L'INTERVISTA

Davide Cervellin (Infoblu): ecco il valore delle informazioni sul traffico

Un modello di raccolta e gestione dati che permette a diversi soggetti di avere informazioni sul traffico in tempo reale. Davide Cervellin, CEO di Infoblu, racconta il test fatto durante il Giro d’Italia e spiega perché la condivisione dei dati non è un problema. Le sinergie con Telepass

Pubblicato il 14 Giu 2021

Davide Cervellin, Chief Insurance & Data Officer di Telepass e CEO di Infoblu

“Dateci un evento e noi possiamo restituire ai soggetti coinvolti e interessati informazioni sul traffico utili a far sì che fili tutto liscio”. Davide Cervellin, CEO di Infoblu, sintetizza così il senso del test svolto durante l’ultimo Giro d’Italia, quattro tappe in Veneto e Friuli Venezia Giulia: una control room di coordinamento delle concessionarie di quell’area a nord est per monitorare in tempo reale le condizioni del traffico. Un modello che potrebbe essere replicato per altri eventi e merita di essere approfondito perché conferma la potenza del dato nella smart mobility.

Infoblu è la società che tutti conosciamo soprattutto per le notizie diramate da Rai Isoradio, un flusso continuo di informazioni sul traffico che arrivano dall’autoradio, ma pochi forse sanno che è un’antesignana nella raccolta di dati sulla mobilità: viene infatti fondata nel 2000 da Autostrade per l’Italia, cinque anni prima del lancio di Google Maps, e oggi è controllata da Telepass S.p.A (75%) e OCTO Telematics (25%). Dal 2018 è entrata nel gruppo Telepass, che ne controlla il 75% e sta lavorando per aumentare le sinergie. Non a caso Davide Cervellin è anche Chief Data & Insurance Officer di Telepass.

Abbiamo incontrato Davide Cervellin, che prima di arrivare in Telepass si è occupato di Analytics in Booking e Paypal, per parlare di dati, mobilità e delle opportunità di utilizzarli a vantaggio di chi si muove, per piacere o per lavoro.

Davide, cominciamo dal recente Giro d’Italia edizione 104. Raccontaci che cosa avete fatto nella tua Regione d’origine e perché è un test importante…

Abbiamo dato il nostro contributo, attraverso i dati di mobilità forniti da Infoblu, alla realizzazione, a Mestre, di una situation room di coordinamento delle sei concessionarie che erano coinvolte durante le quattro tappe del Giro per monitorare in tempo reale le condizioni del traffico nel Nord Est. Fino al 30 maggio ha raccolto i dati di mobilità sul territorio, costantemente alimentati da enti e istituzioni coinvolte dal passaggio della corsa, come Comuni, comandi e consorzi di polizie locali. I dati inseriti nel sistema grazie alla piattaforma Moova, del partner tecnologico Almaviva, ha permesso di restituire ai cittadini sotto forma di app tutte le informazioni raccolte. Ma queste informazioni sono state preziose per le concessionarie stesse, per l’organizzazione del Giro che deve governare lo spostamento della carovana che accompagna i ciclisti, per la Regione che è interessata ad avere un quadro attendibile della viabilità indipendentemente dalla competenza del tratto autostradale. Insomma, abbiamo testato un modello di raccolta e gestione dati che permette di agire in modo tempestivo e informato a soggetti diversi che magari hanno già alcune informazioni, ma parziali.

Come può essere replicato il modello?

In occasione di qualsiasi grande evento che fa muovere molti veicoli e può comportare problemi di traffico attorno a un’area delimitata. Per esempio, una fiera di forte richiamo piuttosto che una gara sportiva o un grande concerto. Definito l’area e l’evento, Infoblu può facilmente incrociarli con i punti che ha già e produrre informazioni utili per la gestione intelligente del traffico.

Che cosa sono i punti di Infoblu?

