DIGITALE & INCLUSIONE

Planet Smart City: come funziona la proptech che sta costruendo quartieri innovativi a prezzi convenienti

Sono previsti nuovi arrivi nel Competence Center di Planet Smart City, fondata da Giovanni Savio e Susanna Marchionni, esperti nel settore immobiliare, e presieduta dal fisico e imprenditore Stefano Buono. Dal Brasile al Kenya a Milano, tutti i progetti della società proptech che realizza quartieri di “affordable housing”

Pubblicato il 05 Mag 2022

Giovanni Savio, alla guida di Planet Smart City

Una smart city, oltre a essere caratterizzata dall’utilizzo delle nuove tecnologie, è anche e soprattutto un luogo dove si vive bene. E, per farlo, occorre che le abitazioni siano connesse, confortevoli ma non troppo care, altrimenti si rischia l’esclusione sociale. E non è smart una città che esclude una parte dei propri cittadini.

Da questo principio è nata nel 2015 Planet Smart City, fondata da Giovanni Savio e Susanna Marchionni, esperti nel settore immobiliare, e presieduta dal fisico e imprenditore Stefano Buono, che ha come obiettivo quello di offrire a tutti l’opportunità di vivere in case e quartieri migliori. Negli anni è cresciuta, arrivando a 1400 addetti in tutto il mondo, e ha puntato sull’Italia per la ricerca e lo sviluppo. Di questi giorni è la notizia che il Competence Center di Torino passerà nei prossimi mesi da 150 a 350 addetti specializzati, tra architetti, ingegneri e “digital guy”, persone esperte a vario titolo in digitale. Inoltre il 4 maggio 2022 Planet Smart City ha sottoscritto un accordo finalizzato all’acquisizione di Politecna Europa, società specializzata nella progettazione architettonica e ingegneristica. Obiettivo: creare un operatore nazionale specializzato nella progettazione con un focus particolare sul proptech e l’applicazione dei princìpi Environment Social Governance (ESG).

Ma come si è sviluppata questa idea? Come e dove sta crescendo la società proptech?

Vediamo di ripercorrerne le tappe principali. Partendo innanzitutto dal concetto di “affordable housing”-

Cos’è l’affordable housing

L’idea è scaturita da alcuni semplici dati: nel mondo c’è un grave deficit abitativo per case con costi accessibili, il cosiddetto “affordable housing”. Si stima che servano intorno ai 350 milioni di unità abitative di questo tipo in più. E nei paesi in via di sviluppo questo è un problema ancora più sentito. Cosa significa “affordable house”? Che la rata del mutuo o dell’affitto non deve superare il 30% del reddito familiare. “Da qui – ha raccontato Savio in un’intervista all’Agi – la nostra idea: realizzare un concept che aiuti a risolvere questo problema, a costruire case e quartieri migliori e anche a trovare la finanza per rendere fattibile  e sostenibile tutto questo anche a livello economico.  Attraverso il nostro concept, costruendo non singole case ma interi quartieri affordable, vogliamo industrializzare il processo,  diminuendo così i costi ed aumentando i servizi che possiamo offrire”.

Che cos’è oggi Planet Smart City

Planet Smart City realizza progetti su larga scala, di affordable housing in Paesi con un alto deficit abitativo, collaborando con i migliori sviluppatori immobiliari locali. Il motore dell’innovazione è Planet Idea, un Competence Center che studia e sviluppa le soluzioni per i nostri progetti.

Organizzata in tre business unit (Real Estate, Digital e Advisory), Planet Smart City conta oltre 1.100 dipendenti distribuiti tra Brasile, India, Gran Bretagna e Italia. Ha raccolto fino a oggi circa 190 milioni di dollari da 341 tra investitori istituzionali e privati per un piano ambizioso: vendere più di 44.000 unità abitative nel mondo entro il 2025.

A gennaio  ha varato un nuovo aumento di capitale da 60 milioni di euro. per sostenere il lancio di 54 progetti di edilizia “accessibile” nei prossimi 3 anni per un totale di oltre 40mila unità abitative. Entro 3 anni, intende realizzare la prima IPO.

Gli inizi in Brasile

Tutto comincia in Brasile, con l’incarico per un progetto immobiliare di grandi dimensioni vicino ad una zona in forte sviluppo destinata ad abitazioni per i lavoratori impegnati in quell’area. “C’erano tentativi di costruire smart city da zero ma per le fasce di reddito alte, mentre nessuno stava costruendo un primo progetto pilota per grossi complessi residenziali, quartieri per case accessibili a tutti” dice Savio. La società lavora dunque a Smart City Laguna, il primo progetto di smart social housing nel mondo, e Smart City Natal. Le due città intelligenti conteranno, insieme, circa 40.000 residenti.

