Helbiz: come aprire un franchising di monopattini e bici elettriche in tutta Italia | Economyup

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Helbiz: come aprire un franchising di monopattini e bici elettriche in tutta Italia



È boom di richieste, quasi 2000 in due mesi, per il franchising di monopattini e biciclette elettriche in sharing lanciato da Helbiz, società per la condivisione di mezzi della micromobilità fondata negli Usa da Salvatore Palella. A giugno le prime aperture. Ecco come fare per aprire un franchising nella propria città

di Valentina Valente

22 Mag 2020


Da aprile Helbiz, l’azienda americana di monopattini e bici elettriche in sharing dell’imprenditore italiano Salvatore Palella, ha lanciato il nuovo servizio di franchising. È boom di richieste, quasi 2000 in soli due mesi. A giugno le prime aperture. In un periodo di crisi economica è una nuova opportunità di business per i più giovani.

Con il graduale abbandono del lockdown cresce sempre di più la richiesta di micromobilità sostenibile nelle città. Complice una diminuzione generale dell’uso di mezzi pubblici, che non sempre riescono a garantire la giusta distanza di sicurezza tra i passeggeri, anche il nostro paese si sta organizzando. Grandi città italiane come Roma, Milano e Bologna hanno potenziato le piste ciclabili cittadine al fine di evitare di intasare la città di traffico e polveri sottili. Monopattini elettrici e biciclette potrebbero quindi non solo diventare i protagonisti della mobilità della Fase 2, ma anche occasioni di business per molti giovani imprenditori. Helbiz infatti, la start up americana dell’imprenditore italiano Salvatore Palella, che offre monopattini e biciclette elettrici in sharing, ha lanciato ad aprile un innovativo servizio di franchising, il primo del settore.

Franchising di Helbiz: l’identikit dell’affiliato ideale

“L’obiettivo di questo progetto è coprire quante più realtà possibili sul territorio italiano, anche le micro-realtà che abbiano dai 40.000 abitanti in sù- spiega a Economyup Paolo Scocco, Head of Franchising di Helbiz- per questo ci rivolgiamo ad imprenditori che abbiano una conoscenza approfondita delle realtà locali in cui vogliono operare”. Il futuro affiliato non deve quindi possedere caratteristiche particolari ma avere voglia di impegnarsi per la propria città: “Richiediamo un minimo di forza imprenditoriale quindi privilegiamo chi ha gestito o gestisce delle attività. Allo stesso tempo non escludiamo giovani intraprendenti e con voglia di fare, anche neolaureati, che hanno in mente già un progetto di micromobilità. Non ci sono limiti o fasce d’età ma svolgiamo dei colloqui appositi per capire se l’affiliato rispecchia il nostro brand”.

Aprire un franchising Helbiz step by step

Per diventare un affiliato Helbiz basta compilare il form sul sito, in cui si forniscono le informazioni preliminari. Si può scegliere uno fra i tre pacchetti disponibili: una flotta da 100, 150 o 200 veicoli, connessi e di ultima generazione. La fee di entrata parte dai 40.000 euro fino ad un massimo di 80.000 euro.

“Abbiamo pensato a dei pacchetti semplici e replicabili per ogni città- precisa Scocco- ma che possono essere modificati in base a specifiche esigenze. Naturalmente il nostro obiettivo è ampliare nel tempo l’offerta: possiamo entrare in una città con 100 mezzi e arrivare nel tempo a 300 o più in base alle necessità del comune o dell’affiliato”. Oltre ai veicoli da mettere in strada e alla tecnologia di supporto (che permette di conoscere tutto di ogni veicolo, da quanto ha viaggiato fino alla Co2 risparmiata), Helbiz offre un supporto 24/7 all’affiliato che va dalla formazione al marketing. “Offriamo il nostro servizio di marketing e di comunicazione: la visibilità è garantita a livello mondiale grazie ai nostri canali social e alle nostre campagne pubblicitarie. È prevista inoltre un’attività di formazione: dopo la selezione, l’affiliato dovrà venire in sede operativa qui da noi a Milano a vedere come si svolgono le operazioni giornaliere. Dopodiché il nostro team operativo andrà a fare un periodo di training in loco per tutti i preparativi del lancio. Ci occupiamo anche della parte burocratica: qualora si voglia proseguire in questa collaborazione viene stilata una lettera di intenti nella quale diamo l’esclusiva per quella località (lo stesso deve fare l’affiliato), a cui segue il contratto di franchising. Saremo poi noi a richiedere la licenza all’amministrazione comunale per poter operare. Last but not least, mettiamo a disposizione tutto il nostro know-how e l’esperienza maturata nelle altre città dove siamo presenti”.

