossista, che si occupa dello stoccaggio delle merci, mette a disposizione del retailer online il proprio catalogo (“il nostro è con foto in alta risoluzione e descrizione dettagliata in cinque lingue”, spiega Muratore), il materiale grafico-pubblicitario e l’assistenza. Il rivenditore ha l’unico dovere di avere un proprio parco clienti (anche piccolo) e realizzare la vendita. Una volta venduto il prodotto, deve inserire l’ordine sul sito del grossista e lasciare a quest’ultimo l’onere di recapitare la merce all’utente finale. Il negoziante, in base al sistema del conto vendita, paga solo i prodotti che ha venduto.

“Gli utenti non hanno rischi di magazzino né costi di logistica aggiuntivi: devono soltanto caricare il nostro catalogo sul proprio sito e preoccuparsi di promuoverlo e venderlo. Inoltre, a chi non dispone di un negozio online diamo  la possibilità, con un piccolo investimento, di avere un sito web chiavi in mano completo di tutti i prodotti“, dice il presidente di Brandsdistribution.com. Il business online, quindi, è alla portata anche di chi non ha esperienza nel settore: stando a quanto sostiene Muratore, per cominciare basta una partita Iva.

Il sistema proposto da Brandsdistribution.com finora si è rivelato efficace, visto che la piattaforma è presente in 170 Paesi e rifornisce più di 66 mila rivenditori. Dal 2008 a oggi l’azienda è stata sempre in attivo e la crescita di fatturato è stata continua, con un incremento doppio nell’ultimo biennio. Al momento i ricavi si attestano sui 15 milioni di euro annui (il 90% realizzati all’estero) ma, dichiara il presidente, “ci siamo posti l’obiettivo di raggiungere i 50 milioni di fatturato entro il 2015 per considerare la possibilità di quotarci in borsa”.

Un punto di forza è l’ampiezza del catalogo. L’azienda distribuisce marchi come No Limits, Sparco, Dr. Scholl, Disney, Hogan, e ha anche creato due brand, Ana Lublin e Made In Italia, che esporta in oltre 60 Paesi. In più, è un canale anche per numerose marche meno conosciute del made in Italy. E altrettanto vario è il target di retailer a cui si rivolge, che va dai negozianti online che adottano la modalità del dropshipping alle piccole e medie aziende offline che possono ordinare anche piccoli quantitativi di merce (purché il rifornimento sia continuativo) fino ai grossi outlet di abbigliamento (come Yoox) che agiscono sulla rete.

In vista di un’ulteriore espansione, Brandsdistribution.com ha stretto una partnership con il portale cinese di lusso e moda Xiu.com. “La scelta del partner strategico in Cina non è stata difficile: Xiu.com, con il miliardo di yuan fatturati nel 2013 e la sua crescita annuale del 40%, è il punto di riferimento nel mondo retail del luxury e del fashion cinesi”.
 

 

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  • Monic

    brandsdistribution, fa pagare caro il dropshipping, vendono direttamente loro anche attraverso altri siti, imboscano degli articoli per loro.
    Così ti ritrovi a perdere tempo e danaro, oltre la faccia.
    Concorrenza sleale! VERGOGNA

  • Francesco

    Salve vorrei maggiori informazioni

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