La Planet App

Contestualmente si sviluppa anche la Planet App, applicazione gratuita che permette a chi risiede nei quartieri progettati e costruiti da Planet Smart City di essere informati e interagire con tutto quel che si trova nel quartiere. L’obiettivo è utilizzare questo strumento innovativo per stimolare le interazioni nelle comunità e offrire un’ampia gamma di servizi ai residenti.. I servizi della Planet App sono un elemento chiave dell’offerta di Planet Smart City ai residenti. Già oggi la piattaforma consente l’interazione tra i residenti e rende possibile la realizzazione di progetti comunitari. Attraverso l’applicazione, i residenti potranno disporre a prezzi accessibili di beni e servizi di varia natura (istruzione, lavoro, salute, sicurezza, sport, casa, alimentazione, mobilità) che generano valore per i membri della comunità.

L’affordable housing nelle baraccopoli in Kenya

Nel 2020 la società proptech realizza una partnership con UN-Habitat, l’agenzia delle Nazioni Unite per la promozione di città sostenibili sotto il profilo sociale e ambientale, allo scopo di fornire soluzioni innovative alle comunità negli insediamenti informali. La collaborazione, annuncia, sarà inizialmente sviluppata a Kibera e Mathare, due tra i più grandi e consolidati slum di Nairobi (Kenya).

Al centro dell’iniziativa c’è la già citata Planet App di Planet Smart City. Attraverso l’applicazione, i residenti dei due insediamenti  possono accedere a notizie e servizi, comprese informazioni per la prevenzione delle malattie, prenotare prestazione mediche e prendere in prestito attrezzi di comunità. Inoltre, l’app fungeda piattaforma per il coordinamento delle attività locali, consentendo ai residenti di collaborare tra loro in gruppi di interesse, organizzare iniziative comunitarie, partecipare a gruppi di risparmio e visualizzare un calendario di attività e corsi formativi.

Con l’obiettivo a lungo termine di aiutare i membri delle comunità degli slum a raggiungere l’indipendenza economica, la Planet App viene anche utilizzata per sostenere l’imprenditorialità locale, fornendo ai residenti una piattaforma per coordinare e promuovere i loro servizi sia all’interno delle loro comunità sia nelle zone limitrofe. Potrà, inoltre, essere impiegata per mettere in collegamento i membri delle comunità degli slum con le opportunità di lavoro e formazione a Nairobi.

I progetti di Planet Smart City in Italia

In Italia, Planet Smart City ha in ballo vari progetti. In collaborazione con Palladium Group, società internazionale attiva nel settore del Real Estate, Planet Smart City  ha realizzato Quartiere Giardino “Vivere smart” di Cesano Boscone, trasformando un’area esistente nella periferia di Milano in un ecosistema urbano smart.

Sempre nel capoluogo lombardo è tra gli advisor di REDO, nuovo smart district per il social housing, sviluppato nell’area di Rogoredo-Santa Giulia da Investire SGR con il supporto di Fondazione Housing Sociale, promossa da Fondazione Cariplo.

È inoltre parte del gruppo di lavoro guidato da Fondo Immobiliare Lombardia che, con il progetto INNESTO, si è aggiudicato il bando per la rigenerazione dell’area Scalo Greco – Breda a Milano ed è tra gli advisor di SeiMilano, progetto di rigenerazione urbana nella zona sud ovest di Milano. Il progetto, sviluppato da Borio Mangiarotti Spa in partnership con il fondo statunitense Värde Partners, prevede la realizzazione di abitazioni, uffici e spazi commerciali in un parco urbano di oltre 16 ettari.

Planet Smart City: come è nato il Competence Center di Torino

Il motore dell’innovazione di Planet Smart City è il Competence Center di Torino. “Non abbiamo trovato – ha detto Savio –  una società di ingegneria che sapesse darci la ricetta di come si costruiva una smart city non solo a livello tecnologico ma anche con servizi di  inclusione sociale, sostenibilità ambientale.  A Torino è nato dunque un nucleo di esperti trasversali, dagli ingeneri agli architetti, agli esperti dell’inclusione sociale, dei temi ambientali proprio perché ognuno apportasse la sua soluzione di smart city”.

Attualmente il competence center ha più di 200 professionisti per fare scouting delle principali soluzioni in ambito proptech, digitale e innovazione sociale, da integrare all’interno di progetti immobiliari. Ora passerà a 350 addetti. “Servono competenze multidisciplinari – ha detto Savio al Sole24Ore – per stare al passo con la crescita e con la spinta verso la digitalòizzazione”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Luciana Maci
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. In passato ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna).

email Seguimi su

Articoli correlati