Sono le centinaia di milioni di posizioni che gestiamo ogni giorno e che ci dicono dove si trova e come si muove un veicolo leggero o pesante che sia. Sono i dati che arrivano dalle black box, che forniscono tre serie di numeri: latitudine, longitudine e time stamp. Noi li “plottiamo”, cioè li riportiamo su una mappa, e poi facciamo “matching”, termine tecnico con cui si indica l’interpretazione della corretta posizione su strada (e non fuori carreggiata ad esempio) e corretta direzione di marcia. Tutte informazioni che ci permettono di essere da tempo fornitori del Ministero dei Trasporti come del Cis o di ANAS.

Non ci sono problemi per la condivisione dei dati?

No, nessun problema perché si tratta di dati anonimi e stiamo fornendo un servizio pubblico. Sia chiara una cosa: Infoblu non rileva quale sia l’auto o il camion e tanto meno chi è alla guida, ma sa dove va, come si sposta in una mappa, quanto tempo ci impiega. Il rapporto è tra il cliente e la compagnia di assicurazione che fornisce la scatola telematica. Infoblu registra solo un puntino in movimento che può essere chiunque, senza identificarlo. L’unica distinzione che può evidenziare è tra un mezzo leggero e uno pesante, perché la scatola è diversa così come la velocità.

Anche Google Maps ci guida e ci aiuta a evitare le code. Dove sta la differenza?

La differenza sta nella fonte dei dati: Google lavora sulle informazioni che arrivano dai nostri smartphone, Infoblu sui dati che arrivano direttamente dalle concessionarie autostradali e dalle blackbox, per questo riesce a intercettare anche gli eventi straordinari e i cantieri. E poi nel target di riferimento: noi abbiamo un approccio più b2b, i nostri clienti sono gli aeroporti, i porti, le istituzioni, le forze dell’ordine.

Però gli smartphone sono molti di più delle blackbox…

È vero ma le nuove policy restrittive sull’uso della posizione per le app installate su uno smartphone fanno prevedere che ci saranno sempre meno punti a disposizione, mentre le fonti dirette dei veicoli saranno sempre di più.

Stai pensando alle auto connesse, che sono già circa la metà dei veicoli circolanti in Italia?

Certo ma non solo. Infoblu e Telepass vogliono essere agnostici rispetto alla tecnologia che abilita al servizio. Adesso usiamo le black box perché questo è stato finora lo standard. Se entra un nuovo strumento nel mercato, faremo altri accordi, magari direttamente con le case automobilistiche a cui forniamo già i nostri dati. Comunque l’auto perfetta sarà l’auto connessa con la black box.

Quali sono le possibilità di sinergia fra Telepass e Infoblu?

Molte per sviluppare nuovi servizi per i clienti. Ma voglio prima precisare una cosa: Gli ambienti sono e saranno segregati: Infoblu continua a trattare le sue centinaia di milioni di posizioni anonime, Telepass i dati sulle scelte e i comportamenti dei suoi clienti. L’app MyWay di Autostrade per l’Italia con le condizioni del traffico sulla rete autostradale è basata sui dati Infoblu. Ci sembra quindi normale che questo servizio venga messo a disposizione anche dei clienti di Telepass. Ma un esempio più recente di sinergia è la polizza ritardi, nata dalla collaborazione fra Generali, Telepass e Infoblu che, grazie ai suoi dati, certifica la serie storica dei tempi di percorrenza. Stiamo poi studiando altri usi dei dati Infoblu a vantaggio dei clienti Telepass, ad esempio per pianificare un viaggio in diversi periodi dell’anno quando le condizioni di viabilità possono cambiare di molto.

Chiudiamo con una veloce anticipazione sul traffico nell’estate 2021, la prima con gli italiani vaccinati. Che cosa dicono i dati di Infoblu?

Diciamo subito che nel 2020 abbiamo registrato un crollo del traffico leggero, non certo di quello pesante. Al 31 maggio abbiamo registrato un incremento del 49% rispetto alla stessa data dell’anno scorso: la previsione per l’estate 2021 è di superare i livelli del 2019. Il viaggio su strada è in aumento. Chi non prenderà un volo e non andrà all’estero, si muoverà di più in auto.

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Giovanni Iozzia
Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.

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