Le spese a carico dell’affiliato riguardano invece il noleggio furgoni per trasportare i monopattini, il magazzino per il deposito, l’assunzione di personale, la corrente elettrica, la manutenzione e la sanificazione giornaliera dei veicoli e i costi di costituzione della società. “Anche in questa fase l’affiliato verrà aiutato dal nostro team nella scelta, ad esempio, del mezzo di trasporto da utilizzare, o del locale più consono per il magazzino” continua Scocco.

Boom di richieste delle amministrazioni locali: prime aperture già in estate

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Secondo il responsabile del franchising di Helbiz, dal lancio dell’iniziativa sono arrivate circa 2000 richieste, molte delle quali proprio dalle amministrazioni locali: “In questi giorni ci stanno contattando tantissimi comuni e ci suggeriscono addirittura gli imprenditori locali da contattare- spiega Paolo Scocco- Le amministrazioni infatti in genere preferiscono non operare direttamente il franchising ma vogliono che qualcuno lo gestisca per loro. Abbiamo posto il limite dei 40.000 abitanti per i quali prevediamo una flotta di 100 veicoli, perché, al di sotto di questa numero, l’attività non sarebbe economicamente sostenibile né per noi né per l’affiliato”. Per attivare il servizio, tra la firma del contratto e licenza comunale ci vuole in media un mese. In un momento di altissima richiesta dovuto alla pandemia in corso, le città stanno infatti cercando di attivarsi in fretta, anche nel rilascio delle pratiche burocratiche. I dati relativi all’uso dei veicoli possono inoltre essere condivisi con il comune di appartenenza e diventare degli strumenti utili per migliorare, ad esempio, la viabilità cittadina. “Abbiamo già fatto una prima scrematura delle richieste- continua Scocco- stiamo trattando con varie città e con alcuni imprenditori siamo già arrivati allo step della lettera d’intenti. Possiamo dire che, in base alle lettere di intenti firmate in questi giorni, per la fine di giugno il servizio verrà lanciato in circa 15 nuove località italiane distribuite per tutto lo stivale”.

Una nuova opportunità di business per i più giovani

Se prima dell’emergenza sanitaria da Covid-19 quello dei monopattini era un business in rampa di lancio, ora è diventato un vero e proprio boom. E in un momento in cui molti economisti prospettano la peggior crisi economica dal dopoguerra, può trasformarsi in un’opportunità di lavoro, soprattutto per tanti giovani. “Questo è senza dubbio il business del momento. Per un giovane che sta per aprire una nuova attività, avere alle spalle un’azienda strutturata e internazionale è un valore aggiunto non indifferente- spiega Scocco– I margini di guadagno dipendono dalla dimensione della flotta ma abbiamo stimato che vanno dal 24 al 29%”.

“Sarà una stagione un po’ anomala per tutti vista la situazione- conclude- bisogna fare in modo che l’uso dei mezzi in sharing si diffonda tra i cittadini e, superata questa situazione, entri a far parte della quotidianità di tutti. Nella diffusione di questa cultura, i partner locali, soprattutto giovani, avranno un ruolo fondamentale”.

 

 

Valentina Valente

Giornalista e tv reporter, ha lavorato per diverse reti televisive e giornali di carta.